Taglio del cuneo fiscale: come lo propone il governo è un doppio furto ai lavoratori

L’annuncio del ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso per aumentare i salari: il taglio del cuneo fiscale andrà per due terzi al lavoratore e per un terzo all’azienda.

Taglio del cuneo fiscale, doppio furto ai lavoratori

Di Giorgio Cremaschi.

Il cosiddetto cuneo fiscale è la parte del ( misero) salario che non va al lavoratore, perché viene trattenuta per contributi e tasse.

Ma è sempre salario, che infatti le imprese nei bilanci mettono in conto lavoro. Ora il ministro Urso annuncia che ci sarà una riduzione di alcuni punti di questi oneri sulla busta paga e che 2/3 andranno al lavoratore e 1/3 al padrone.

E perché? Se sono tasse sul salario quelle che vengono ridotte perché non vanno tutte a chi il salario lo percepisce? Forse che quando le imprese ricevono agevolazioni fiscali sui loro guadagni ne assegnano una quota ai lavoratori?

Dare alle imprese una parte del salario lordo dei lavoratori è semplicemente un furto ai lavoratori, ancora più scandaloso perché mentre si taglia il cuneo fiscale non si dice come si rimpiazzeranno i soldi che verranno a mancare per i servizi e le pensioni.

Insomma il furto è doppio, perché una parte del salario dei lavoratori va ai padroni e perché i servizi sociali costeranno di più, o saranno di meno.

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