Ibrahima Coulibaly, coltivatore, allevatore e attivista originario del Mali, interviene a Coopera 2022: “L’Africa non morirà di fame semplicemente perché non fonda la propria alimentazione sul consumo e l’importazione di grano, né dall’Ucraina né dalla Russia”
Coopera 2022, Coulibaly: “Basta fake news sull’Africa”
Ibrahima Coulibaly, presidente della rete dei coltivatori Réseau des Organisations Paysannes et des Producteurs des pays Agricoles de l’Afruique de l’Ouest (Roppa) lo dice a chiare lettere: sull’Africa pesano scelte politiche dannose, prese altrove, e ora pure notizie false, come quelle su una crisi alimentare dovuta al conflitto in Ucraina.
In un’intervista con l’agenzia Dire a margine di Coopera 2022, la conferenza italiana della cooperazione allo sviluppo che lo ha visto tra i relatori, Coulibaly, coltivatore, allevatore e attivista originario del Mali, ha denunciato la situazione paradossale del continente africano.
“L’Africa è molto ricca anche dal punto di vista dell’agricoltura per via delle terre e dei tanti giovani di valore, ma c’è stato un indebolimento del settore primario a causa di cattive politiche adottate dopo le indipendenze nazionali e anche di pressioni esterne in favore della liberalizzazione e dell’apertura delle frontiere, volute sin dagli anni Ottanta del secolo scorso dal Fondo monetario internazionale”. Secondo l’attivista, “ora tante famiglie hanno difficoltà persino a nutrirsi“, con conseguenze dirette anche sulla sicurezza e la pace sociale.
Allo stesso tempo pesano condizionamenti internazionali, politici e in qualche misura anche mediatici. “Penso a quanto è stato detto e scritto dopo l’aggravarsi del conflitto in Ucraina, nel febbraio scorso” chiarisce Coulibaly. “Se i Paesi della sponda sud del Mediterraneo dipendono in modo significativo dal grano per la dieta nazionale, questo non è affatto vero per la regione subsahariana: l’Africa non morirà di fame semplicemente perché non fonda la propria alimentazione sul consumo e l’importazione di grano, né dall’Ucraina né dalla Russia“.

Il messaggio chiave del presidente della Résea è affidato all’intervento dal palco di Coopera: “L’agricoltura africana si basa sul diritto alla terra, all’acqua, alle sementi e ai mercati locali, che oggi purtroppo sono invasi dai prodotti di importazione” denuncia Coulibaly. “Non garantire questi diritti può significare spingere i giovani verso la violenza o l’estremismo, con il rischio di un inasprimento dei conflitti, in Mali, nel Sahel e in altre regioni dell’Africa”.
fonte – Agenzia DIRE
Africa, Coulibaly (Rete coltivatori): “Basta fake news, non ci serve il grano ucraino” (video)
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