Come trasformare una democrazia in dittatura senza sparare un colpo

www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.

La dittatura moderna non ha bisogno dei carri armati: può nascere dentro le regole della democrazia. Le ambiguità della Costituzione americana, il potere crescente dell’esecutivo, la debolezza dell’applicazione delle sentenze, la fedeltà delle élite economiche e il clima di paura mostrano come un sistema democratico possa essere piegato dall’interno, passo dopo passo, fino a trasformarsi in un regime autoritario senza un colpo di Stato tradizionale.

Come creare una dittatura

Nel 1947, Kurt Gödel, uno dei più grandi logici matematici della storia, doveva dimostrare la conoscenza dell’inglese e dell’educazione civica per poter ottenere la cittadinanza statunitense. I suoi testimoni furono Albert Einstein e l’economista Oskar Morgenstern (1), entrambi preoccupati, temendo che, con il suo carattere minuzioso, avrebbe parlato delle contraddizioni nella Costituzione che avrebbero permesso l’instaurazione di una dittatura.

Di fronte all’esaminatore, che gli chiese quale tipo di governo avesse il suo Paese d’origine, Gödel rispose che, purtroppo, era una dittatura. Il commissario commentò che una dittatura non sarebbe stata possibile negli Stati Uniti grazie alla Costituzione. I due testimoni temettero il peggio e, infatti, Gödel rispose subito: «Invece sì, e lo posso dimostrare.» Per sua fortuna, il giudice gli intimò di non proseguire oltre.

Da allora molti si sono chiesti che cosa avesse scoperto Gödel e se fosse veramente possibile instaurare una dittatura per vie costituzionali. Sembrerebbe proprio di sì e, per questo motivo, vorrei offrire alcuni spunti a chi volesse diventare dittatore sfruttando le falle presenti nella più antica Costituzione ancora in vigore. Essa fu redatta da federalisti che nutrivano scarsa fiducia nella democrazia diretta e si presta, con opportune interpretazioni, a gettare le basi di un governo totalitario.

Poiché una dittatura si basa sull’accentramento del potere nell’esecutivo — con un legislativo e un giudiziario di fatto sottoposti al suo controllo — l’attuale governo degli Stati Uniti sembrerebbe essere sulla buona strada, con una Corte Suprema accomodante e un Congresso a maggioranza compiacente. Ogni dittatura che si rispetti deve inoltre poter contare su una potente élite economica che la sostenga. Questi obiettivi MAGA, la Heritage Foundation e i tecnocrati sembrano averli raggiunti con l’elezione di Trump alla presidenza e di J.D. Vance alla vicepresidenza. Serve poi una parte della popolazione, anche non maggioritaria, che riconosca nei pregiudizi degli aspiranti dittatori i propri, fino a trasformarli in un culto.

Recentemente molte fonti ritengono che il sogno di imporre un governo totalitario troverebbe però l’ostacolo della Corte Suprema. In realtà, una caratteristica della Costituzione che favorisce l’esecutivo è che, anche qualora esso compia operazioni incostituzionali, come hanno fatto diversi presidenti, la Corte Suprema può soltanto pronunciarsi, ma non ha il potere di imporre l’esecuzione delle proprie sentenze. Per farle applicare deve infatti rivolgersi all’esecutivo. Ciò significa che, se l’esecutivo perdesse una causa, dovrebbe procedere contro sé stesso (2) . In pratica, è sufficiente ignorare il verdetto.

“This structural limitation means the judiciary cannot physically force a party to comply, rendering enforcement susceptible to political resistance, agency delays, or noncooperation (3).”

Questo limite era voluto. Alexander Hamilton scrisse infatti nei Federalist Papers che il potere giudiziario non ha «neither force nor will, but merely judgment» e dipende dalla «voluntary adherence (4) ». È il Presidente degli Stati Uniti, quale capo del Department of Justice, che può utilizzare gli U.S. Marshals o la National Guard (5) per far eseguire le sentenze dei tribunali, come fece il presidente Eisenhower imponendo la desegregazione scolastica negli anni Cinquanta contro i governi locali che si rifiutavano di applicarla.

