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martedì 17 Maggio 2022
NewsUnhcr: inaccettabile discriminazione verso rifugiati non ucraini

Unhcr: inaccettabile discriminazione verso rifugiati non ucraini

L’alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), Filippo Grandi, “Siamo stati testimoni della inaccettabile realtà affrontata da alcune persone di colore in fuga dall’Ucraina”

Grandi (Unhcr): “Empatia per l’Ucraina valga per tutti i rifugiati”

L’alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, con una dichiarazione pubblicata in occasione della Giornata internazionale per l’Eliminazione della discriminazione razziale, istituita dall’Onu per il 21 marzo nel 1966, sottolinea i gravi episodi di discriminazione verso alcune categorie di rifugiati rispetto alla grande solidarietà manifestata verso quelli provenienti dall’Ucraina.

“Mentre milioni di persone in tutto il mondo si sono giustamente commosse per la situazione estrema del popolo ucraino, le stesse difficoltà – lo stesso dolore e la stessa tristezza, la stessa perdita e angoscia, lo stesso sollievo nel trovare sicurezza e la trepidazione per un futuro incerto – sono vissute dai rifugiati di tutto il mondo che meritano anche e ugualmente la nostra compassione, la nostra empatia e il nostro sostegno“.

 “Se sono sicuramente commosso dalla manifestazione di sostegno a cui abbiamo assistito da parte dei Paesi e delle comunità ospitanti,” prosegue Grandi, “devo anche dire che siamo stati anche testimoni della inaccettabile realtà affrontata da alcune persone di colore in fuga dall’Ucrainae da altre guerre e conflitti in tutto il mondo – che non hanno ricevuto lo stesso trattamento dei rifugiati ucraini. Hanno riferito di episodi inquietanti di discriminazione, violenza e razzismo. Questi atti di discriminazione sono inaccettabili, e stiamo usando tutti i nostri canali e risorse per assicurarci che tutte le persone siano protette allo stesso modo”.

L’alto commissario lancia quindi un appello: Possiamo e dobbiamo elogiare la solidarietà, ma anche condannare risolutamente gli atti di discriminazione e di pregiudizio. Possiamo respingere le azioni che minacciano i nostri valori fondamentali o privano gli altri dei loro diritti umani fondamentali, mentre continuiamo a riconoscere e imparare dai nostri stessi pregiudizi”.

Grandi evidenzia come l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati deve “continuare a sopportare il disagio di riconoscere che mentre la nostra organizzazione esiste per salvaguardare i diritti umani delle persone costrette a fuggire, alcuni di noi hanno sperimentato l’esclusione e l’iniquità. Dobbiamo cercare di conciliare questa contraddizione interna mentre testimoniamo anche uno squilibrio parallelo nel mondo“.

E dunque l’anti-razzismo, conclude l’alto commissario, “significa identificare e opporsi attivamente al razzismo e alla discriminazione razziale. Oggi – e ogni giorno – invito tutti noi ad alzare la voce contro le politiche, le pratiche e i comportamenti che escludono: possiamo tutti far progredire i nostri percorsi personali e collettivi verso l’antirazzismo”.

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