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mercoledì 1 Dicembre 2021
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E ora anche i “camerati che sbagliano”: chi ci guadagna da tutto questo?

Si sta creando tra i pasdaran del no green pass la categoria aggiornata al XXI secolo dei “camerati che sbagliano”. Ma a guadagnarci è solo chi ha interesse a bloccare sul nascere scioperi e manifestazioni contro il governo.

Di Gianluca Cicinelli per La Bottega del Barbieri.

“Camerati che sbagliano”: chi guadagna dalle violenze di sabato

Ci sono cose sgradevoli da dire ma che sarebbe vigliacco non dire. Esistono princìpi che regolano i diritti di tutti e tutte: il diritto a manifestare il dissenso è il più intoccabile fra tutti. Dobbiamo difendere il diritto a manifestare di tutti. Tutti. Sapendo alcune cose però.

Sono 45 anni, dalla prima manifestazione a cui sono andato, che c’è gente che sfascia tutto in mezzo a cortei di persone che stanno lì’ per rivendicare dissenso.

C’era allora questa cretinata dei “compagni che sbagliano” e anzichè nasconderci dietro quella locuzione senza senso (pannelliana oltretutto) avremmo dovuto prenderli a calci noi, ma siccome la valutazione era che lo Stato e la polizia fossero peggio di loro, abbiamo fatto finta che la repressione che ne seguì fosse solo quella dello Stato e non anche della nostra mancanza di forza politica per fare i conti all’interno del Movimento, perchè quelli minacciavano e spesso menavano anche noi.

Abbiamo comunque taciuto e siamo diventati oggettivamente complici dei “compagni che sbagliano”.

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Si sta creando tra i pasdaran del no green pass la categoria aggiornata al XXI secolo dei “camerati che sbagliano”. E’ chiaro che quando la polizia comincia a caricare prima ti gonfiano di mazzate e poi ti chiedono le generalità, inutile che facciano adesso le dame offese dalla repressione: se vai a un corteo con gente che ha già provocato violenze in ogni singola manifestazione a cui ha partecipato sei stupido a pensare che stavolta non accadrà.

Al netto del fatto che resto interdetto, ne conosco molte di persone di sinistra che stavano là, ma proprio molte, e mi chiedo come sia possibile dividere la stessa piazza con sigle dichiaratamente fasciste.

La verità è che molti sono stati contenti di quello che è successo pur essendosi mascherati dietro il concetto dei “camerati che sbagliano”, perchè hanno rivissuto i “bei tempi” di quando la violenza veniva spacciata per rivoluzione. Tacere su questo, far finta di non immaginare come sarebbe andata a finire la faccenda rende oggettivamente complice dei fascisti chi ha taciuto.

A collegare ulteriormente con un trattino i 44 anni passati ci sono gli infiltrati delle forze dell’ordine. Stavolta non abbiamo le foto degli agenti vestiti alla maniera dei manifestanti perchè i tempi hanno reso non identificativo l’abbigliamento. Abbiamo però la richiesta di manifestazione alla Questura per sabato scorso da parte di Pamela Testa, poi arrestata nella notte di sabato: è quella che compare nelle foto con la faccia insanguinata e la maglietta “boia chi molla”.

E’ un’esponente di Forza Nuova: lo so io, lo sanno i fascisti, lo sa la Questura. Ogni manifestazione fin dall’estate a cui hanno partecipato esponenti di Forza Nuova si è concretizzata in violenze gratuite (senza provocazione alcuna dall’altra parte) sempre più estese fino all’exploit di sabato.

Vogliamo davvero credere che nessuno dell’ufficio politico della Polizia si sia inserito nelle chat Telegram dove venivano annunciate esplicitamente le azioni di sabato? vogliamo credere che non ci siano agenti infiltrati o informatori all’interno di Forza Nuova? Se così fosse andrebbero licenziati in tronco. Ma così non è, c’erano e sapevano.

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E’ stato lodato da più parti il comportamento suggerito alla Polizia dal ministero dell’Interno della ministra “piddina” Lamorgese e dal prefetto “leghista” di Roma Piantedosi. Contenere senza acuire il conflitto. Eppure sono state devastate la sede della Cgil e il pronto soccorso dell’ospedale Umberto Primo. E’ una strana idea di contenimento, molto vicina al “contenimento” degli scontri di Capitol Hill a Washington nel gennaio scorso.

Alcuni esponenti delle “forze dell’ordine” (ma in casi come questi è preferibile il refuso: “FORSE dell’ordine” oppure “FARSE dell’ordine) hanno contenuto talmente poco che sono oggi inquisiti come favoreggiatori di quel tentativo di golpe statunitense. Ma una lode non si nega a nessuno; lodiamoci anche noi, tanto è gratis.

Cui Prodest? Questa situazione si verifica, anche se molti preferiscono battersi contro il green pass, in un momento drammatico. Perchè ci sono 5 milioni e 400 mila poveri assoluti che accerchiano l’Italia, nel pieno di una crisi economica che – oltre a espellere migliaia di persone dal lavoro – vede la crescita fuori controllo dei prezzi dei generi alimentari e dei servizi essenziali.

L’inverno è alle porte e milioni di persone – milioni – non possono permettersi il riscaldamento: questa è la situazione reale. Allora questo è il vero dissenso da difendere; questo è il pezzo di società che quando esploderà davvero non guarderà in faccia nessuno. C’è chi ha interesse a bloccare sul nascere scioperi e manifestazioni contro il governo.

All’interno dello Stato esistono – come ieri – forze nemmeno tanto oscure che dopo aver goduto delle violenze (che non toccano il sistema) intendono gestirle per azzerare quelle proteste che rischiano veramente di mettere in crisi il teatrino politico squallido e sempre più lontano dai problemi reali di ogni giorno.

Reprimere quindi il diritto a manifestare limitandolo (con la scusa di quanto è successo sabato) serve a prevenire quel tipo di conflitto che ha un senso nella storia e nella vita quotidiana delle persone. Per questo non bisogna cadere nella trappola che siccome odiamo i fascisti qualcuno che si definisce democratico (già si trovano dichiarazioni del genere sui giornali) appoggi i divieti a manifestare … per evitare violenze.

Difendere il diritto a scendere in piazza per fare opposizione politica, che comprende anche quello contro il green pass, significa in questo momento difendere il diritto a non accettare senza conflitto politico – che non significa necessariamente violenza – di far fare le spese della crisi scaturita dalla pandemia da covid a chi non ha nessuna colpa per averla subita. Se non capiamo questo prepariamoci a rivedere in piazza folle non necessariamente fasciste ma sicuramente strumentalizzate dai fascisti.

La Bottega del Barbieri

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è un blog collettivo curato da Daniele Barbieri and co

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