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martedì 17 Maggio 2022
NewsElisabetta Franchi, l'imprenditrice che voleva solo lavoratrici "anta" condannata per condotta antisindacale

Elisabetta Franchi, l’imprenditrice che voleva solo lavoratrici “anta” condannata per condotta antisindacale

Elisabetta Franchi punì con sanzioni disciplinari alcune lavoratrici che si erano rifiutate di lavorare di sabato con ore di straordinario: per il Tribunale del Lavoro di Bologna fu un comportamento ‘intimidatorio’.

Elisabetta Franchi condannata per condotta antisindacale

Elisabetta Franchi, titolare della società Betty Blue, è la stilista finita al centro delle polemiche per aver dichiarato di non assumere donne sotto i 40 anni in ruoli dirigenziali per non doverne poi fare a meno per lunghi periodi in caso di maternità. Ieri è stata condannata dal Tribunale del lavoro di Bologna per condotta antisindacale dopo aver sanzionato alcune lavoratrici che, dopo la proclamazione dello stato di agitazione da parte della Filcams-Cgil, si erano rifiutate di fare gli straordinari chiesti dall’azienda per far fronte ad alcuni picchi produttivi.

La vicenda è iniziata nel 2020, quando l’azienda inizia a chiedere ai lavoratori lo svolgimento di diverse ore di lavoro straordinario. Interviene la funzionaria della Filcams, Lorenza Giuriolo che invia alla Betty Blue una prima lettera in cui si contesta l’imposizione dello straordinario, “poiché sintomatico di una carenza di organico, e richiedendo un serio confronto sindacale al fine di ricercare una soluzione condivisa”.

La richiesta di apertura del confronto cade nel vuoto e anzi l’azienda avvisa che nei confronti di “chi non sarà presente nella giornata di domani l’azienda prenderà gli opportuni provvedimenti disciplinari“.

L’11 novembre, scatta lo stato di agitazione con il blocco degli straordinari. Nel frattempo, però erano partiti i primi procedimenti disciplinari a carico di otto lavoratrici per non aver svolto gli straordinari previsti nella settimana dall’1 al 6 novembre. Segue un nuovo ordine di servizio per lo straordinario del 13 novembre. Giuriolo replica con una diffida a cui segue lo sciopero.

L’azienda, nella settimana successiva torna a chiedere ore straordinarie e riprende le lavoratrici che hanno aderito alla mobilitazione. “Le poche persone che si sono rifiutate sono andate contro il diritto in capo al datore di lavoro di poter richiedere ore di straordinario per ragioni tecnico produttive nel limite delle 250 ore annue. Questo per l’azienda è inaccettabile e ci ferisce in quanto opportunità di sviluppo e di benessere economico dell’azienda si riflette sul bene comune di tutti, sulla possibilità di avere occupazione in una fase dell’economia così complessa e rischiosa come quella attuale”, scrive la responsabile delle risorse umane. Il braccio di ferro prosegue e arrivano nuove sanzioni disciplinari fino allo scorso 8 aprile.

Il sindacato si rivolge al Tribunale del lavoro, che riconosce la legittimità dell’azienda di Elisabetta Franchi di chiedere del lavoro straordinario entro il limite delle ore consentite dal contratto nazionale,  ma condanna l’azienda per le sanzioni comminate alle lavoratrici in sciopero, riconoscendone il carattere “intimidatorio”.

Scrive il giudice: “La reiterata elevazioni di contestazioni disciplinari a carico di un gruppo di lavoratrici che già avevano manifestato la loro volontà di aderire allo stato di agitazione promosso dal sindacato ricorrente costituisce, di per sé, comportamento intimidatorio ed evidentemente finalizzato a scoraggiare l’adesione dei dipendenti allo sciopero dello straordinario, legittimamente proclamato. Deve pertanto essere dichiarata l’antisindacalità della predetta condotta”.

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