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mercoledì 28 Luglio 2021
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Caso Hysaj: ultrà della Lazio rivendicano fascismo. Mai più allo stadio questi personaggi

Il caso Hysaj e del rito di presentazione alla squadra nella sua nuova avventura alla Lazio cantando “Bella ciao” non finisce più. In città, a Roma, è ‘spuntato’ uno striscione con l’ignobile scritta: “Hysaj verme, la Lazio è fascista!“, firmato dagli Ultras Lazio.

Caso Hysaj: ultrà della Lazio rivendicano fascismo.

Il video del giocatore laziale Hysaj in cui è ripreso mentre canta, in modo un po’ pittoresco, “Bella Ciao” ha scatenato furiose polemiche e commenti pacati come questi:

Ma dove l’avete comprato nei Centri sociali questo cavernicolo?” “Magari si spacca tutto”, “Se cantavi l’inno della Roma era meglio” (Che vince il premio Tommaso Maestrelli 2021, 2022 e primo semestre 2023), e il geografico “Ma non sa di non essere a Livorno?”.

Per concludere e per rendere più chiaro il messaggio uno striscione con scritto “Hysaj verme, la Lazio è fascista”.

La società si è fatta sentire con questo comunicato: “È compito della società tutelare un proprio tesserato (e ci sembra il minimo) e sottrarlo da strumentalizzazioni personali e politiche (veramente più che strumentarlo lo minacciano) che certamente in questo caso nulla hanno a che vedere con il contesto informale ed amichevole in cui si è svolto l’episodio.  Il ritiro della squadra deve proseguire nel massimo impegno sportivo e nel clima di serenità che si è respirato fino ad oggi”.

Caso Hysaj: ultrà della Lazio rivendicano fascismo. Mai più allo stadio questi personaggi

Scrivere che la società SS Lazio è solidale con il ragazzo, è democratica e rispettosa dei valori costituzionali faceva strano. E magari faceva innervosire Franco Costantino, al secolo “Franchino” ultras laziale di lungo corso intervistato da una nota agenzia stampa, (perché dare tribuna a questi personaggi)  che ha dichiarato:

“Storicamente la nostra è una tifoseria di estrema destra (l’ha deciso lui) e questo lo dichiaro con orgoglio ( e fa bene! Fa figo). Quel “Bella Ciao” cantato con la maglia della Lazio è una cosa fuori dal mondo (dal suo mondo). Hysaj ha sbagliato. Non ci sono scusanti. Non credo alla favola che poteva non sapere essendo straniero (ovvio che non ci crede per chi l’hanno preso?). È straniero e ci siamo informati (avranno chiesto all’agente Betulla) il padre era un operaio vissuto qui e lui è cresciuto qui. Chiunque viva in Italia non può ignorare il peso di una canzone politicizzata quale è “Bella Ciao”.

E qui siamo d’accordo con lui. Perché è vero che “Bella Ciao” è una canzone politicizzata e si riferisce ad un periodo preciso della nostra storia recente. Il periodo in cui il regime fascista è stato abbattuto, rovesciato e sconfitto.

L’alba della nostra Democrazia. Democrazia non perfetta, con qualche acciacco, e che permette visibilità e diritto di parola a nostalgici, di non si capisce cosa, che hanno il diritto di raccontare stupidaggini storicamente senza senso.

Quello che non avrebbero diritto di fare è minacciare ed insultare chi non la pensa come loro. Se lo fanno è per il poco coraggio, non vogliamo pensare per la complicità, di Società ed Istituzioni. Vietare l’ingresso hanno stadio a simili figuri ci sembra il minimo.

Sarebbe anche il minimo che tutte le società di calcio, perché il problema non è solo della Lazio, dichiarassero in modo chiaro a che valori si ispirano.

Nel caso si ispirassero ai valori cari del “fiero alleaten” Galeazzo Musolesi delle Sturmtruppen ce lo facciano sapere così ci regoliamo tutti. Questo non prendere una posizione chiara, nascondersi dietro a comunicati che manco il PD riuscirebbe a partorire, è il vero dramma e la cosa più ridicola di tutta questa vicenda. Vicenda non nuova tra l’altro, in passato ci sono stati casi simili. Le idee politiche non hanno tutte gli stessi diritti.

Caso Hysaj: ultrà della Lazio rivendicano fascismo. Mai più allo stadio questi personaggi

Il fascismo non può avere legittimazione democratica. In nessun contesto sociale, sport e campi di calcio compresi.

Solidarietà e vicinanza ad Hysaj.

 

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Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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