Guerra tra bande nel M5S. Cosa sta succedendo?

 

Si avvicina la resa dei conti tra Di Maio e Casaleggio agli Stati Generali del 14 e 15 novembre: M5S, cosa sta succedendo?

M5S,  cosa sta succedendo?

Si avvicina sempre più la resa dei conti all’interno dell’universo grillino: dopo i flop elettorali a ripetizione in questi anni di governo, il Movimento Cinquestelle sta rischiando il più classico suicidio politico.

La scissione che aleggia nell’aria, è già nei fatti, bisognerà vedere se poi effettivamente si materializzerà o in qualche modo si arriverà ad un compromesso. Il cortocircuito parte dalla testa, anzi, dalle teste: Luigi Di Maio e Davide Casaleggio, sono ormai ai ferri corti pubblicamente, come non mai.

La questione, nemmeno a dirlo, è economica, cioè il cuore pulsante di ogni organizzazione. In questo caso è la piattaforma Rousseau. Di Maio vuole togliere la cassa a Davide Casaleggio, che rilancia, rilanciando le mancate quote versate e affermando che i soldi sono stati usati per spese legali di Crimi, Di Maio ed altri.

Di Battista il rottamatore è il Renzi dei Cinquestelle. Farà la stessa fine (3)
Davide Casaleggio

Di Maio vs Casaleggio

Di Maio ha sollevato il polverone: Casaleggio ci ha chiesto un milione e 200mila euro per gestire Rousseau. Così non va, non può andare, non è possibile.

Davide Casaleggio ha risposto piccato: Non siamo la cassa del Movimento, stop fake news.

C’è poi il terzo incomodo, non da poco, e cioè il Dibba: Alessandro Di Battista appoggia apertamente Casaleggio:

Davide ha a cuore i principi del M5s a partire dalla democrazia diretta. La piattaforma Rousseau è il cuore del Movimento 5 Stelle: va rafforzata per continuare a diffondere ed esercitare la democrazia diretta e permettere agli iscritti di esercitare la giusta pressione sui portavoce.

Una posizione che sembra incompatibile con l’ala governativa del Movimento e infatti a valanga stanno emergendo tutte le divisioni, punto per punto:

Di Battista e i duri e puri, vogliono il ritorno alle origini del movimento: corsa in solitaria alle elezioni, la piattaforma Rousseau cuore strategica del sistema interno e, dulcis in fundo, la Raggi confermata a Roma, senza accordi con il PD.

Tutto l’esatto opposto di quello che vorrebbero Di Maio, Crimi e la maggioranza del movimento: evoluzione in un nuovo movimento aperto alle alleanze, col sempreverde paravento dei programmi, distacco dalla Casaleggio e da tutti i lacci del subordine ad una società privata di fatto.  E, dulcis in fundo, pronti a usare la via giudiziaria contro la Casaleggio per avere la lista degli iscritti.

Gli Stati Generali

Il 14 e 15 novembre agli stati Generali del M5s ci sarà dunque la sfida all’O.k. Corral che parte già con ulteriori polemiche: è cambiato il regolamento nella parte relativa alle modalità di scelta dei rappresentanti territoriali. Una modifica spiegato sul Blog delle Stelle dal capo politico Vito Crimi:

Per favorire la massima rappresentatività di tutte le sensibilità del Movimento. Soltanto coloro che parteciperanno agli incontri territoriali potranno contribuire alla selezione dei rappresentanti che poi si confronteranno nei tavoli di lavoro a livello nazionale i prossimi sabato 14 e domenica 15 novembre.

Secondo la nuova norma, ogni partecipante potrà esprimere un numero di preferenze fino ad un terzo, arrotondato all’unità più prossima, del numero di rappresentanti da eleggere della propria componente di riferimento.

Chi farà saltare il banco?

 

 

 

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