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sabato 27 Febbraio 2021
Polis I 5 modi per sbarcare in Italia senza irritare la Lega
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I 5 modi per sbarcare in Italia senza irritare la Lega

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È finita la fase dell’andrà tutto bene, si torna al rassicurante clima pre-covid dei porti chiusi, ecco 5 modi per sbarcare in Italia senza dare troppo nell’occhio

Vademecum per un’immigrazione socialmente accettabile

Con la bagarre nel Governo scoppiata per la regolarizzazione degli immigrati, (c’è urgenza di manovalanza nella produzione agricola rimasta ferma per il lockdown, mica per un improvviso attacco di filantropia), l’intemeraria uscita di  Senaldi su Libero, l’Italia vuole scambiare i 30mila morti covid con 600mila migranti, è ufficialmente finita la fase dell’andrà tutto bene, per tornare al rassicurante clima pre-covid, col tanto atteso richiamo ai porti chiusi pronto ad essere rispolverato.

Il prossimo motto sarà: contro la pandemia, viva l’autarchia.

In questo rinnovato clima di paura e inimicizia diffusa, benedetto dal Cuore Immacolato di Maria, per tutti coloro che si apprestano a tentare il viaggio della fortuna attraverso il Mediterraneo,  occorre un Vademecum per un’immigrazione socialmente accettabile, dunque suggeriamo 5 semplici regole per non suscitare reazioni scomposte nella Lega e nel suo elettorato.

I 5 modi per sbarcare in Italia

  1. Non portate cellulari. Non è necessario comunicare con parenti o amici. Siate soli e coerenti col vostro status di fuggitivi provati e impauriti.
  2. Cercate di pesare non oltre i 70 kg fino a 1 metro e 68 cm, e max 78 kg tra 1 metro e 68 cm e 1 metro e 78 cm. Sconsigliate altezze e pesi maggiori. Desterebbe troppa impressione vedervi sbarcare alti e atletici quando ci si aspetta che stiate deperendo.
  3. Se siete donne non vi truccate e non indossate bracciali o bigiotteria varia, non è consono a chi fugge dall’inferno. Siate dimesse e possibilmente repellenti.
  4. Non indossate magliette con marchi riconoscibili, meglio stracci o semi nudi direttamente. Restate umili, siete profughi!
  5. Se non avete ferite di guerra dimostrabili, certificati di persecuzione religiosa o per orientamento sessuale, venite già mangiati e con contratto di lavoro già prenotato, anche se eravate residenti in un villaggio di fango del Ciad, senza internet o reti telefoniche.

In definitiva, possibilmente, venite già morti.

 

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Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014).

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