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martedì 17 Maggio 2022
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Putin, la Russia e lo Zar: tre appunti brevi

Tre brevi riflessioni per comprendere la presa di Putin sulla società russa, le suggestioni zariste e il futuro prossimo.

Putin, la Russia e lo Zar

Per capire la presa di Putin sulla società russa bisogna ricordare cosa era diventata la Russia prima di lui. Dopo la deposizione di Michele il Debole (Michail Gorbačëv), nel corso del governo dell‘Ubriacone (Boris Nikolaevič Yeltsin) era stato cannoneggiato il Parlamento.

La privatizzazione dell’economia era avvenuta in maniera spiccia con i dirigenti che si erano intestati le imprese o le avevano vendute alla malavita. La Russia era diventata una potenza insignificante, umiliata da tutti, in balia di gangster e oligarchi che trasferivano immense ricchezze all’estero.

Putin ha invertito la china e lentamente ha riportato ordine all’interno e ha riconquistato forza e prestigio all’esterno. Si è affermato come leader in grado di tenere testa agli americani e di contrastare le loro imprese più rovinose, come in Siria.

Quanto al richiamo al passato zarista, la cosa è un po’ più complicata ed è probabilmente una suggestione personale di Putin. Una brava studiosa scomparsa qualche anno fa, Maria Ferretti, ci informava periodicamente sui risultati dei sondaggi svolti tra i cittadini russi sull’epoca storica verso la quale nutrivano maggiore rimpianto.

E in effetti il passato zarista emergeva come nostalgia più diffusa negli anni immediatamente successivi alla fine dell’Urss. Ma seguiva alla fine degli anni 90 il rimpianto per l’epoca di Stalin, forse suggerita dalle umiliazioni del tempo di Yeltsin.

Comunque già nel nuovo secolo si affermava sorprendentemente la nostalgia per l’epoca di Breznev, che a noi appariva grigia e stagnante. Ma evidentemente quel grigiore, che significava anche sicurezza senza sconvolgimenti, era una aspirazione che al tempo di Putin risultava rassicurante.

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Non so cosa avesse in mente di preciso con l’impresa ucraina, ma il risultato pratico che Putin otterrà alla fine sarà un rafforzamento della Nato all’Est e una esclusione della Russia da tutto il mondo a cui i suoi cittadini hanno sempre guardato con fascinazione, compresi calcio e musica leggera, da non sottovalutare affatto.

Oggi Putin invita i militari ucraini a farsi golpisti e destituire il loro governo, ma non è da escludere che in un futuro prossimo possa toccare a lui essere vittima di un putsch di militari e nuovi oligarchi.

Da sinistra, Sergei Kiriyenko, Mikhail Efimovich Fradkov e Aleksandr Bortnikov

 

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Gianpasquale Santomassimo
Gianpasquale Santomassimo
Storico e docente italiano. Ha insegnato presso il Dipartimento di storia dell'Università di Siena. Autore di "Antifascismo e dintorni" (Manifestolibri, 2004)

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