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venerdì 30 Luglio 2021
In EvidenzaL'ultimo bluff di Renzi, nuovo Mastella post-pandemico

L’ultimo bluff di Renzi, nuovo Mastella post-pandemico

É un capolavoro tattico, come l’uomo di Rignano stesso ha definito la sua mossa ad una sua recente intervista a La Stampa, o l’ultimo bluff di Renzi, quello finalizzato a trovare una maggioranza alternativa al Governo senza dover passare per le urne?

L’ultimo bluff di Renzi

Nel bel mezzo di una crisi pandemica che non ha precedenti nella storia recente dell’umanità, con l’Italia in grave difficoltà in ogni ambito: sanitario, sociale, economico, e con il governo alla ricerca di un metodo per l’utilizzo del  Recovery Fund, Matteo Renzi  ha messo in moto una verifica di governo che però è vista da tutti come inattendibile per i protagonisti, censurabile per modi e tempi e dalle incerte prospettive.

Ovviamente non sfugge a nessuno che tutto ciò è finalizzato  ad avere più voce in capitolo nella gestione del Recovery Fund, la grande torta su cui tutti vogliono allungare le mani e tagliare la propria fetta, più grande possibile.

Che il bluff fosse evidente da principio è risaputo, le elezioni non sono mai state un’opzione reale sul tavolo: ci sarebbe una campagna elettorale prima e delle urne da allestire nel mezzo di una pandemia che ancora non accenna non solo a finire ma nemmeno ipotizzare un ritorno alla normalità che non sia una forzatura. Oltre al fatto, molto meno nobile, che nessuno degli eletti in parlamento ha alcuna intenzione di cedere anticipatamente lo scranno, senza alcuna garanzia che vi farà ritorno.

L’alternativa quale sarebbe, il cambio di Governo? Altrettanto complicato: allagare all’unico disponibile, il responsabile Silvio Berlusconi, presentato come nuovo statista,  sarebbe troppo da far digerire all’elettorato di M5s e Leu.

Dunque l’ipotesi più concreta resterebbe quella del rimpasto, con modifica dei membri del Consiglio dei ministri ed una diversa distribuzione del peso decisionale tra le varie componenti della maggioranza. Oppure, ed è quello che si sta delineando, il ridimensionamento dell’ipotizzata task force tecnica per gestire il Recovery Fund e mantenere una gestione politica, dove far valere il proprio peso.

Questo il dato politico. Restano le considerazioni sul personaggio Renzi, che ancora riesce a procurare stupor negli osservatori più occasionali dell’arena politica. Non v’è alcuna novità: tutta la carriera del personaggio è stata costruita sulla lotta interna contro rivali di partito e di coalizione. Basta fare una ricerca su internet e troverete affermazioni a iosa contro i vari D’Alema, Franceschini, Bersani, Enrico Letta e ora Giuseppe Conte; su Berlusconi praticamente niente. Con Salvini siamo a livello di battutacce. Ma l’acredine politica è sempre verso l’avversario interno.

L'ultimo bluff di Renzi

 

La sua politica dello sgomitamento è divenuta pratica, base e consenso, seppur per brevissimo tempo. Oggi non porta alcun progresso ma solo conservazione per il famigerato giglio magico.

Eppure questo capolavoro tattico rischia di essere l’atto finale, il bluff di Renzi è a carte scoperte: senza una legge elettorale che tuteli la sua creatura claudicante, con l’incerta prospettiva di alleanze difficilmente prospettiche (a sinistra nessuno si fida più, a destra idem, al centro la natura dei 5stelle si sta rendendo molto più adattabile), il futuro che gli si prospetta è quello di un Mastella post pandemico.

 


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Il bluff di Renzi. Hanno detto:

Italia Viva, pioggia di addii a Matteo Renzi: Gelsomina Vono e altri 4 verso il ritorno al Pd. (Libero)

Renzi tiene aperto lo scontro con il governo: “Ritiro delle ministre? Tutto ancora sul tavolo. Bene sul metodo, ora dipende dal merito.” (Il Fatto)

Anche Renzi sale al Colle. Mattarella «decifra» la stabilità di governo
Erano mesi che i due non si vedevano, né avevano contatti. Il Quirinale non vuole trascurare nessuna voce. La situazione dell’esecutivo resta ancora incerta. (Corsera)

Matteo Renzi su Twitter: Non credo che si andrà a votare, perché in Parlamento una maggioranza c’è. Chi però pensa di minacciare il voto, fa un atto sbagliato perché in democrazia il voto non è mai una minaccia. E l’eventuale decisione spetta al Presidente della Repubblica che si chiama Sergio Mattarella.

 

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Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014).

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