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martedì 17 Maggio 2022
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Crisi ucraina: l’atlantismo è il peggior nemico della pace

L’atlantismo con l’ulteriore tentativo di allargamento della NATO fino ai confini della Russia è alla base dell’escalation guerrafondaia in Ucraina.

L’atlantismo nemico della pace

Non bisogna essere dei sostenitori di Putin per comprendere che la Russia non può accettare di ritrovarsi missili e basi NATO ai suoi confini, né può voltare le spalle alle popolazioni del Donbass a cui l’Ucraina nega persino l’autonomia prevista negli accordi di Minsk che erano stati condivisi dal consiglio di sicurezza dell’ONU.

Gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno sponsorizzato le forze etno-nazionaliste che hanno riabilitato come eroi nazionali i collaborazionisti col nazismo come Bandera e portato avanti politiche discriminatorie verso la popolazione di lingua russa.

L’Ucraina si rifiuta di riconoscere l’autonomia permanente del Donbass anche perché la regione potrebbe sfruttare la sua posizione costituzionale all’interno dell’Ucraina per bloccare l’adesione all’UE e alla NATO.

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È evidente che la neutralità dell’Ucraina e il riconoscimento dei diritti delle popolazioni delle regioni di lingua russa in uno Stato plurinazionale sono l’unica via di uscita dalla crisi.

Durante la guerra fredda la neutralità di Finlandia, Svezia e Austria ha costituito un’esperienza sicuramente positiva sotto ogni punto di vista, mentre Unione Europea, NATO e Stati Uniti continuano a fomentare da anni una guerra a bassa intensità dell’Ucraina contro le repubbliche autonome del Donbass.

È l’Ucraina, con la copertura occidentale, a violare costantemente gli accordi di Minsk.
Andrebbe ricordato il ruolo svolto da UE, compresi gli europarlamentari del PD, nel sostegno a Euromaidan presentata come una rivoluzione democratica.

Nonostante il palese coinvolgimento di forze neonaziste nel processo avviato con l’Euromaidan, l’Ue dal 2014 ha avviato un accordo di associazione con l’Ucraina, finanziato prestiti, sottoscritto nel 2016 accordi di libero scambio commerciale, liberalizzato i visti.

È ipocrita l’accusa alla Russia di difendere le repubbliche autonome del Donbass visto che la NATO ha fatto una guerra per consentire al Kossovo di dichiararsi indipendente dalla Serbia.

Dallo scioglimento dell’URSS, gli USA e la NATO hanno violato gli impegni assunti con Gorbaciov assorbendo i Paesi dell’Europa orientale e non è un caso che l’ex-presidente si sia schierato dalla parte di Putin, come la stessa opposizione comunista.

È interesse del nostro Paese la risoluzione pacifica della crisi e la ripresa della cooperazione con la Russia. Il Ministro degli Esteri italiano ha invece “brillato” per subalternità agli Usa ritirando parte del personale diplomatico dall’Ambasciata di Kiev, a differenza di quanto hanno fatto altri paesi europei e la stessa diplomazia Ue.

Ed il “ministro della guerra”, Guerini getta benzina sul fuoco con lo spiegamento di Alpini e mezzi corazzati nei paesi baltici, aerei da combattimento eurofighter in Romania, le navi della marina militare nel mar nero, e l’arrivo previsto della portaerei Cavour con i suoi F35 a decollo verticale.

Proprio l’Italia dovrebbe invece continuare a chiedere quella verità e giustizia finora negata su Andrea Rocchelli, assassinato il 24 maggio 2014, vicino alla città di Sloviansk, in Ucraina, mentre documentava le condizioni dei civili intrappolati nel conflitto del Donbass.

Nessun partito nel parlamento italiano ha il coraggio di dire apertamente che la prepotenza degli Stati Uniti e della NATO anche nel caso ucraino rappresenta una minaccia per la pace.

L’escalation in corso vede USA e NATO fare pressione su paesi europei che hanno invece interesse alla cooperazione e a rapporti costruttivi con la Russia.

I folli piani di destabilizzazione statunitensi hanno già prodotto una guerra di bassa intensità tra Ucraina e repubbliche autonome che dal 2014 ha causato secondo alcune stime 14.000 vittime.

L’atlantismo – divenuto ideologia ufficiale del PD e di gran parte delle forze politiche – si dimostra ancora una volta il peggiore nemico della pace. L’Italia deve smettere di esserne complice andando contro i suoi stessi interessi.

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Maurizio Acerbo
Maurizio Acerbo
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea. Attivista, agitatore culturale. Comunista democratico, libertario e ambientalista. Marxista psichedelico.

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