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Il Rocky Horror Show fu un flop quando fece la sua prima apparizione nelle sale nel lontano 1975. Da allora è diventato invece il più lungo fenomeno di costume nella storia dello spettacolo: oltre 40 anni di programmazione consecutiva.
Rocky Horror Show, il culto
È l’ultimo film cult. Il primo. Il totem. Per più di 40 anni, The Rocky Horror Picture Show ha definito cosa intendiamo per film cult, sebbene pochi possano mai sperare di eguagliare il suo fenomenale culto rituale.
Un flop al botteghino, come dicevamo, che però detiene il record per la più lunga uscita cinematografica ancora in programmazione di tutti i tempi: il Cinépolis Chelsea Cinema di New York lo ha in programmazione ininterrotta dal 1977.
Questa impressionante continuità è stata in pericolo più volte. Tra le più preoccupanti la crisi del 2020 con il Covid-19 che chiudeva i cinema. In che modo gli accoliti potevano mantenere la loro perseverante fede?
In un intervista per la BBC, Larry Viezel, presidente del Fan Club ufficiale del Rocky Horror Picture Show, prese molto sul serio la questione.
Per lui, si trattava di qualcosa di più di una divertente notte sfacciata tra fan scollacciati e sboccati.
“Per molte persone, Rocky Horror è come la loro casa, è la loro connessione con il mondo. Conosco molte persone le cui vite sono state salvate da questo film. Soprattutto per quelli della comunità LGBT, è un posto dove possono essere loro stessi e trovare persone che saranno la loro famiglia. Non voglio lasciar perdere. Voglio che le persone abbiano ancora un posto dove stare. “
La sua pagina Facebook in quell’anno ha poi ospitato “The Rocky Horror Experience – the Live Lockdown Edition!” e si riempì di contenuti creati dai fan, come lo “Zoomy Horror Quarantine Show” settimanale in cui i partecipanti si travestivano e rievocavano l’intero film su Zoom, un salotto Time Warp dance-off e ‘Don’t-cha Touch-a, Touch-a Touch Me‘, un inno alla frustrazione di isolamento cantato da un quartetto di drag queen.

Rocky Horror Fan Show
The Rocky Horror Picture Show è nato per la prima volta nel 1973 come spettacolo musicale nel piccolo studio sopra il Royal Court Theatre di Londra.
La leggenda vuole che fu la prima moglie di David Bowie, Angie, a far scattare la partecipazione del pubblico, urlando: “No, non farlo!” mentre il Riff-Raff del creatore Richard O’Brien minacciava di sparare al dottor Frank-N-Furter di Tim Curry con una pistola laser.
Ogni sabato sera dal 1977, a mezzanotte, discepoli di ogni genere, bardati in corsetti e calze a rete strappate, si radunano Cinépolis Chelsea Cinema di New York per cantare e commentare il Rocky Horror Picture Show come se partecipassero a una eccentrica messa.
A chiunque è permesso di urlare qualsiasi cosa e se viene ben accolto dalla folla, viene incorporato la settimana successiva.
Le risposte sono spesso volgari, eppure sembrano il retaggio vintage di un epoca che oggi fa apparire delle educande sia i protagonisti dell’opera, un alieno bisessuale e la sua cricca, che il pubblico, se lo rapportiamo alla TV e ai personaggi del nostro tempo.
Se pensiamo ai pomeriggi domenicali di questi ultimi…vent’anni, passando dalle tarantellate di Mara Venier senza motivo, alla D’Urso tra siliconate, uomini che dopo 100 interventi si sono trasformati in Ken il compagno di Barbie, Salvini che dibatte di politica con Orietta Berti, fanno apparire come preistoria la provocazione del Rocky Horror Show.
Eppure il mito continua. E ciò che ha reso ancora più straordinario il successo e la partecipazione collettiva a questo fenomeno è che questo è iniziato quando non c’era internet.
Oggi bastano pochi secondi per fare clic e trovare il dress code, etichetta, mosse di danza e sceneggiature da cantare. All’epoca la partecipazione è cresciuta come un contagio virale, potremmo dire senza voler offendere nessuna educanda con questo ardito parallelo.
È legato al modo in cui, alla fine degli anni ’70, qualcuno avrebbe fatto una battuta durante una proiezione a New York un fine settimana, poi qualcun altro l’avrebbe ripetuta a un altra proiezione e così via, in una specie di ola da stadio spalmata in oltre 40 anni.
La trama
In una notte buia e tempestosa, Brad Majors e Janet Weiss stanno raggiungendo il loro vecchio professore Everett Scott, studioso di UFO, per annunciargli il loro fidanzamento.
Una ruota bucata li costringe a riparare in un sinistro castello. Un maggiordomo deforme, Riff Raff, li accoglie alla porta e li introduce alla convention annuale dei Transylvani, una festa a dir poco eccentrica.
Il loro leader è Frank N. Furter, uno sweet transvestite che presenta ai convitati la sua nuova creature: Rocky Horror, un mostro di Frankenstein ma bellissimo.

Nel mezzo dell’esperimento, però, irrompe da una cella frigorifera il biker Eddie, suo malgrado sottoposto a espianto di organi per dare vita a Rocky. Frank lo uccide.
La notte, i due fidanzatini vengono iniziati al sesso senza tabù dal padrone di casa, che subdolamente si infila sotto le coltri prima di Janet e poi di Brad. A sorpresa giunge al castello Scott, in cerca di suo nipote Eddie.
Frank, all’insaputa di tutti i presenti, fa servire a tavola un arrosto di carne di Eddie. Per sedare il disgusto e l’ira dei commensali, Frank li pietrifica con una invenzione aliena, poi li rianima per farli partecipare a una sorta di musical dionisiaco, un proto burlesque.
Riff Raff e la servetta Magenta, stanchi della dissolutezza del padrone, uccidono Frank e Rocky e liberano i terrestri.
La villa prende il volo: è un’astronave diretta verso il pianeta Transexual.
I’m just a sweet transvestite
Uragano Disney
A turbare il sonno dei cultori arrivò un annuncio nel marzo dell’ormai mediamente lontano 2019, quando la Disney finalizzò l’acquisizione della 20th Century Fox e quindi anche i diritti del Rocky Horror. Frank N.Furter di Tim Curry diventerà una principessa Disney ?! Si son chiesti i fan terrorizzati.
Sempre lui, Viezel, nella stessa intervista, confermaò la preoccupazione che lo colse:
“Ogni tot di anni, c’è sempre la preoccupazione che Rocky Horror venga portato via. Prima è stato il sequel, poi VHS, quindi DVD, quindi Blu-Ray, quindi il remake TV. Ma quando è arrivata la Disney è stata davvero la prima volta che sono stato davvero preoccupato. E invece è andata bene.”
Le proiezioni pubbliche di Rocky Horror sono state autorizzate a continuare e le merci fatte in casa hanno continuato a prosperare, seppur entro limiti ragionevoli. Ad oggi non ci sono segnali di cambiamento. Lunga vita al Rocky Horror Show.

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