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domenica 10 Ottobre 2021
TecnèRocky Horror Show: un culto lungo 45 anni

Rocky Horror Show: un culto lungo 45 anni

Il Rocky Horror Show fu un flop quando fece la sua prima apparizione nelle sale nel lontano 1975. Da allora è diventato invece il più lungo fenomeno di costume nella storia dello spettacolo: oltre 40 anni di programmazione consecutiva.

Rocky Horror Show, il culto

È l’ultimo film cult. Il primo. Il totem. Per più di 40 anni, The Rocky Horror Picture Show ha definito cosa intendiamo per film cult, sebbene pochi possano mai sperare di eguagliare il suo fenomenale culto rituale.

Un flop al botteghino, come dicevamo, che però detiene il record per la più lunga uscita cinematografica ancora in programmazione di tutti i tempi: il Cinépolis Chelsea Cinema di New York lo ha in programmazione ininterrotta dal 1977.

Eppure questa impressionante continuità è ora in pericolo. Con il Covid-19 che chiude i cinema, in che modo gli accoliti possono mantenere la loro perseverante fede?

In un intervista per la BBC, Larry Viezel, presidente del Fan Club ufficiale del Rocky Horror Picture Show, prende molto sul serio la questione.

Per lui, si tratta di qualcosa di più di una divertente notte sfacciata tra fan scollacciati e sboccati.

“Per molte persone, Rocky Horror è come la loro casa, è la loro connessione con il mondo. Conosco molte persone le cui vite sono state salvate da questo film. Soprattutto per quelli della comunità LGBT, è un posto dove possono essere loro stessi e trovare persone che saranno la loro famiglia. Non voglio lasciar perdere. Voglio che le persone abbiano ancora un posto dove stare. “

La sua pagina Facebook ha già ospitato “The Rocky Horror Experiencethe Live Lockdown Edition!” ed è ricco di contenuti creati dai fan, come lo “Zoomy Horror Quarantine Show” settimanale in cui i partecipanti si travestono e rievocano l’intero film su Zoom, un salotto Time Warp dance-off e ‘Don’t-cha Touch-a, Touch-a Touch Me‘, un inno alla frustrazione di isolamento cantato da un quartetto di drag queen.

Rocky Horror Show: 45 anni di rivoluzione
Magenta, Janet, Brad e Columbia

Rocky Horror Fan Show

The Rocky Horror Picture Show è nato per la prima volta nel 1973 come spettacolo musicale nel piccolo studio sopra il Royal Court Theatre di Londra.

La leggenda vuole che fu la prima moglie di David Bowie, Angie, a far scattare la partecipazione del pubblico, urlando: “No, non farlo!” mentre il Riff-Raff del creatore Richard O’Brien minacciava di sparare al dottor Frank-N-Furter di Tim Curry con una pistola laser.

Ogni sabato sera dal 1977, a mezzanotte, discepoli di ogni genere, bardati in corsetti e calze a rete strappate, si radunano Cinépolis Chelsea Cinema di New York  per cantare e commentare il Rocky Horror Picture Show come se partecipassero a una eccentrica messa.

A chiunque è permesso di urlare qualsiasi cosa e se viene ben accolto dalla folla, viene incorporato la settimana successiva.

Le risposte sono spesso volgari, eppure sembrano il retaggio vintage di un epoca che oggi fa apparire delle educande sia i protagonisti dell’opera, un alieno bisessuale e la sua cricca, che il pubblico, se lo rapportiamo alla TV e ai personaggi del nostro tempo.

Siamo sinceri: il pomeriggio domenicale dalla D’Urso tra siliconate, uomini che dopo 100 interventi si sono trasformati in Ken il compagno di Barbie, Salvini che dibatte di politica con Orietta Berti, fanno apparire come preistoria la provocazione del Rocky Horror Show.

Eppure il mito continua. E ciò che ha reso ancora più straordinario il successo e la partecipazione collettiva a questo fenomeno è che questo è iniziato quando non c’era internet.

Oggi bastano pochi secondi per fare clic e trovare il dress code, etichetta, mosse di danza e sceneggiature da cantare. All’epoca la partecipazione è cresciuta come un contagio virale, potremmo dire senza voler offendere nessuna educanda con questo ardito parallelo.

È legato al modo in cui, alla fine degli anni ’70, qualcuno avrebbe fatto una battuta durante una proiezione a New York un fine settimana, poi qualcun’altro l’avrebbe ripetuta a un altra proiezione e così via, in una specie di ola da stadio spalmata in oltre 40 anni.

La trama

In una notte buia e tempestosa, Brad Majors e Janet Weiss stanno raggiungendo il loro vecchio professore Everett Scott, studioso di UFO, per annunciargli il loro fidanzamento.

Una ruota bucata li costringe a riparare in un sinistro castello. Un maggiordomo deforme, Riff Raff, li accoglie alla porta e li introduce alla convention annuale dei Transylvani, una festa a dir poco eccentrica.

Il loro leader è Frank N. Furter, uno sweet transvestite che presenta ai convitati la sua nuova creature: Rocky Horror, un mostro di Frankenstein ma bellissimo.

Rocky Horror Show: 45 anni di rivoluzione
Frank & Rocky

Nel mezzo dell’esperimento, però, irrompe da una cella frigorifera il biker Eddie, suo malgrado sottoposto a espianto di organi per dare vita a Rocky. Frank lo uccide.

La notte, i due fidanzatini vengono iniziati al sesso senza tabù dal padrone di casa, che subdolamente si infila sotto le coltri prima di Janet e poi di Brad. A sorpresa giunge al castello Scott, in cerca di suo nipote Eddie.

Frank, all’insaputa di tutti i presenti, fa servire a tavola un arrosto di carne di Eddie. Per sedare il disgusto e l’ira dei commensali, Frank li pietrifica con una invenzione aliena, poi li rianima per farli partecipare a una sorta di musical dionisiaco, un proto burlesque.

Riff Raff e la servetta Magenta, stanchi della dissolutezza del padrone, uccidono Frank e Rocky  e liberano i terrestri.

La villa prende il volo: è un’astronave diretta verso il pianeta Transexual.

I’m just a sweet transvestite

 

Uragano Disney

A turbare il sonno dei cultori è arrivato un annuncio nel marzo 2019, quando la Disney ha finalizzato l’acquisizione della 20th Century Fox e quindi anche i diritti del Rocky Horror. Frank N.Furter di Tim Curry diventerà una principessa Disney ?! si son chiesti i fan terrorizzati.

Sempre lui, Viezel, nell’intervista, ha confermato la preoccupazione che lo colse:

“Ogni tot di anni, c’è sempre la preoccupazione che Rocky Horror venga portato via. Prima è stato il sequel, poi VHS, quindi DVD, quindi Blu-Ray, quindi il remake TV. Ma quando è arrivata la Disney è stata davvero la prima volta che sono stato davvero preoccupato. E invece è andata bene. 

Le proiezioni pubbliche di Rocky Horror sono state autorizzate a continuare e le merci fatte in casa hanno continuato a prosperare, seppur entro limiti ragionevoli.

Lunga vita al Rocky Horror Show”

 

 


Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (RockShock Edizioni)

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