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martedì 12 Ottobre 2021
PolisLa parola d'ordine è "facite ammuina" ma il governo non cadrà

La parola d’ordine è “facite ammuina” ma il governo non cadrà

La verifica di governo più strampalata degli ultimi anni, in piena pandemia, si chiuderà con tutti che dichiareranno  di aver avuto ragione, al grido di facite ammuina, tutti insieme verso il Recovery Fund!

Facite ammuina

Quando si vuole stimolare a crear confusione per nascondere qualcosa, si ricorre puntualmente alla citazione di facite ammuina. Qualcuno lo ricorderà, specialmente tra i più curiosi di vicende meridionali, la vicenda della diffusione di un documento, a titolo, per l’appunto, facite ammuina, ritenuto facente parte del regolamento della Real Marina Borbonica.

Si trattava chiaramente di un falso, nel senso che il facite ammuina non è mai esistito come disposizione dell‘Armata di Mare (il vero nome della Marina Militare, quello errato è Real Marina) del Regno delle due Sicilie.

Il documento recitava così:

All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa
e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora:
chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra
e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta:
tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa
e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio
passann’ tutti p’o stesso pertuso:
chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à.

NB: da usare in occasione di visite a bordo delle Alte Autorità del Regno.» 

Come detto, ovviamente, si tratta di un falso, frutto di una duplice interpretazione. La prima vuole che il falso sia stato il frutto dell’ilarità e del cameratismo dei cadetti napoletani della Reale Accademia Militare. Secondo altri, invece, il documento avrebbe tratto la sua ideazione da un fatto veramente accaduto dopo la nascita della Reale Marina Italiana.

Per i meno avvezzi alla lingua partenopea, spieghiamo anche cosa si intende per ammuina. In napoletano ammuina sta per confusione, rumore. Se si associa l’imperativo del verbo fare alla parola ammuina, otteniamo un ulteriore significato: si sottintende ovviamente di fare rumore, ma con un obiettivo strumentale: facite ammuina così otterrete un beneficio, facimm ammuina così ci tocca qualcosa.

La parola d'ordine è "facite ammuina" ma il governo non cadrà

Il governo non cadrà nonostante l’ammuina

Nonostante i dissidi interni, l’attuale governo non può permettersi di cadere e lo sanno tutti i protagonisti del balletto mediatico di questi giorni, né si vedono all’orizzonte alternative plausibili o auspicabili per un esecutivo di diverso orientamento nel 2021.

Matteo Renzi non può essere realmente intenzionato a far cadere l’attuale esecutivo; secondo gli attuali sondaggi, in caso di nuove elezioni il suo partito difficilmente riuscirebbe a superare la soglia di sbarramento, e ciò porterebbe ad una quasi inevitabile fine politica per l’ex rottamatore fiorentino.

Nessuno degli eletti in parlamento ha alcuna intenzione di cedere anticipatamente lo scranno, senza alcuna garanzia che vi farà ritorno. Il leader di Italia Viva potrebbe allora essere interessato ad una possibile alleanza con il centro-destra, ma dei tre principali esponenti di quell’area l’unico a vedere di buon occhio una soluzione di questo tipo è Silvio Berlusconi, novello statista.

Molto più prosaicamente Renzi cerca di sgomitare all’interno della squadra di governo per ottenere più visibilità, dopo i risultati disastrosi ottenuti dal suo partito nelle elezioni regionali ed amministrative di questo 2020 e per mettere le mani alla gestione politica dei Recovery Fund, come avevamo già scritto in altre occasioni.

E gli altri alleati di governo?  Il M5S  ha una partita interna tutta ancora da giocare tra i vecchi leader storici ormai ai ferri corti, come Di Maio e Di Battista, ed è uscito fortemente ridimensionato dalle ultime tornate elettorali; unica eccezione è stato  il successo di Domenico Bennardi nelle comunali di Matera che ha dimostrato ai pentastellati di poter ottenere risultati decenti solamente come spalla del PD. Il Partito di Zingaretti, allo stesso tempo, pur in fase di lieve aumento nei sondaggi, sa che al momento non avrebbe la forza di formare un governo se non in coalizione con i Cinquestelle. Siamo punto e a capo dunque.

La parola d'ordine è "facite ammuina" ma il governo non cadrà

Giuseppe Conte e Giuseppe Conte bis

Il governo Conte II ha superato ad inizio mese la durata del governo Conte I, ed il premier Giuseppi ha superato abbondantemente i 900 giorni come primo ministro,  un risultato di tutto rispetto nella storia della nostra repubblica. La pandemia ha generalmente rafforzato coloro che si trovavano già al potere nelle tornate elettorali che abbiamo attraversato, i governatori uscenti Luca Zaia (Veneto), Giovanni Toti (Liguria) e Michele Emiliano (Puglia) hanno ottenuto vittorie nette, ed il centro-sinistra ha mantenuto il controllo della Toscana con Eugenio Giani che è andato a sostituire Enrico Rossi.

C’è chiaramente un bisogno di stabilità della cittadinanza che non vedrebbe di buon occhio andare alle urne in una situazione sanitaria che impedirebbe, di fatto, uno svolgimento regolare del diritto al voto; e non è secondario guardare alle alternative politiche guidate da partiti come la Lega e Fratelli d’Italia, tra le cui fila si nascondono non pochi negazionisti del virus, e con i loro leder, Salvini e Meloni, capaci di mutare continuamente opinione in questi mesi su qualsiasi iniziativa per arginare il virus (aprire tutto, chiudere tutto, mascherine no, mascherine si…). Tutto ciò non è molto rassicurante in un simile contesto e non sfugge evidentemente ad una parte di elettorato.

Va comunque detto che il 2020 si chiude con un bilancio non certamente roso per l’esecutivo, che non è riuscito ad arginare la pandemia in maniera adeguata né dal punto di vista sanitario né da quello economico, nonostante lo strombazzato modello italiano.  Ricordiamo che l’Italia, pur essendo il ventiquattresimo Paese al mondo per numero di abitanti, figura attualmente all’ottavo posto per numero di casi positivi al Covid-19 e addirittura al quinto per quanto riguarda la triste classifica dei decessi, precedendo tutti gli altri Paesi europei.

E dunque questa verifica di governo che però è vista da tutti, dall’Alpi al Manzanarre, dal Nazareno a Palazzo Chigi, come inattendibile per i protagonisti, censurabile per modi e tempi e dalle incerte prospettive alla fine si chiuderà con tutti che dichiareranno  di aver avuto ragione. Tutti vincitori e tanta ammuina.

 

 

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Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (RockShock Edizioni)

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