12.6 C
Rome
martedì 17 Maggio 2022
PolisLa surreale polemica sull'intervista a Lavrov. Si discute di guerra sui talk...

La surreale polemica sull’intervista a Lavrov. Si discute di guerra sui talk show e non al Parlamento

È stato giusto intervistare Lavrov? Si. È stato giusto non sollevargli alcuna obiezione? No. Ma qualcuno sui media italiani ricorda un modo differente di agire verso il potente di turno intervistato?

La surreale polemica sull’intervista a Lavrov

Sembra impossibile ma in queste ore si sta dibattendo se un ministro degli Esteri russo si deve intervistare o no?  Il segretario del Pd parla di “onta per l’Italia” e la Lega invece dice “no alla censura”.

L’intervista a Sergey Lavrov su Rete4 – nel corso del talk show Zona Bianca – è stata criticata per il fatto stesso di aver dato spazio a una delle persone più influenti tra i collaboratori di Vladimir Putin. Ma la questione è un’altra: la voce di un ministro degli Esteri è importante da ascoltare. Il tema è come si sceglie di far ascoltare questa voce.

Il giudizio sull’intervista passa per la qualità delle domande e nel caso di Lavrov .il risultato è bassissimo, visto che di domande non ne sono state fatte.

Sicuramente, avere un interlocutore di questo peso in una trasmissione presuppone un confronto preparatorio viene svolto dai portavoce che cercano abitualmente di mediare, evitando argomenti scomodi. Spetta al giornalista, a quel punto, capire cosa potrà dare in più quell’intervista – rispetto all’abituale propaganda politica.

Il problema dell’intervista a Lavrov è stata la mancanza del contraddittorio. Qualcuno, a questo proposito, cita il modello CNN: la giornalista Christiane Amanpour, intervistando il portavoce di Putin Dmitri Peskov, non ha rinunciato al suo stile incalzante, alle sue domande, al suo ritmo.

Ma qui veniamo a un altro punto volutamente messo in secondo piano: ci si scandalizza per l’intervista a Lavrov senza contraddittorio, ma qualcuno sui media italiani ricorda un modo differente di agire verso qualsiasi potente di turno intervistato?

Qualche giornalista ha mai fatto domande scomode a Toni Blair, per esempio, quando fu intervistato da Sky Tg24 sulle bufale con cui portò il suo paese ad invadere l’iraq assieme agli Stati Uniti? E quando Barack Obama è stato intervistato da Fabio Fazio, vi sovviene qualche domanda sulla guerra alla Libia?

In Italia la politica trova i tappeti rossi negli studi televisivi.

Al di là di questa che ormai suonano come banalità, vista la loro evidenza, è interessante tornare al punto inziale e notare come nello scambio polemico tra il Pd e la Lega vi sia la sintesi del nostro scenario politico, sempre più schizofrenico.

Da una parte abbiamo quella che dovrebbe essere una forza progressista che invoca sempre più censure e chiusure, e per questo ci ritroviamo con il deputato Andrea Romano, già protagonista dell’attacco al corrispondente Rai da Mosca, Marc Innaro, che fa il bis con la proposta fortunatamente bocciata di coinvolgere il Copasir nella audizione dell’attuale vertice Rai; dall’altra una  forza conservatrice che dice tutto e il contrario di tutto, passando da posizioni reazionarie al pacifismo e alla libertà d’espressione.

In conclusione siamo all’interno di un dibattito assolutamente fasullo e irrilevante, proprio come tutte le forze politiche, mentre il governo ha trascinato il paese in cobelligeranza, delegando la discussione ai talk show e non alla Camera e al Senato.

Governo: il DdL Concorrenza favorisce smaccatamente il monopolio privato

 

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

 

Leggi anche

 


Marquez
Marquez
Corsivista, umorista instabile.

Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli