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lunedì 16 Maggio 2022
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Ora è il Donbass a denunciare l’imminente invasione ucraina

L’esercito ucraino starebbe preparando un’invasione su larga scala del Donbass. Intanto proseguono i bombardamenti di Kiev che hanno anche provocato vittime tra la popolazione civile

La Repubblica Popolare di Doneck denuncia l’imminente invasione ucraina

Siamo oramai al quinto giorno consecutivo di attacchi dell’esercito ucraino nei confronti delle repubbliche popolari del Donbass, la Repubblica Popolare di Lugansk (RPL) e la Repubblica Popolare di Doneck (RPD). Dalla mattina del 17 febbraio, infatti, le autorità delle due repubbliche autoproclamate hanno denunciato l’intensificarsi dei bombardamenti da parte delle forze di Kiev, vedendosi costrette a reagire con l’evacuazione della popolazione civile verso la Russia.

Secondo quanto affermato da Denis Sinenkov, capo della Milizia Popolare della RPD, l’Ucraina sarebbe pronta a lanciare un piano per l’invasione massiccia del Donbass con l’approvazione delle potenze occidentali. “Le forze armate nemiche sono pronte per l’acquisizione forzata del Donbass. Kiev, con l’approvazione dell’Occidente, ha iniziato a mettere in atto un piano per invadere il territorio della nostra repubblica“, si legge sul canale Telegram del dipartimento della Difesa della RPD.

Anche la missione della RPD presso il Centro congiunto per il controllo e il coordinamento ha confermato che le forze governative di Kiev hanno continuato a bombardare il territorio della repubblica nel corso della giornata di domenica. Alle 02:16 ora di Mosca, le forze ucraine hanno bombardato ancora una volta l’insediamento di Staromichajlovka, alla periferia occidentale di Doneck. Colpi di mortaio hanno raggiunto anche altri insediamenti circostanti la città di Doneck. Secondo le fonti locali, sarebbesto stati registrati almeno otto bombardamenti solamente nelle prime cinque ore di domenica 20 febbraio.

Ivan Filiponenko, rappresentante ufficiale della Milizia popolare della RPL ha a sua volta annunciato che le forze armate dell’Ucraina hanno tentato di attaccare le posizioni della Milizia Popolare della repubblica. “Intorno alle 5 del mattino del 20 febbraio, le truppe della 79ma Brigata d’assalto aviotrasportata hanno tentato di attaccare le postazioni della milizia popolare nell’area dell’insediamento di Pionerskoe con l’attraversamento del fiume Severskij Donec. Come risultato dello scontro, il nemico ha subito perdite e si è ritirato“, ha affermato Filiponenko. “Le azioni illegali delle forze armate ucraine hanno portato alla distruzione di cinque edifici residenziali e vittime tra la popolazione civile”, ha aggiunto.

Il tocco di comicità a questa situazione tragica arriva da Josep Borrell, alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, il quale ha dichiarato che Bruxelles condanna il massiccio bombardamento delle infrastrutture civili nell’Ucraina orientale, ma che “elogia l’atteggiamento di moderazione dell’Ucraina” di fronte alle provocazioni.

Insomma, quasi un incoraggiamento nei confronti del governo di Kiev a continuare con i bombardamenti indiscriminati contro le repubbiche popolari del Donbass.

La situazione di guerra che si respira nella regione del Donbass ha un unico grande responsabile, e questo è l’imperialismo occidentale. Il conflitto armato è solamente la conseguenza finale dell’espansione della NATO ad Oriente e del colpo di Stato perpetrato in Ucraina nel 2014 con il favore delle potenze occidentali, che ha portato ad una vera e propria guerra civile all’interno del Paese.

Le regioni a maggioranza russofona non hanno avuto altra scelta se non quella di staccarsi dal governo di Kiev, al fine di evitarne le persecuzioni etniche in pieno stile nazista.

Non contento, l’Occidente imperialista, capeggiato da Washington, continua a gettare benzina sul fuoco diffondendo fake news sulle reali intenzioni della Russia. Viktor Medvedčuk, leader dell’opposizione filorussa al governo di Volodymyr Zelens’kyj, ha chiaramente puntato il dito contro i responsabili: “I partner occidentali hanno guadagnato miliardi dall’isteria militare. In mezzo a questa isteria militare, gli Stati Uniti, il Regno Unito e altri Paesi che hanno aiutato l’Ucraina a resistere all’”imminente occupazione” sono riusciti a risolvere i loro problemi interni e a guadagnare buoni soldi.

Hanno dato in pegno spazzatura militare non necessaria, locomotive vendute a prezzi gonfiati, firmato contratti commerciali redditizi“, ha scritto Medvedčuk attraverso i social media.

Secondo il politico, la campagna mediatica di notizie false su un’imminente invasione russa è costata 12 miliardi di dollari all’economia dell’Ucraina in cambio di un sostegno finanziario di soli 4 miliardi di euro proveniente da Unione Europea, Stati Uniti, Canada e Giappone: “Questa somma non coprirà le perdite di questa guerra virtuale. Inoltre, i partner occidentali hanno gettato l’Ucraina in un buco nero di debito praticamente senza fondo“.

“Dopo un massiccio deflusso di capitali e investimenti, l’Ucraina sarà costretta a tornare ancora una volta dal Fondo Monetario Internazionale, diventando sempre più dipendente dall’assistenza finanziaria internazionale“, ha aggiunto Medvedčuk. In questo modo, l’Ucraina verrà definitivamente trasformata in una repubblica delle banane svenduta al capitale straniero.

Giulio Chinappi è su World Politics Blog.

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Giulio Chinappihttps://giuliochinappi.wordpress.com/
Laureato in Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale e in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo. Ha svolto numerose attività con diverse ONG, occupandosi soprattutto di minori. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzzione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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