20.1 C
Rome
sabato 5 Giugno 2021
NewsSentenza storica, Hamala Diop reintegrato: aveva denunciato Rsa che vietava uso di...

Sentenza storica, Hamala Diop reintegrato: aveva denunciato Rsa che vietava uso di mascherine

Il 26enne Hamala Diop è stato reintegrato dal tribunale del lavoro di Milano: era stato licenziato per aver denunciato la Rsa dove lavorava per il reato di diffusione colposa di epidemia.

Sentenza storica, Hamala Diop reintegrato

Cheickna Hamala Diop oggi ha 26 anni e vive a Parigi, dove si è trasferito dopo aver perso il lavoro la scorsa primavera per aver denunciato la Rsa dove era impiegato. Era arrivato in Italia dal Mali quando aveva 10 anni.

Diop era stato cacciato dalla cooperativa Ampast, che fornisce personale alla Rsa milanese del Don Gnocchi, il 7 maggio 2020. Diop, aveva denunciato l’istituto di Milano, per il quale prestava servizio ormai da tre anni, per il reato di diffusione colposa di epidemia.

La Guardia di Finanza aveva aperto già da aprile 2020 un fascicolo sull’Istituto Don Gnocchi di Milano, per indagare sulla morte di circa 140 anziani. Tra le accuse mosse da Diop e da altri 17 colleghi, ce n’era una relativa all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Veniva disincentivato l’utilizzo delle protezioni per non creare allarme e a farne le spese non erano soltanto i pazienti della struttura, ma gli stessi dipendenti: Diop stesso, il 20 marzo 2020, è risultato positivo al Coronavirus.

Attraverso il sindacato Usb, arrivò ai vertici di Ampast e del Don Gnocchi la richiesta di maggiore sicurezza. Il comunicato, ripreso anche dai media, in quel periodo concentrati sulla cosiddetta “strage degli anziani” nelle Rsa lombarde creò diversi imbarazzi ai dirigenti delle due società. Diop fu licenziato e alcuni suoi colleghi vennero trasferiti in altre strutture.

Sentenza storica, Hamala Diop reintegrato aveva denunciato Rsa che vietava uso di mascherine

La sentenza

La giustizia italiana ha scritto una sentenza storica che farà giurisprudenza: la giudice Camilla Stefanizzi della sezione lavoro del tribunale di Milano ha reintegrato Diop, difendendo la figura del whistleblower, tutelata dalla legge 179 del 2017 ma, ancora oggi, vittima di ritorsioni da parte dei datori di lavoro.

La sentenza che punisce il comportamento della cooperativa Ampast è stata resa pubblica lunedì 10 maggio: dovrà reintegrare Diop, pagare un’indennità corrispondente a tutte le mensilità maturate dal giorno del licenziamento e le spese legali agli avvocati dello studio Reboa, che hanno assistito l’operatore sanitario.

Cassazione lavoratore deve dimostrare di essere stato licenziato oralmente

Queste le motivazioni della giudice:

“L’interesse pubblico alla conoscenza della notizia è tale da ritenere che l’attività, non solo di denuncia all’autorità giudiziaria, ma anche di denuncia ai maggiori mezzi di comunicazione, possa essere considerata non solo un diritto, ma anche un dovere civico; Agli esordi di un’epidemia con effetti subito manifestatisi di enorme gravità, le informazioni su quanto stava accadendo all’interno della Fondazione avrebbero potuto conseguire il risultato concreto di mettere in salvo delle vite umane.”

E prosegue spiegando come: “Consentendo l’adozione delle necessarie contromisure, sia da parte dei parenti che avrebbero potuto considerare anche l’opportunità di trasferire immediatamente i loro congiunti qualora non avessero condiviso o ritenuto sufficienti a proteggere la salute dei loro cari le prassi ivi poste in essere, sia da parte della Fondazione, che avrebbe potuto essere indotta a rivederle e a modificare con maggior tempestività la propria condotta per scongiurare l’impressionante numero di decessi che di fatto si sono verificati nell’arco di pochissimo tempo.”

 

Leggi anche


Sira De Vanna
Speaker radiofonica, redattrice, storico dell'arte. Caporedattore per Kulturjam.it

Ti potrebbe anche interessare

1 COMMENT

Comments are closed.

Ultimi articoli