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venerdì 20 Maggio 2022
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Draghi vola a riferire direttamente a Biden: il Parlamento a cosa gli serve?

Draghi vola a rapporto dal presidente degli Stati Uniti e snobba le richieste di riferire alla Camera la linea dell’Italia sulla guerra.

Draghi vola a riferire direttamente a Biden

La versione ufficiale che già circola sulla stampa: gli aiuti all’Ucraina, le sanzioni contro Mosca e la corsa per l’indipendenza dal gas russo: sarà la guerra, inevitabilmente, a dominare l’agenda dell’incontro tra Mario Draghi e Joe Biden.

La missione per il premier sarà l’occasione per rimarcare con l’alleato i due pilastri della politica estera italiana, appartenenza alla Ue e atlantismo. Traduzione: Draghi è più atlantista degli Usa

Dunque SuperMario, l’uomo che non deve chiedere mai, neppure il voto perchè non è nella sua natura, vola a rapporto dal presidente degli Stati Uniti e snobba le richieste di riferire alla Camera la linea dell’Italia sulla guerra.

Agli appelli di Conte e Bersani, la replica è affidata a una velina del suo ufficio stampa: “I tempi sono stretti; la richiesta di Conte è del tutto isolata” . Dunque Bersani non viene nemmeno nominato, è considerato alla stregua di un vecchio arnese; e il Parlamento a cosa serve? Ha già delegato in bianco il governo a inviare tutte le armi che vuole all’Ucraina sino a fine anno, secretando per di più gli atti.

Siamo davanti a un problema enorme di arroganza anti-istituzionale: il premier va a Washington senza alcun mandato parlamentare. A oltre due mesi dall’inizio del conflitto, a parte le dichiarazioni di rito a cerimonie e inaugurazioni, ancora attendiamo che il parlamento sia informato su quali siano gli obiettivi del governo in questa crisi bellica: allargamento della guerra? La cacciata di Putin? Un negoziato con compromessi su Crimea e Donbass?

Queste cose dovrebbero essere discusse da noi e poi comunicate all’amministrazione Usa e non il contrario, almeno secondo la Costituzione italiana, se ha ancora valore.

E invece i modi di fare del Premier sono mortificanti per il paese. La solerzia con cui si precipita in visita alla Casa Bianca snobbando gli appelli, giudicandoli “isolati”, quando ogni sondaggio da almeno metà del paese (almeno) contrario alle scelte politiche del governo nella crisi ucraina, ci fanno apparire per l’ennesima volta come una piccola colonia che attende di ricevere gli ordini, con la gran parte dei media pronti a rilanciare le foto delle strette di mani tra Draghi e Biden, con i titoli già pronti: “Piena sintonia tra Italia e Usa”.

Ci si chiede a cosa servano ancora Palazzo Madame e Montecitorio. Potrebbero trasformarli in gigantesche sale di co-working aperte all’imprenditoria, evitando l’ormai inutile lavoro silenzioso dei lobbysti e dandogli lo spazio pubblico direttamente. E per le decisioni politiche trasmettere direttamente messaggi in video, come nei collegamenti con il presidente ucraino Zelensky. O collegarsi alle dirette della Cnn e di Fox News per sapere da Biden quello che dobbiamo fare.

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Marquez
Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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