Infatti, esistono già precedenti storici. Nel 1832 Andrew Jackson fece rimuovere i Cherokee dal loro territorio, nonostante esistessero trattati internazionali — essi costituivano una nazione sovrana — e malgrado una sentenza che dichiarava illegittimo quel provvedimento (6)b. Ignorando la Corte, avrebbe commentato: «John Marshall ha preso la sua decisione; ora provi lui a farla rispettare (7).» Ora vediamo concretamente come fare.

Il metodo più diretto consiste nell’applicare l’Articolo V della Costituzione. La contraddizione che probabilmente Gödel aveva individuato è che nulla vieta di modificare proprio quell’articolo. È interessante notare che molte Costituzioni moderne contengono invece clausole esplicite per impedire che il procedimento di revisione costituzionale possa modificare sé stesso. È il caso, per esempio, della Costituzione tedesca, di quella norvegese, brasiliana e italiana (8).

È vero che la Costituzione statunitense è sempre stata considerata una delle più difficili da modificare. Se da un lato ciò la protegge da cambiamenti affrettati, dall’altro la rende meno adatta ad adattarsi ai mutamenti sociali e tecnologici. La proposta di emendamento richiede i due terzi dei membri di entrambe le Camere oppure i due terzi delle legislature dei cinquanta Stati. Nel primo caso sembrerebbe quindi necessaria una larghissima maggioranza al Senato e alla Camera dei Rappresentanti.

Ma non è così, poiché la Costituzione non specifica alcun quorum. Nel 1920 fu stabilito che fossero sufficienti i due terzi dei presenti. Il futuro dittatore dovrebbe quindi semplicemente trovare il modo di ridurre il numero dei presenti il giorno della votazione.

La parte più difficile del processo è invece la ratifica degli emendamenti, che richiede i tre quarti degli Stati oppure i tre quarti delle convenzioni statali, secondo la modalità scelta. Anche qui, tuttavia, l’ambiguità può essere d’aiuto. Chi decide chi vota nei tre quarti degli Stati necessari alla ratifica? Il Congresso? Le legislature statali? Oppure le convenzioni dei delegati?

Un presidente veramente intenzionato a diventare dittatore potrebbe trovare il modo di garantire che siano i più leali a occupare le posizioni chiave e impedire, per esempio mediante la legge marziale, che molti esponenti dell’opposizione abbiano la possibilità di votare.

Un dittatore che si rispetti deve avere il coraggio di imporre la legge marziale

Negli Stati Uniti la legge marziale è stata dichiarata ben sessantotto volte, spesso in occasione di rivolte operaie e, in due casi, per motivi bellici.

Il concetto stesso di legge marziale, però, non è ben definito negli Stati Uniti. Non compare nella Costituzione e non è mai stato definito né dal Congresso né dalla Corte Suprema. Attualmente prevale l’opinione che il Presidente non abbia l’autorità di dichiararla senza l’approvazione del Congresso.

Tuttavia, la Corte Suprema non si è mai pronunciata definitivamente sulla questione. Per ora si ritiene soltanto che il Presidente non possa sospendere l’habeas corpus e che i tribunali militari non possano sostituire quelli civili quando questi ultimi siano ancora in grado di operare (9).

Quest’ultimo ostacolo è un po’ più complesso da superare. In parte, l’attuale governo sta già affrontando il problema nominando il maggior numero possibile di giudici per assicurarsi che siano sufficientemente fedeli. Ha già nominato circa 330 giudici federali. Per quelli non allineati con il Presidente potrebbe tentare di dichiararli prevenuti e quindi ricusarli.

