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martedì 17 Maggio 2022
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False flag in Transnistria? Si apre il fronte Moldova

Sale la tensione in Moldova al confine ucraino: la regione separatista filorussa, autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta dalla comunità internazionale, ha denunciato attacchi terroristici.

Si apre il fronte Moldova: esplosioni in Transnistria, riunione del consiglio di sicurezza

In Moldova le autorità della regione separatista della Transnistria, autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuto né da Chisinau né dalla comunità internazionale, stando a quanto riporta l’agenzia russa Ria Novosti, hanno denunciato tre “attacchi terroristici” nel sud-ovest del Paese ed emesso un’allerta “rossa”

Due giorni fa, stando a quanto affermano le autorità della regione, colpi sparati da un lanciagranate hanno raggiunto la sede del ministero degli Interni locale nel capoluogo Tiraspol, senza provocare vittime né feriti. Ieri invece, nei pressi della località di Mayak, poco più di dieci chilometri dal confine ucraino, è stato fatto esplodere un centro per la trasmissione di un’emittente radiofonica russa.

Secondo Tiraspol è stata colpita anche un’unità militare nei pressi del villaggio di Parkany, pochi chilometri a ovest del capoluogo.

Una riunione del Consiglio supremo di sicurezza della Moldova è stata convocata dalla presidente Maia Sandu.  Le nuove tensioni in Transnistria, il cui governo separatista è sostenuto da Mosca e dove, stando a diversi report, si troverebbero circa 1.500 soldati russi con funzione di “peacekeeping”, si collocano nel contesto del conflitto in corso da oltre due mesi nella vicina Ucraina.

Denis Pushilin, leader dell’entità separatista filorussa di Donetsk, nell’est dell’Ucraina,  fronte caldo del conflitto, sempre stando a dichiarazioni rilanciate all’agenzia russa Ria Novosti, ha affermato che è arrivato il momento di avviare “la fase successiva” dell’”operazione militare russa, tenendo conto di ciò che sta accadendo in Transnistria”.

Dal lato ucraino invece, il quotidiano Ukrainska Pravda ha affermato che, secondo fonti dell’intelligence di Kiev, i servizi di sicurezza della Transnistria erano preparati a delle finte esplosioni organizzate dall’intelligence russa per arrivare al coinvolgimento della regione nel conflitto nell’area.

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