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giovedì 19 Maggio 2022
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Calcio offensivo? Pressing e possesso palla? No, mancano i fondamentali

La seconda eliminazione consecutiva dell’Italia del pallone dai mondiali fa ripartire la discussione sullo stato del nostro calcio: si da la colpa alla presenza di troppi stranieri fin dalle giovanili, del calendario folle che non lascia spazio per la programmazione. Ma sono cose che toccano tutti, non una spada di Damocle solo sulla nostra testa. Probabilmente il problema è alla radice della preparazione, del modo di insegnare calcio nel nostro paese: si predica pressing e possesso palla ma mancano i fondamentali.

Pressing e possesso palla? No, mancano i fondamentali

Il Barcellona e la Spagna, che hanno dominato il calcio degli ultimi quindici anni, avevano in squadra almeno cinque-sei giocatori dal dribbling secco, in grado di saltare l’uomo in qualsiasi momento.

Noi abbiamo calciatori che arrivano alla tre quarti e si spostano da una parte per passare la palla in orizzontale. Al massimo provano il tiro a giro perché gli allenatori si sono inventati la genialata del piede invertito.

Non sia mai che un calciatore debba provare a involarsi sulla fascia e fare un cross come Dio comanda con il suo piede, dal fondo del campo a rientrare, per una punta al centro dell’area. Non sia mai che uno entri in area e punti l’uomo per calciare in diagonale con il suo piede.

A parte Berardi, che un po’ ci ha provato, ieri abbiamo visto il triste spettacolo di esterni – terzini o attaccanti – che di fronte all’uomo passavano la palla a lato. Impossibile mettere in difficoltà le difese avversarie per quanto possano essere scarse. E lo vediamo tutte le domeniche negli stadi italiani.

Altra cosa: state notando che sempre più i calciatori perdono un tempo di gioco e si fanno regolarmente murare perché non sono in grado di tirare con “l’altro” piede? La domanda allora è: perché alle scuole calcio non si lavora per far diventare i calciatori ambidestri curando la tecnica individuale come valore più prezioso del calcio?

Insomma: tutti vogliono il calcio veloce e aggressivo e però non ci dicono come fare a farlo senza tecnica individuale. Se il calcio è sempre più veloce, com’è possibile che i giocatori non calcino con entrambi i piedi?
Però hanno imparato a fare il pressing, a uscire dal basso e fare la diagonale. Vuoi mettere?

A dieci anni hanno già in testa queste balle. Poi finiscono a passare tristemente la palla al compagno a lato perché nessuno gli ha insegnato un doppio passo, una finta di corpo, un controllo con la suola. Per non parlare del fatto che nessun calciatore italiano è in grado di tirare dal limite. Evidentemente è un fondamentale che non si insegna più. Quando ci provano, la palla finisce regolarmente in tribuna.

Chi salvò Sacchi e tutte le sue balle a USA ’94? Un certo Roberto Baggio che fortunatamente non riusciva a stare dentro a tutti gli schemi.

 

 

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Claudio Bazzocchi
Claudio Bazzocchi
Studioso di filosofia politica

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