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giovedì 19 Maggio 2022
PolisL'inquietante nazionalismo regionale dei presidenti sedicenti governatori

L’inquietante nazionalismo regionale dei presidenti sedicenti governatori

Una sorta di nazionalismo regionale viene spinto con forza per chiedere l’autonomia differenziata e i cittadini rispondono all’esaltazione della loro regionalità con entusiasmo.

L’inquietante nazionalismo regionale

Nei giorni scorsi ho denunciato quello che ritengo un vero e proprio nazionalismo regionale ad opera dei presidenti delle nostre regioni che snocciolano ogni giorno i risultati dovuti alle cosiddette eccellenze dei loro territori.

Tutto viene fatto con un’insopportabile retorica volta a mostrare quanto la regione in oggetto sia molto più forte delle altre con tanto di esaltazione della laboriosità, della bravura, dello spirito di sacrificio, dell’intelligenza dell’emiliano, del lombardo, del toscano, del pugliese ecc…

Parliamo quindi di toni e accenti pericolosamente vicini a quelli del nazionalismo, come se esistesse una emilianità, una pugliesità, una lombardesità, una piemontesità ecc… Come se, i caratteri di una certa cultura locale non fossero inseriti comunque all’interno di una cultura nazionale ed europea.

Tale nazionalismo regionale viene spinto con forza per chiedere l’autonomia differenziata e i cittadini rispondono nei commenti all’esaltazione della loro regionalità con toni di entusiasmo per la propria regione e di disprezzo per le altre.

Guardate il post del Presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini postato il Primo Maggio, festa del lavoro, dei valori di solidarietà che vengono dai lavoratori.

L'inquietante nazionalismo regionale dei presidenti sedicenti governatori

Si celebra l’Emilia-Romagna, il suo essere prima rispetto alle altre regioni nel saldo commerciale (export/import) con tanto di emoticon macho del bicipite (la massima espressione del maschio stupido che non dovrebbe appartenere certo ad un amministratore pubblico).

E sotto commenti entusiastici di emiliano-romagnoli in brodo di giuggiole che arrivano persino a dire: peccato che il Sud sia una palla al piede dell’Italia, senza la quale potremmo garantire anche più ricchezza e ancora più servizi ai cittadini della regione (eppure Bonaccini ci aveva chiesto il voto contro il leghismo e per i valori della solidarietà, almeno mi pareva).

Questo nazionalismo regionale è uno degli aspetti più inquietanti della nostra vita politica e sociale. In pochi ci stanno pensando. Io mi permetto di lanciare l’allarme per dire che nel tempo creerà ancora più danni politico-culturali del leghismo vero e proprio.

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Claudio Bazzocchi
Claudio Bazzocchi
Studioso di filosofia politica

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