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mercoledì, Agosto 10, 2022

Afghanistan: travagli e ipocrisie della sinistra italiana

“La democrazia non si esporta con la guerra. È stato uno degli abbagli successivi alla caduta del muro di Berlino, insieme alla teoria della fine della storia”. Queste parole, del tutto condivisibili, suonano invece beffarde perchè pronunciate da Enrico Letta, segretario del PD, un partito centrale per sottolineare il rapporto travagliato ma anche ipocrita della sinistra italiana con “la guerra al terrorismo”.

Di Gianluca Cicinelli per La Bottega del Barbieri.

Afghanistan: la lungimiranza della sinistra italiana

Il 7 ottobre 2001 iniziò la guerra contro l’Afghanistan e la successiva invasione. Il 7 novembre il Parlamento italiano approva la partecipazione italiana alla guerra.

Il 9 novembre Francesco Rutelli e Piero Fassino vanno a Brindisi e a Taranto per esprimere l’impegno senza riserve dell’Ulivo al fianco dei militari che saranno impiegati nelle missioni di Enduring Freedom. Dall’Ansa: “Scopo della iniziativa – ha dichiarato Rutelli – e’ affermare con forza le convinzioni dei parlamentari dell’Ulivo in questa delicata fase della crisi internazionale”. Vanno con loro i parlamentari diessini Marco Minniti, Lorenzo Forcieri e Franco Angioni, e quello della Margherita Massimo Ostillio.

Il presidente del Consiglio è Silvio Berlusconi, che dichiara: “Il voto della Camera rappresenta una prova di intelligenza e di devozione all’interesse nazionale”.

Presidente della Commissione europea è Romano Prodi che dichiara (fonte Ansa): “La guerra e’ un obbligo che dobbiamo assumerci perche’ abbiamo il dovere di restare uniti ma il desiderio che la guerra finisca presto e’ profondo”.

Segretario dei Ds è Fassino. Alla guida della Margherita c’è Rutelli.

PD gioca la carta Enrico Letta. Ma qualcuno ipotizza soluzione clamorosa

Il voto a favore della guerra dell’Ulivo, appoggiato da Fassino e D’Alema, è unanime tranne poche eccezioni.

Votano contro i Verdi e il Pdci. Rifondazione Comunista è fuori dall’Ulivo e vota contro. Escono dall’aula per non votare a favore dell’intervento alcuni deputati di Magherita e della sinistra Ds.

Al Senato oltre a Verdi e Pdci 14 senatori dei Ds votano contro l’intervento: Cesare Salvi, Massimo Villone, Massimo Bonavita, Giovanni Battaglia, Paolo Brutti, Angelo Flammia, Piero Di Siena, Aleandro Longhi, Antonio Pizzinato, Maria Chiara Acciarini, Antonio Iovane, Tana De Zulueta, Antonio Rotondo e Elvio Fassone.

Di tutto l’Ulivo al Senato si registrano 80 voti favorevoli alla guerra e 32 voti contrari.
Alla Camera si registrano 35 no e due astenuti.
Solo 35 deputati e 32 senatori votarono contro la presenza italiana al fianco degli Usa in Afghanistan.

A consuntivo, i 20 anni complessivi di presenza italiana hanno comportato l’esborso di 8,7 miliardi di euro dei quali ben 840 milioni relativi a contributi diretti alle Forze Armate afghane.

Dal 2001 a oggi sono passati dall’Afghanistan 50 mila soldati italiani in tutto, un massimo di 5 mila nello stesso momento. I morti italiani sono stati 53.

La Bottega del Barbieri

L’inutile devastazione dell’Afghanistan e la ritirata americana

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