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martedì, Luglio 5, 2022

La restaurazione: l’ovazione di Confindustria al paladino dei ricchi

Se c’è un immagine che immortala l’attimo inteso come il presente che viviamo, è quella  in cui il premier Mario Draghi si alza in piedi, braccia sollevate, per rispondere all’ovazione di Confindustria. La standing ovation per il presidente del Consiglio è il coronamento alle parole di Carlo Bonomi, sintetizzabili in: “È uomo della necessità, ci riconosciamo nel suo operato, speriamo resti premier a lungo” .

Ovazione di Confindustria a Draghi, il presidente dei ricchi

Non ci stupisce l’ovazione della platea di Confindustria per Mario Draghi. È il presidente dei ricchi e giustamente i ricchi applaudono.

Draghi ha rassicurato l’1% più ricco del paese che non pagherà più tasse e non corre rischi di patrimoniali.

Ha attaccato le rendite ma non parlava del capitale finanziario, degli immobiliaristi, dei grandi patrimoni.

A Confindustria Draghi ha garantito che li innaffiera’ di soldi senza chiedere contropartite sociali né vincoli occupazionali.
Non ha parlato di delocalizzazioni né di rilancio dell’intervento pubblico.

La restaurazione: l'ovazione di Confindustria al paladino dei ricchi

Anche per frenare gli aumenti delle bollette si useranno i soldi della fiscalità generale, cioè dei cittadini, e non leggi come in Spagna che impongano di ridurre profitti delle grandi società.

Nelle riforme annunciate da Draghi non c’è spazio per i diritti di chi lavora, per l’introduzione di un salario minimo legale dignitoso, per la modifica delle leggi che hanno precarizzato, nè per il rilancio della sanità pubblica e la reinternalizzazione dei servizi dove prolifera lo sfruttamento, per la fine dei subappalti.

Non lo turba che i nuovi assunti siano precarissimi: per il 73% a tempo determinato, di cui il 19,8% durano meno di una settimana e solo il 37% superano i due mesi, i somministrati sono aumentati del 39% e sono ormai 435.000.

La ripresa di Draghi è in realtà il ritorno al business as usual, alla normalità della precarietà, dello sfruttamento e dei bassi salari, il cui monte complessivo ha subito le perdite più pesanti (-39 miliardi, flessione del 7,5%) tra i grandi paesi europei essendo già il più basso.

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Draghi invoca la pace sociale, cioè che la ripresa sia a carico dei lavoratori. Non a caso Mario Draghi ha proposto il solito Patto per il lavoro e la crescita ai sindacati.

Il commento di Enrico Letta indica che il PD continua a reiterare la nefasta impostazione programmatica che tanti danni ha prodotto. Infatti Letta ha di nuovo riproposto la riedizione del Patto che negli anni ’90 segnò la perdita per i lavoratori della scala mobile e l’inizio di uno stillicidio di privatizzazioni e di riforme neoliberiste.

Come hanno capito gli operai della GKN c’è bisogno invece di conflitto e lotte per dare voce al 99% e alla classe lavoratrice.
Chi sta in basso non ha motivi per applaudire questo governo e il banchiere.

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Maurizio Acerbo
Maurizio Acerbo
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea. Attivista, agitatore culturale. Comunista democratico, libertario e ambientalista. Marxista psichedelico.

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