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martedì 17 Maggio 2022
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La bufala della partnership Santoro-ByoBlu che sposta l’attenzione

Perché nei commenti sui social e tra giornalisti insistono anche oggi con la partnership Santoro-ByoBlu se era già stata smentita ieri? Oggi è arrivato anche un “blocco” del video da parte di Youtube.

La bufala della partnership Santoro-ByoBlu

La serata organizzata da Michele Santoro, ‘Pace proibita’, ha visto sul palco del Teatro Ghione di Roma Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Vauro, Tomaso Montanari, e molti altri, per tentare di mostrare un’altra direzione rispetto alla corsa agli armamenti e alla crescente escalation bellica iniziata lo scorso 24 febbraio con l’invasione Russa dell’Ucraina.

Con loro nomi storici del pacifismo italiano come Cecilia Strada, c’è poi il direttore di Avvenire Marco Tarquini, e nomi dello spettacolo e della cultura da sempre schierati come Fiorella Mannoia, Elio Germano, Moni Ovadia. Presenti, ma a distanza dal palco i segretari dei partiti della sinistra sinistra, mentre a inaugurare gli interventi è stata Luciana Castellina, madre nobile della sinistra italiana .

Ma di tutto questo, indipendentemente dalla riuscita dell’evento – ottima nei numeri- un po’ pasticciata nei contenuti- nei commenti sui quotidiani d’opinione e sui social, il giorno dopo, non c’è traccia. A tenere banco è la questione\bufala della partnership tra Santoro e Byoblu, la tv di Messora.

Bufala montata ad arte perchè lo spettacolo è stato trasmesso in streaming nello spirito di un evento basato sul crowdfunding, e gli organizzatori avevano messo a disposizione il link della diretta su YouTube per tutti quei media che avessero avuto l’intenzione di trasmetterlo, com’è stato poi fatto anche da Byoblu.

Lo stesso Michele Santoro aveva pubblicato sulla propria pagina Facebook come stavano le cose: «Solo grazie a Telenorba e non a Sky il nostro segnale sarà visibile sul canale 510. E sul terrestre su Telenorba e Antenna Sicilia. Immediata è stata anche la disponibilità di Radio Popolare di Milano e Tpi con il suo sito. Con queste emittenti abbiamo intrapreso la nostra avventura, chiarendo che non ci sarebbero state esclusive e che chiunque altro avesse voluto avrebbe potuto distribuire il segnale gratuitamente».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dunque non c’era nessun accordo con ByoBlu che – diciamo con terminologia social- ha solo “condiviso” l’evento.

E dunque, con l’evidenza delle fonti fin dal primo momento, appare lampante l’operazione di voluta “confusione” che ha spostato l’attenzione dai contenuti dell’evento al contesto.

Nell’universo parallelo che è diventata la cronaca italiana, il problema, secondo la compagnia di giro politico\mediatica mainstream, è che si da troppo spazio alla “propaganda putiniana”.

Non basta il 99% dei giornali, delle trasmissioni tv, degli opinionisti social, tutti concordi, ora da fastidio anche quell’1% che solleva dubbi o propone vie differenti per raggiungere la cosa più importante, ovvero una soluzione negoziale del conflitto.

Tant’è vero che il Papa è stato relegato nelle notizie a fondo pagina, quando abitualmente ce lo propinavano anche se aveva cambiato le pantofole.

Forse perchè quell’1% appare pericolosamente in sintonia con una larga fetta di cittadinanza che emerge dai sondaggi.

Non è vero che la prima vittima della guerra è la verità. Possiamo tranquillamente dire che sia l’intelligenza, cioè la condizione di possibilità non solo della verità ma di qualsiasi discorso ragionevole.

Ricordiamo, con questa breve nota a margine, che secondo il World press freedom index – che valuta lo stato di salute del giornalismo in 180 Paesi – l’Italia è scivolata dal 41° al 58° posto…

Il blocco di Youtube

Invocando una non meglio specificata violazione del diritto d’autore – forse si tratta dei due reportage, presi dal web, sulle milizie naziste in Ucraina che Santoro ha fatto vedere – la piattaforma YouTube ha tolto dalla circolazione l’intera trasmissione della durata di tre ore. Tuttavia, questi video circolavano da mesi nel giro ristretto degli attivisti pacifisti.

Inoltre, la rapidità dell’intervento desta forti sospetti. Come ha potuto il detentore del copyright dei due video sapere del loro utilizzo lunedì sera, formulare la relativa protesta, poi farla vagliare e accettare da YouTube, il tutto tra lunedì alle ore 23 e martedì alle ore 5?

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