La finzione elettorale: dalla finta crisi alla finta vittoria della finta destra

Siamo davanti a una gigantesca finzione elettorale. La cosiddetta vittoria di FdI guadagna infatti all’area draghiano-governativa l’unico residuo partito di (apparente) opposizione. E dunque l’opposizione non c’è più.

La finzione elettorale

Di Flavio Piero Cuniberto*

Se Draghi e i suoi padroni d’oltreatlantico (“Statista dell’anno” a New York !) non avessero deciso di aprire una crisi in primavera – a freddo, senza alcuna motivazione reale -, al solo scopo di anticipare le elezioni a settembre e di favorire la vittoria della “destra” meloniana, non saremmo qui a straparlare in toni epici di un’Italia “che va a destra” (“La Stampa”), o di un trionfo del “fascismo eterno” (“Die Zeit”).

Chiacchiere. Promuovendo a palazzo Chigi una ex-missina ambiziosa e iper-atlantista, i soli poteri che contano hanno messo a segno un colpo micidiale: dopo i 5Stelle, ora anche FdI entra nel club dei “servi utili”, che aggiungendosi al vecchio perno piddino (un po’ ammaccato) e a qualche new entry abilmente giocata dagli strateghi, occupano ora l’intero Parlamento.

Nel linguaggio sportivo si chiama “cappotto”: la cosiddetta vittoria di FdI guadagna infatti all’area draghiano-governativa l’unico residuo partito di (apparente) opposizione. E dunque l’opposizione non c’è più.

Il Regime, di cui era già chiarissima la fisionomia, si è perfezionato, utilizzando gli “strumenti democratici” per costruirsi una corazza a tenuta stagna. Dai movimentini del “dissenso” (dall’opposizione reale) neanche un seggio su 600.

Dopo un secolo esatto, mai il Parlamento italiano fu più sordo e grigio che in questa piovosa fine di settembre 2022: con la differenza che il potere non è in mano all’Autocrate di Palazzo Venezia (come nel novembre del 1922), ma a circoli più lontani e ovattati.

P.S. L’endorsement pro-Meloni di Hillary Clinton a Venezia conteneva in una frase definitiva il senso dell’intera vicenda. Il potere vero non ama le chiacchiere: le lascia ai sudditi, per intontirli.

* ripreso da Flavio Piero Cuniberto, Professore di Estetica all’ Università di Perugia.

 

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