L’esposizione mediatica di Orsini genera qualche malumore alla Luiss e non solo.
Non è stato rinnovato l’accordo con Eni per l’Osservatorio internazionale di cui il professore era direttore.
Eccesso di Orsini
Sin dallo scoppio della guerra in Ucraina Alessandro Orsini è stata una delle voci più richieste all’interno di talk show e di quotidiani italiani. All’inizio scriveva per il Messaggero, che però ha interrotto la collaborazione in concomitanza con le prime uscite televisive del professore: da lì il passaggio al Fatto Quotidiano e la presenza in diversi programmi di approfondimento, da Cartabianca, a Piazzapulita.
Il meccanismo è quello ormai consolidato attraverso il quale all’interno di trasmissione blindate che veicolano un solo messaggio, viene invitata la voce dissonante con cui simulare una parvenza di dialettica.
Anche l’ultima uscita televisiva di venerdì del professor AOrsini ha fatto molto discutere: nella puntata di Accordi e Disaccordi il professore aveva parlato dei meccanismi con cui Gran Bretagna e altri Paesi europei (in alleanza con i Paesi invasi da Hitler) avrebbero fatto scattare automaticamente una guerra difensiva, in una sorta di “articolo 5 della Nato”. Una ricostruzione che parte dalla premessa in base alla quale Hitler non avrebbe avuto alcuna intenzione di dare inizio a una Seconda Guerra Mondiale. Orsini, successivamente, ha poi specificato specificato che, ovviamente, “Hitler è stato il principale responsabile della seconda guerra mondiale”.
Nelle stesse ore, non collegata all’episodio, almeno per le tempistiche ma già se ne discuteva da settimane, è arrivata la notizia della soppressione da parte della Luiss, del suo osservatorio internazionale. La sezione specializzata, che organizzava eventi, promuoveva ricerca ed effettuava attività di consulenza in merito alla politica internazionale aveva come partner principale Eni che, tuttavia, già da un paio di mesi ha fatto arrivare in scadenza l’accordo senza rinnovarlo. Di conseguenza, l’Osservatorio internazionale di cui Orsini era alla guida non è più, al momento, in orbita Luiss. Diverso il discorso per Alessandro Orsini, che continua a essere professore associato di Scienze Politiche.
Attendiamo ora il prossimo capitolo dell’orsiniade.
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