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giovedì 15 Aprile 2021
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Matteo & Matteo: Salvini e Renzi, nemici amici

Quello tra Renzi e Salvini è un rapporto di inimicizia e sfida che sconfina nell’ammirazione reciproca tra un miracolato e un auto-rottamato.

Renzi e Salvini, nemici amici

Ieri, con 13 Sì a favore della relazione del presidente della giunta Maurizio Gasparri, 7 No e 3 senatori di Italia Viva che non hanno partecipato al voto, la Giunta per le immunità del Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere per l’ex-ministro Matteo Salvini sul caso Open Arms.

La traduzione per il grande pubblico: Renzi arriva in soccorso di Salvini.

Quella tra i due Matteo è una vicinanza parametrata dalle dimensioni della loro megalomania. Renzi si suicidò nel suo momento di maggior favore pubblico con l’ormai famigerato referendum.

Salvini invece, prima ha toccato le vette della popolarità nel paese basandosi su un clamoroso fenomeno di dimenticanza collettiva, passando per un oggetto politico nuovo e non come un giovane vecchio arnese padano-forzitaliota.

Poi, al culmine della popolarità, in piena sbornia estiva di consensi e mojito al Papeete, ha passato i mesi seguenti a urlare al complotto contro colui che aveva fatto crollare il suo governo, cioè sè stesso.

Eppure entrambi hanno armi notevoli a disposizione anche in questa fase di ripartenza del paese. Renzi è il padrino del Governo Conte bis, la maggioranza dipende dai suoi voti. Salvini è ancora il leader del primo partito italiano.

Hanno potere, ma entrambi mostrano nervosismo: sotto i riflettori ci sono gli altri. L’odiato Conte, il belloccio amato dalle donne, uno smacco imperdonabile per i due anfitrioni.

E dunque anche gli scontri politici tra i due Matteo sono più parate tra pavoni che attacchi veri e propri.

La sfida in tv tra i due Matteo

 

L’eclissi quasi totale dei temi d’interesse nazionale in favore del personalismo ha potuto contare sul favoritismo del loro padrino Silvio Berlusconi: dichiarato per il Matteo leghista, con cui condividono da anni l’amministrazione politica di governi e regioni.

Ammirazione filiale, da parte del toscano. Non per nulla, è bene ricordarlo sempre, Renzi ha chiamato il suo partito Italia Viva.

Chi ha usato la parola Italia in politica negli ultimi vent’anni? L’ha fatto Silvio Berlusconi con Forza Italia, poi Di Pietro con l’Italia dei Valori, e Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia. Per non parlare dello slogan Prima gli italiani di Matteo Salvini.

Ma i due Matteo si somigliano anche nel linguaggio, sono i due che degli avversari dicono sempre che rosicano.

Sono uomini allo specchio, opposti ma speculari: anche se le ricette sono diverse, su sicurezza, immigrazione ed Europa  usano spesso lo stesso linguaggio. Sono temi su cui gli elettori si mobilitano più velocemente. Spostano voti.

Non è che la ricetta del segretario di Italia Viva sia uguale a quella della Lega. Anzi. Ma alla fine, Renzi e Salvini offrono un messaggio simile ai propri elettori: nelle dichiarazioni sull’immigrazione, a parte i toni che sono rivolti alla sensibilità del proprio elettorato, il messaggio è lo stesso: entrambi chiedono di spostare il problema dei flussi migratori verso i paesi di provenienza.

E verso l’Europa condividono anche la retorica patriottica contro i burocrati di BruxellesSì, all’Europa dei popoli, no all’Europa delle banche è uno slogan comune agli entourage di entrambi.

In definita, Matteo & Matteo sono convinti che prima di loro non esistesse nulla.  Ma hanno anche il terrore che dopo di loro ci possa essere subito qualcun’altro e un altro ancora.

Perché la memoria che li ha aiutati sarà la prima a tradirli.



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Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014).

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