Data la lentezza del sistema giudiziario, una volta applicata la legge marziale e dispiegata la Guardia Nazionale, trascorrerebbe molto tempo prima che qualcuno riuscisse a intentare una causa contro il governo e che la questione giungesse al giudizio di un tribunale federale.

Anche il ruolo esatto della Guardia Nazionale è oggetto di dibattito. È quindi opportuno assicurarsi la fedeltà delle forze armate. D’altronde il Presidente ne è il comandante in capo:

“The President shall be Commander in Chief of the Army and Navy of the United States, and of the Militia of the several States, when called into the actual Service of the United States.” (10)

Anche sotto questo profilo il governo si è già dato da fare. Ha infatti sostituito più di una dozzina di generali non allineati con le proprie politiche.

Alcuni membri dell’amministrazione stanno incominciando a preoccuparsi dell’eccessiva concentrazione di potere nelle mani del Presidente, mentre la sua ricerca del potere e i casi di corruzione iniziano a inquietare anche esponenti del suo stesso partito. A questo punto sarebbe di grande aiuto creare un pretesto capace di distrarre l’opinione pubblica. Magari un attentato (meglio ancora se fallito). Ciò provocherebbe un temporaneo aumento della popolarità del Presidente e, approfittando di questo consenso momentaneo, potrebbe avviare la dittatura prima che le forze democratiche abbiano il tempo di reagire.

Questa guida è valida soltanto per gli Stati Uniti. Tuttavia, altri Paesi potrebbero trarne beneficio apportando le opportune modifiche per adattarla al proprio sistema politico e creando l’atmosfera favorevole. Potrebbero fomentare l’odio verso gli immigrati, creare un clima di paura (per esempio trasformando in eroe un cittadino che usa le armi contro un ladro e accusando i giudici di essere politicizzati), limitare l’accesso all’informazione e diffondere notizie false.

Con un po’ di fantasia, i nostalgici dei regimi totalitari possono sicuramente attingere alla storia di molti Paesi.

Note

  1. https://mathshistory.st-andrews.ac.uk/Extras/Godel_naturalisation/
  2. Federalist Nos. 71-80 “The judiciary, on the contrary, has no influence over either the sword or the purse; […] It may truly be said to have neither FORCE nor WILL, but merely judgment; and must ultimately depend upon the aid of the executive arm even for the efficacy of its judgments.”
  3. https://usinfo.org/enus/media/overview/hengstler.html
  4. Aderenza volontaria
  5. Gli U.S. Marshals sono la polizia federale del governo statunitense e la National Guard fanno parte dell’esercito.
  6. Worcester v. Georgia (1832)
  7. Questo è conosciuto come il Trail of Tears, il cosidetto Sentiero delle lacrime perché durante le deportazione forzata di 60.000 nativi americani delle nazioni Cherokee, Muscogee/Creek, Seminole, Chickasaw e Choctaw morirono circa (non si sa la cifra esatta) 15.000 di fame, di esaurimento nella marcia forzata di migliaia di chilometri.
  8. Cf. Articolo 138, e in particolare, Articolo 139: “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.” https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-vi/sezione-ii/articolo-138
  9. https://www.brennancenter.org/our-work/research-reports/martial-law-united-states-its-meaning-its-history-and-why-president-cant
  10. “Il Presidente è il Comandante in Capo dell’Esercito e della Marina degli Stati Uniti e della Milizia dei vari Stati, quando chiamati al servizio effettivo degli Stati Uniti.” https://constitution.congress.gov/browse/essay/artII-S2-C1-1-14/ALDE_00013476/

 

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.

Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.

VAI AL NOSTRO BOOKSTORE

Home

 

 

parole ribelli, menti libere

 

Andy De Paoli
Andy De Paoli
Cresciuto negli Stati Uniti, ha studiato filosofia e materie scientifiche. Ora insegna matematica, inglese e scrive (prevalentemente in inglese). Sta ora completando un romanzo e un libro sull'etica.

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli