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giovedì, Agosto 11, 2022

L’inter non è lo Jiangsu: Suning, non ci siamo proprio

L’improvvisa apertura alla cessione di Lukaku sta scatenando un vero terremoto in casa Inter, i tifosi sono inferociti verso la proprietà. E torna alla mente l’altra creatura gestita dal colosso (ex?) cinese, quello Jiangsu Suning smantellato letteralmente (non iscritto al campionato) dopo aver vinto il campionato nazionale.

L’inter non è lo Jiangsu

L’Internazionale, Inter per gli amici, è da sempre società di eccessi nel bene e nel male. E in queste ore non è da meno. A memoria non si ricorda una squadra, Campione d’Italia in carica, che venga smantellata con una tale velocità.

Dopo la cessione di Hakimi, sacrificio inevitabile per la crisi causata dal Covid, i tifosi interisti rischiano di dover ingoiare anche la cessione di Lukaku.

Quelli che sanno raccontano di un Chelsea disposto a pagare il giocatore belga 130 milioni di euro e di garantire, a Romelu, un ingaggio di 12 milioni all’anno più bonus. Si dice che di fronte a certe cifre non si può dire di no.

Noi la pensiamo diversamente e diciamo che anche di fronte a certe cifre, se sei l’Inter e soprattutto se sei campione in carica, hai il dovere di dire di no. Altrimenti passi per una sorta di supermarket dove basta entrare, pagare il giusto, e servirsi comodamente.

Perché il messaggio che arriverà, nel caso di cessione di Lukaku, è quello che è solo una questione di soldi ma tutti sono cedibili. Se qualcuno avrà 90 milioni verrà ceduto anche Martinez, e sicuramente c’è già il prezzo per De Vrij, Bastoni e Barella.

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A 17 giorni dall’inizio del campionato ad Inzaghi è stato preso Cordaz, un terzo portiere, e Calhanoglu svincolato dal Milan, perché Eriksen non si sa se è quando tornerà.

Per il resto sono solo ritorni da prestiti. I tifosi aspettavano Nandez, trattativa infinita, e si ritroveranno con un Lukaku in meno, trattativa velocissima.

Che la proprietà cinese sia in difficoltà economiche è cosa nota. Quello che stona è la loro inaffidabilitá. Si è passati dall’ombra di Messi sulla facciata del Duomo, alla ristrutturazione del personale. E quando parliamo di personale non ci stiamo riferendo solo alla prima squadra ma anche a quello che sta succedendo a chi lavora dietro le quinte del club. Impiegati ed operai. Una proprietà lontana non solo fisicamente.

Una società che ha vinto uno scudetto a sua insaputa. Società che ha allontanato Oriali, con ancora un anno di contratto, e non sappiamo il motivo. Una società che non ha fatto gli auguri di compleanno, un paio di giorni fa, all’ultimo allenatore scudettato.

Si possono non avere i soldi ma lo stile è gratis e non vogliamo credere che sia stata una scelta di Marotta. Ecco, sull’ad, circa un mese fa abbiamo letto che rinnovava con l’Inter: va in scadenza tra 1 anno, ma non ricordiamo un comunicato ufficiale per annunciare il rinnovo.

Insomma le ombre sul futuro societario ci sono, non c’è chiarezza, non si capisce quale sia la mission, se non quella di fare cassa e c’è una totale chiusura verso il progetto di Cottarelli che, visto quello che sta succedendo, sarebbe il caso di prenderlo seriamente in considerazione. Visto che i tifosi interisti meriterebbero un po’ di chiarezza, non le solite dichiarazioni di facciata manco fossero dei Cairo in versione asiatica, ci aspetteremmo una svolta in questo senso.

Nell’attesa seguiremo gli sviluppi di mercato ma è evidente che qui non stiamo parlando solo delle conseguenze della crisi del Covid 19 ma di un ridimensionamento senza se e senza ma.

Forse Antonio Conte non aveva tutti i torti. E tanti auguri a Simone Inzaghi.

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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