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giovedì 12 Maggio 2022
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Italia, la strage silenziosa dei senzatetto

Tra il primo gennaio 2020 e oggi i senzatetto morti sono 450,  50 solo negli ultimi 45 giorni. Una “strage invisibile” e incivile.

Di Gianluca Cicinelli.

La strage silenziosa dei senzatetto

In Italia soltanto dall’inizio dell’anno sono morte 50 persone senza dimora, una al giorno. Se poi prendiamo in esame il periodo tra il primo gennaio 2020 e oggi i morti diventano 450, una “strage invisibile”, come l’hanno definita gli autori della ricerca pubblicata due giorni fa a cura dell’Osservatorio fio.PSD, la Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora.

Una strage acuita dai periodi invernali con il freddo, ma i senza dimora, dimostra l’analisi dell’ultimo anno, in realtà muoiono durante qualsiasi stagione: 79 in inverno, 53 in primavera, 53 in estate e 60 in autunno.

La causa dei decessi tra le persone in condizione di povertà estrema è dovuta per il 40% a motivi di salute e per il restante 60% a incidenti, violenze subite e violenze auto inflitte come i suicidi. Il dato però potrebbe essere ancora più grave, in quanto le fonti utilizzate per la ricerca sono basate sulle cronache di giornali, sui social, e sulle notizie raccolte dagli operatori sociali attivi sul territorio.

L’attenzione dei media sulle vittime si desta soltanto d’inverno, divenendo alla fine anche questo un modo per ignorare la realtà sociale ed economica che determina la morte dei senzatetto, non per un fenomeno esterno e stagionale, come può essere considerato il freddo, ma come mancanza di una rete sociale che durante tutto l’anno monitori la vita e la perdita della stessa di chi vive in strada, cercando disperatamente di trovare cibo e riparo.

L’Osservatorio fio.PSD, composto da ricercatori specializzati sul tema, denuncia il meccanismo stesso per cui a ogni morte invernale gli esperti dell’ente sono chiamati a commentare la necessità di agire per cambiare il sistema di intervento sui senzatetto senza trovare sponde adeguate nelle istituzioni.

E a testimonianza che nulla è stato fatto, nonostante le continue denunce e gli allarmi degli operatori del settore, basta il dato in crescita di anno in anno. Nel 2020 le morti dei senza dimora erano state 208 mentre sono arrivate a 246 nel 2021 e, come abbiamo visto, sono state già 50 in questo inizio di 2022.

La ricerca ci dice che il 92% dei morti tra il 2020 e il 2021 erano uomini, che il 66% erano stranieri e che l’età media dei deceduti si aggira intorno ai 49 anni. Si legge nel rapporto che “Ognuno portava con sé tutti i tratti di una grave emarginazione adulta fatta di grande sofferenza e di uno stato di degrado personale. Volti o corpi affaticati, salute psico-fisica compromessa, stato di abbandono, isolamento relazionale”.

Fattori che hanno reso difficile risalire alle ragioni primarie della morte, ricostruite soltanto grazie alle testimonianze delle pochissime persone che aveavno relazione con i senza dimora, quasi esclusivamente operatori sociali volontari.

Per quanto riguarda le morti causate da motivi sanitari, il 40% del totale, il rapporto mette in luce la difficoltà per gli operatori di poter intervenire su questo tema garantendo l’accesso alle cure, avviando percorsi di prevenzione che permetterebbero di tenere sotto controllo le persone già in cattive condizioni.

La questione principale naturalmente resta la casa, il diritto all’abitare “per poter vivere e partecipare attivamente alla vita sociale di una comunità – come ha spiegato presentando il rapporto la presidente della FioPSD Cristina AvontoNon averla significa compromettere buona parte dei diritti di cittadinanza e di integrazione. Serve un sistema organico di intervento che interrompa una così silenziosa strage”.

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