Ci sono stati 7 femminicidi in 7 giorni dunque è giusto farsi domande. E su cosa andrebbero fatte? Sulla società? Sulla cultura che predispone a certe cose? Sul patriarcato? No. Sull’eventuale responsabilità femminile. È quello che è successo negli incredibili 40 secondi andati in onda nella trasmissione Forum condotta da Barbara Palombelli.
Barbara Palombelli e le domande sui femminicidi
Il 16 settembre durante la trasmissione Lo Sportello di Forum, la conduttrice Barbara Palombelli introduce come di consueto il caso di puntata riguardante una coppia: i coniugi Rosa e Mario, con la prima che chiedeva la separazione dal marito, assolto penalmente, per essere stata negli anni sottoposta a violenze.
Un argomento molto sensibile visto l’aumento esponensiale dei femminicidi nelle ultime settimane. Ultimo, in ordine di tempo, nel vicentino, dove è stata uccisa una giovane madre di 21 anni, Alessandra Zorzin, uccisa da una guardia giurata conosciuto da poco, un quarantenne che si è suicidato in auto con un colpo di pistola dopo una giornata di fuga.
La Palombelli introduce così l’argomento:
“Negli ultimi sette giorni ci sono state sette donne uccise presumibilmente da sette uomini. A volte è lecito anche domandarsi se questi uomini erano completamente fuori di testa, completamente obnubilati; oppure c’è stato anche un comportamento esasperante e aggressivo anche dall’altra parte? È una domanda che dobbiamo farci per forza, soprattutto in questa sede; in tribunale bisogna esaminare tutte le ipotesi”.

Apriti cielo! La bufera social si abbatte sulla giornalista e stavolta le ragioni ci sono tutte. Barbara Palombelli ha accostato le tragiche statistiche sui femminicidi a una domanda assurda come questa, cioè davanti agli incontestabili e ripetuti episodi di sangue e di violenza contro le donne bisognerebbe chiedersi quanto e se se la siano andate a cercare!
Possiamo solo immaginare la frustrazione di chi, ogni giorno, lavora con certosina pazienza per le questioni di genere e vede un messaggio simile veicolato in un istante a milioni di persone.
Tra l’altro la Palombelli già nell’incipit dà al pubblico un’informazione parziale e non corretta, parlando di omicidi e non di femminicidi, cioè negando già alla radice la questione di una tipologia di violenza che ha delle caratteristiche precise, ovvero di azioni maturate all’interno di contesti affettivi e perpetrati da uomini verso donne che si sono rifiutate e opposte ai tentativi di coercizione e possesso.
E la chicca poi è quel: “sette donne uccise presumibilmente da sette uomini”.
Presumibilmente? Basterebbe dare un’occhiata alle cronache che ricostruiscono quanto accaduto per sapere che sono state uccise da uomini. Il garantismo è lecito ma non nel riportare i fatti, la cronaca spicciola.
Dunque, anni di lotte spazzati via in pochi istanti di tv al livello peggiore e il risultato, per quanto incredibile, è che ancora una volta ci tocca ribadire l’ovvio: nessun tipo di atteggiamento esasperante, nessun tradimento, nessun atteggiamento sgarbato può giustificare la violenza fisica e verbale contro una donna, o contro qualsiasi essere umano.
Ma forse non è così ovvio come possiamo immaginare se nel 2021, dopo la morte di 7 donne in 7 giorni, la domanda da porsi secondo una giornalista più che nota al grande pubblico, è se ce la siamo andata a cercare.
Alla violenza subita si aggiunge il processo ai comportamenti della vittima. Una pagina vergognosa di TV.
Jesoo, non ci posso credere pic.twitter.com/v6wEg76pR1
— Gisella Ruccia (@gisellaruccia) September 16, 2021
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