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lunedì 16 Maggio 2022
In EvidenzaPossiamo accettare 500mila lavoratori disoccupati per il super green pass?

Possiamo accettare 500mila lavoratori disoccupati per il super green pass?

Da martedì 15 febbraio 500 mila lavoratori, tutti dai 50 anni in su, un’età in cui è difficile trovare altre occasioni di lavoro, sono a rischio di perdere lo stipendio per il super green pass.

Di Gianluca Cicinelli.

500mila lavoratori disoccupati per il super green pass?

Qualche volta è necessario essere sgradevoli se non si vuole fare finta che i problemi non esistano. Da martedì 15 febbraio 500 mila lavoratori, tutti dai 50 anni in su, un’età in cui è difficile trovare altre occasioni di lavoro, sono a rischio di perdere lo stipendio.

Saranno prima considerati assenti ingiustificati senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del posto di lavoro. La norma resterà in vigore fino al 15 giugno, il che significa che chi non ha il green pass rafforzato non lavorerà per quattro mesi, sempre ammesso che poi ritrovi il lavoro.

Non si può rimanere in silenzio su una conseguenza così grave per la vita delle persone. Non sono affari loro, sono affari nostri, di tutti, e non c’entra niente la salute collettiva, perchè nel garantire la sicurezza di non essere positivi il tampone di oggi è molto più efficace di una vaccinazione fatta mesi fa.

Sapete bene che sono un vaccinista convinto così come ritengo il green pass una misura realizzata esclusivamente per dare il via libera a confindustria nella ripresa della produzione, che per gli imprenditori è molto più importante della nostra salute.

In teoria per il periodo in cui la vaccinazione è omessa o differita, il lavoratore può essere adibito a mansioni anche diverse, senza decurtazione della retribuzione, ma questo può valere per grandi aziende con numerosi comparti, non certo per le piccole imprese che costituiscono l’ossatura centrale delle attività imprenditoriali.

Se siamo d’accordo che lo scopo delle misure anti covid è di garantire la sicurezza collettiva diventa chiaro che il tampone risponde esattamente a questa esigenza. Eliminarlo dalle alternative al green pass è esclusivamente punitivo.

Il tampone è una misura che consente di lavorare a chi è in buona salute e non rischia di contagiare altri, garantisce il vaccinato e il non vaccinato. Qualche giurista ci saprà dire se è un provvedimento anti costituzionale come a me appare.

Secondo l’Istat al 31 dicembre 2021 il tasso dei disoccupati è del 9%. Una ricerca de Il Sole 24 ore del 7 aprile 2021 ci dice che su 2.518.000 persone in condizione di disagio lavorativo privi di reddito 552 mila di questi sono di e oltre i 50 anni di età.

Sappiamo da Istat e Caritas che le persone che vivono al di sotto della soglia di povertà si aggirano intorno ai 6 milioni di persone, il 10% dell’intera popolazione, con tendenza ad aumentare a causa della crisi da covid. Se però nel calcolo si includono tutti quelli che sono stati occupati almeno 1 mese e che reputano il lavoro come il loro status prevalente, il dato cresce al 13,2%. La fascia degli over 50 in povertà è intorno al 30% del totale.

Vi ho annoiato con questi numeri per mostrare l’impatto che si ripercuoterà sull’intero sistema economico italiano da oggi in poi, aggiungendo a queste cifre le 500 mila persone che perderanno lo stipendio. Non è soltanto ingiusto è definitivamente intollerabile consentire che questo avvenga con conseguenze devastanti sulle vite delle persone e delle loro famiglie.

La politica italiana procede sotto la guida di un uomo solo al comando senza che i partiti siano in grado di inserire nell’economia italiana le correzioni legislative e di welfare per impedire che la macelleria sociale già in atto diventi pura criminalità, costringendo alla fame chi è disposto a dimostrare la propria non pericolosità sanitaria ma non ha fatto il vaccino (senza dimenticare che non tutti i novax sono anti vaccinisti, ma ormai le sfumature non contano più niente in un dibattito drogato dalla compiacenza del sistema informativo).

Aggiungo una considerazione. Il sistema di vaccinazione, a cui invito ad aderire, è basato sul principio di tutelare la salute di tutti i cittadini. Ebbene tutelare la salute di tutti i cittadini significa in primo luogo fare in modo che abbiano di che vivere, mangiare e dormire sotto un tetto.

Il provvedimento che espelle 500 mila persone dal posto del lavoro va nel senso completamente opposto. Non sono fatti loro perchè sono cattivi e novax, sono fatti nostri perchè siamo cittadini italiani.

La Bottega del Barbieri

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è un blog collettivo curato da Daniele Barbieri and co

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