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mercoledì 18 Maggio 2022
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Quanto può resistere l’Ucraina realisticamente? L’analisi impietosa dei numeri

Dopo oltre sessanta giorni di guerra sul campo tra Russia e Ucraina, e altrettanti sul fronte della comunicazione e della propaganda, possiamo provare a capire cosa può accadere realisticamente nelle prossime settimane e, soprattutto, cosa è rimasto dello stato ucraino. E per farlo bisogna leggere i dati economici e demografici del paese, più che quelli militari – di per se insostenibili sul medio\lungo periodo per Kiev, a meno che non intervengano fattori esterni preponderanti. E questa risposta non può che basarsi sui numeri, al di là dei proclami del presidente Zelensky.

Quanto può resistere l’Ucraina realisticamente?

Partiamo dai dati ufficiali economici diffusi quasi tre settimane fa del Ministro delle Finanze della Repubblica d’Ucraina, Sergey Mikhailovich Marchenko:

  • Il deficit dello stato ucraino a marzo è stato di 2,7 miliardi di dollari;
  • Il deficit stimato per i mesi di aprile e maggio è stimato tra i 5 ed i 7 miliardi di dollari;
  • Le perdite totali dell’economia ucraina dall’inizio del conflitto assommano a 600 miliardi di dollari (una cifra superiore al valore del PIL a parità di potere d’acquisto dell’Ucraina per l’anno 2021)
  • I danni accertati alle infrastrutture civili e militari ammontano a 270 miliardi di dollari e mancano quelli pesantissimi delle ultime due settimane della nuova offensiva russa.
  • I danni al patrimonio edilizio viaggiano ormai verso quota 1 trilione di dollari;
  • Fino ad ora è stato distrutto il 27% di tutto il sistema viario del paese (strade, autostrade, ferrovie);
  • Il 30% delle aziende ucraine ha completamente cessato qualsiasi attività;
  • Le importazioni sono calate di 2/3 mentre le esportazioni si sono dimezzate dall’inizio delle ostilità;
  • Il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e l’Unione Europea hanno approvato prestiti eccezionali per 5,6 miliardi di dollari, una cifra che in una situazione simile è come mettere un fazzoletto su una ferita da arma da fuoco.

Questi dati economici sono terribili ma vanno letti assieme ai dati socio-demografici forniti dal governo ucraino e dalle principali organizzazioni internazionali come l’UNICEF:

  • Alla vigilia delle ostilità la popolazione ucraina era stimata in 37,5 milioni di abitanti;
  • Ad oggi la guerra ha provocato oltre 13 milioni di sfollati sia all’interno che all’esterno del paese;
  • Sono più di 5 milioni gli ucraini (per la quasi totalità donne e bambini al di sotto dei 18 anni) profughi all’estero ed il numero cresce costantemente ;
  •  4,8 milioni di bambini ucraini (2/3 del totale) sono sfollati dalle loro case e 1,8 milioni hanno già abbandonato il paese;

Tutti questi dati sono ancora parziali e destinati ad aumentare col protrarsi del conflitto. Anche nell’ipotesi che con il costante flusso di armamenti da parte dei paesi del blocco NATO le forze armate ucraine riesco a protrarre il conflitto, lo scenario reale è che il paese si afghanizzi anche in un altro modo, cioè che diventi uno “stato non sostenibile”, cioè non in grado di sostenersi da solo.

Si tratta di scenari catastrofici ma, numeri alla mano, già in corso d’essere: sotto la pressione armata russa, l’Ucraina sta andando rapidamente incontro ad un processo di rapida e violenta destrutturazione dell’economia e della società nel suo insieme.

Le forze armate e il governo di Kiev, con la promessa di aiuti economici e militari, soprattutto dal blocco angloamericano, possono anche decidere di combattere ad oltranza ma, ad un certo punto, la loro resistenza diventerà insostenibile se il paese nella sua complessità non è più in grado di sostenere i costi della guerra.

Questo perchè anche in tempo di guerra l’economia deve poter continuare ad operare, seppure in modo ridotto e intermittente, ma se ciò diventa materialmente impossibile, come la strategia di assedio e pressione dell’invasore russo sta imponendo, verrà il momento che per la popolazione civile ucraina la necessità principale sarà quella di sfamarsi. Quel passaggio è quello che storicamente compromette la capacità di resistenza.

Gli USA hanno ben chiara la situazione e per questo il presidente Biden ha ottenuto dal Congresso un piano di aiuti sia militari che economici all’Ucraina pari a 33,1 miliardi di dollari. Una cifra enorme per chi deve erogare la somma che però si scontra con la realtà dei costi catastrofici del conflitto.

Basti pensare che ammonta a 500 milioni di dollari il totale che Kiev spende ogni giorno solamente per il munizionamento.

Un ritmo assolutamente non sostenibile nel lungo periodo come costi umani ed economici.

La tenacia e il fervore nazionalista dimostrato dagli ucraini fino a questo momento rischia di ritorcersi contro essi stessi in una guerra di logoramento che ha scarse possibilità di essere vinta a scapito della possibilità di negoziare una pace più equilibrata, o quanto meno un armistizio.

Zelensky dovrà assumere decisioni fondamentali per il futuro e la sopravvivenza del popolo e dello stato ucraino.

 

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