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martedì 17 Maggio 2022
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Hillary Clinton suggerisce un nuovo Afghanistan in Ucraina

Hillary Clinton con un parallelismo preoccupante, ha evocato lo spettro di un nuovo Afghanistan in Ucraina. Peccato che l’ex segretaria di Stato Usa ha evitatato di ricordare quali sono state le ulteriori conseguenze di quell’operazione…

Un nuovo Afghanistan in Ucraina

“Ricordate, i russi hanno invaso l’Afghanistan nel 1980”, ha detto qualche alla tv USA MSNBC Hillary Clinton. “Non è finita bene per i russi… ma il fatto è che un’insurrezione molto motivata, poi finanziata e armata ha praticamente cacciato i russi dall’Afghanistan”.

Capita l’antifona? Invece di ricercare una soluzione pacifica la responsabile della distruzione della Libia ci dice che per gli USA bisogna trasformare l’Ucraina in un nuovo Afghanistan.

Hillary Clinton dovrebbe essere processata per crimini contro l’umanità – come Blair o Bush – e invece propone una carneficina come soluzione in Europa.

Ricordo agli smemorati che gli USA – cosa oggi ufficiale e ammessa da tempo dalla stessa Clinton – finanziarono e addestrarono i “combattenti per la libertà” islamici che inflissero ai sovietici enormi perdite fino a costringerli al ritiro.

L’operazione condotta con la collaborazione dell’Arabia Saudita e del Pakistan previde la diffusione dell’integralismo wahabita che ancora terrorizza il mondo. Le conseguenze le conosciamo tutti. Qualche anno fa Hillary Clinton ammise che il terrorismo islamico “l’abbiamo creato noi”.

Secondo le notizie l’alleato NATO Erdogan tra l’altro ha già aviotrasportato in Ucraina truppe jihadiste che ha usato in Siria contro curdi e Assad.

L’altra sera Luttwak, quello che esordì scrivendo il manuale per il colpo di stato della CIA in Cile contro Allende, in tv ci comunicava che sono stati distribuiti tantissime armi in Ucraina e che ci sarà la guerriglia contro l’invasore descrivendo persino le modalità operative.

Se gli USA vogliono un Afghanistan nel cuore dell’Europa il nostro governo, e l’Unione Europea in generale, stanno di fatto agendo nella stessa direzione inviando armi a volontà come USA e Gran Bretagna fanno da anni.

Per questo per anni sono stati addestrati e finanziati i neonazisti di Pravy Sector e del battaglione Azov. Per questo da assai prima è stato sponsorizzato un nazionalismo ucraino estremista che si rifà alle formazioni collaborazioniste con i nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Per trovare gente che combatte con idee nazionaliste folli in testa bisogna prima preparare il campo.
Non c’è solo il revascismo nazionalista di Putin con le sue teorie sull’Ucraina che riecheggiano quelle di Solgenitsin.

Ognuno di noi conosce persone ucraine che vivono in Italia che magari ci chiedono di aiutare il loro popolo con le armi e la guerra. Dovrebbero riflettere sul fatto se la soluzione davvero per i loro cari è ridurre il loro paese in un cumulo di macerie, vederlo trasformato in una nuova Libia o peggio in un nuovo Afghanistan.

A morire saranno russi e soprattutto ucraini mentre il complesso militare industriale festeggerà gli utili della nuova ondata di riarmo e gli USA il ricompattamento dell’Occidente (non credo del mondo) intorno alla superpotenza egemone.

Qualcuno dirà – con ottocentesco fervore – che solo così si conquisterà sul campo l’indipendenza ucraina contro l’orso russo.

Queste ideologie nazionaliste, amplificate dal capitale finanziario e industriale, hanno prodotto due guerre mondiali e decine di milioni di morti nel Novecento e solo il revisionismo storico ha rovesciato la storia attribuendone la responsabilità a chi fece la rivoluzione dopo aver visto l’inutile strage della Prima Guerra Mondiale.

Non è meglio fermare questa follia. Scegliere la strada della neutralità come paesi scandinavi e Austria?

Non è meglio abbandonare il nazionalismo che ha spinto per 8 anni alla guerra contro i russi del Donbass (15.000 morti che non hanno mai commosso i nostri media e i nostri politicanti da strapazzo?) e riconoscerne l’autonomia?

Il popolo ucraino e la sua diaspora di lavoratrici e lavoratori che vivono in tutta Europa dovrebbero riflettere e non farsi strumentalizzare dai signori (e dalle signore) della guerra.
Loro – uomini, donne, bambini ucraini – sono la carne di cannone per i progetti imperiali USA. Non si lascino accecare dalla propaganda di guerra.

Noi siamo dalla loro parte. per questo diciamo no alla guerra e all’invio di armi in Ucraina!
Nè con Putin nè con la Nato!

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Maurizio Acerbo
Maurizio Acerbo
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea. Attivista, agitatore culturale. Comunista democratico, libertario e ambientalista. Marxista psichedelico.

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