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mercoledì 18 Maggio 2022
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Perchè c’è un desiderio crescente verso l’uso della forza come mezzo di risoluzione delle controversie?

Una massa crescente, alimentata da un’insofferenza che monta in società difficili dal punto di vista della gestione delle relazioni umane, è attratta dall’uso della forza.

Perchè c’è un desiderio crescente verso l’uso della forza?

La cosa che trovo in assoluto più preoccupante è la quantità di persone al mondo che accettano o promuovono l’uso della forza per risolvere le questioni senza stare a discutere e a perdersi nei perchè o nei percome.
È una massa crescente, alimentata da un’insofferenza che monta in società difficili anche (soprattutto?) dal punto di vista della gestione delle relazioni umane, singole e collettive.
In questo contesto, cosa c’è di meglio di qualcosa che ci esenti dal bisogno di capire le ragioni e le motivazioni dell’altro?
Perchè c'è un desiderio crescente verso l'uso della forza come mezzo di risoluzione delle controversie 2
È proprio questo il superpotere della violenza, spiegato in modo magistrale da David Graeber nel 2007 in un estratto che merita tutto il vostro tempo:
“Ciò che è veramente importante della violenza è che è forse l’unica forma di azione umana che offre la possibilità di operare sugli altri senza essere comunicativa. Per essere più preciso: la violenza è probabilmente l’unico modo in cui un essere umano può produrre effetti relativamente prevedibili sulle azioni di altri senza capire nulla di loro.”
“Praticamente in qualsiasi altro modo in cui uno potrebbe provare a influenzare le azioni di altre persone, bisogna almeno avere un’idea di chi pensano di essere, chi pensano che tu sia, cosa potrebbero volere dalla situazione e una serie di considerazioni simili. Colpiscile in testa abbastanza forte, e tutto questo diventa irrilevante.”
“È vero che gli effetti che si possono avere colpendole sono piuttosto limitati. Ma sono concreti, e resta il fatto che qualsiasi forma alternativa di azione non può, senza una sorta di appello a significati o comprensioni condivise, avere alcun tipo di effetto.”
“Inoltre, anche i tentativi di influenzare un altro con la sola minaccia della violenza, che necessitano chiaramente di un certo livello di comprensione condivisa (per lo meno, l’altra parte deve capire di essere minacciata e ciò che gli viene richiesto), ne necessitano molto meno di ogni altra alternativa.”
“La maggior parte delle relazioni umane – in particolare quelle prolungate, come tra amici di vecchia data o nemici di vecchia data – sono estremamente complicate, infinitamente dense di esperienza e significato. Richiedono un lavoro interpretativo continuo e spesso sottile; tutti i soggetti coinvolti devono impegnarsi costantemente nell’immaginare il punto di vista dell’altro.”
“Minacciare gli altri di danni fisici invece permette di dare un taglio a tutto ciò. Rende possibili relazioni di tipo molto più schematico: del tipo, “attraversa questa linea e ti sparo e comunque non mi interessa nulla di chi sei o cosa vuoi”.
“Questo è, per esempio, il motivo per cui la violenza è così spesso l’arma preferita degli stupidi: si potrebbe quasi dire, l’asso nella manica degli stupidi, poiché è la forma di stupidità a cui è più difficile trovare una risposta intelligente.”
Tratto da questo consigliatissimo articolo
David Graeber
PS: a scanso di equivoci, ribadisco che il tema è specificamente “la quantità di persone al mondo che accettano o promuovono l’uso della forza per risolvere le questioni senza stare a discutere e a perdersi nei perchè o nei percome“, quindi commentare con “eh ma i russi..” e/o “eh ma gli ucraini…” è fuori tema.

Alessandro Ferretti
Alessandro Ferretti
Researcher presso Università degli Studi di Torino. Associate presso CERN

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