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martedì 17 Maggio 2022
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Flop Allegri, la figuraccia per la pedata ricevuta e poi smentita dalle immagini è il paradigma stagionale

Il ritorno del tecnico livornese alla Juve non è andato come immaginavano i tifosi, tantomeno la società. Siamo di fronte al flop Allegri che, fosse stato un altro tecnico, sarebbe già stato messo in discussione.

Flop Allegri

Il tecnico bianconero Massimiliano Allegri è apparso piuttosto nervoso durante la finale di Coppa Italia, tanto da aver rimediato una squalifica di un turno per avere “lasciato la propria area tecnica e recatosi nei pressi della panchina avversaria, assunto un atteggiamento aggressivo e provocatorio nei confronti dei componenti della panchina avversaria”.

Alla base ci sarebbe stato, secondo il tecnico della Juventus, una pedata ricevuta da un componente della panchina dell’Inter. Ma questa versione è smentita dalle immagini inedite postate sui social da Fabrizio Biasin.

Cecchi, assistente di Inzaghi, sfiora appena Allegri e poi vuole chiedergli scusa, ma Allegri non lascia correre, anzi.

Quest’episodio rischia di diventare paradigmatico della stagione del tecnico, che davanti ai propri errori, trova sempre una lettura alternativa. Come davanti a certe prestazioni quanto meno discutibili della squadra, sottolineate dal malumore della tifoseria, e commentate dal tecnico in sala stampa come se stesse parlando di un’altra squadra.

La stagione per i bianconeri è praticamente conclusa, la prima senza sollevare alcun trofeo dopo 10 anni, la Champions è in cascina e non ci sono altri obiettivi in queste due ultime giornate di campionato.

In questi mesi però la squadra non è migliorata, non ha mai dato l’idea di inseguire un’idea di gioco, uno spartito da seguire o a cui attaccarsi nelle difficoltà; semplicemente i bianconeri danno l’idea di andare avanti per folate e inerzia dei singoli, che però, ecco la realtà che si è consolidata negli ultimi due anni, non sono più così superiori rispetto agli avversari, nonostante la faraonica campagna di rafforzamento invernale che ha portato alla Continassa Vlahovic e Zakaria. Solo il livello decisamente scadente di molte squadre della serie A ha consentito un piazzamento Champions senza particolari patimenti.

Sul Corriere della Sera Mario Sconcerti ha così analizzato la crisi della Juventus e di Allegri:

“Allegri è tornato dopo due anni di non lavoro, è un allenatore ancora giocatore, era convinto di conoscere la squadra in cui tornava, ma l’ha trovata impoverita, invecchiata e ormai presuntuosa. Le vittorie facili aiutano a non credere alle sconfitte difficili. Allegri si è trovato davanti una squadra sconosciuta nella mentalità, una squadra di individui, quindi un complesso non organico.

 

Ronaldo se n’è andato, la Juve aveva già in mano Vlahovic ma non poteva dirlo, ha dovuto aspettare mezza stagione per sostituirlo, ma era tardi ed era sbagliato il terreno su cui impiantare Vlahovic. I giocatori non hanno accettato un’altra differenza, un giocatore con alto ingaggio e altissimo costo immesso in una squadra che era rimasta convinta di essere la migliore anche senza di lui.”

Il punto dunque è che Massimiliano Allegri non compensa questo evidente calo di qualità. Max è sempre stato il gestore delle grandi rose, il semplificatore. Ma quest’anno non c’era da gestire nulla, c’era da ricostruire e tanto. Questo è stato dunque un anno di transizione, ma con un tecnico da 9 milioni l’anno. E alla fine “il maestro” Pirlo viene anche rivalutato.

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