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mercoledì, Agosto 17, 2022

Dialogo coi talebani? Conte ha ragione, inutile l’ironia, soprattutto da chi ammira il modello saudita

Le parole dell’ex premier che invita al dialogo coi talebani confidando in un “regime  più moderato“, hanno provocato una bufera politica. Ma le critiche appaiono fuori luogo: si dialoga con chi c’è per ottenere risultati. Quale sarebbe l’alternativa?

Dialogo coi talebani? La polemica

Mentre l’Afghanistan continua a vivere ore di tensione e confusione, in cui le notizie si susseguono discordanti, in Italia diviene occasione dell’ennesima polemica politica, nella prenne campagna elettorale in cui viviamo.

La polemica nasce dalle parole pronunciate dal leader del Movimento, Giuseppe Conte, a Ravello per la presentazione di un libro. L’ex premier ha risposto a una domanda sul tipo di atteggiamento da avere nei confronti della presa talebana di Kabul e del nuovo nato Emirato islamico dei talebani:

C’è da interrogarsi sul fatto che non è con le armi che risolveremo problemi così, per questo ci sarà bisogno di un dialogo costante con il nuovo regime Russia e Cina, in questo senso, devono sedersi al tavolo e l’occidente deve coinvolgere tutta la comunità internazionale per tenere i talebani dentro un dialogo serrato, al fine di proteggere il lavoro fatto e garantire sicurezza a tutti“, ha spiegato. L’ex presidente del Consiglio ha poi sottolineato come sia necessario anche costruire corridoi umanitari “per tutti coloro che si sono più esposti per i diritti civili”.

Per Conte l’approccio del gruppo di combattenti si è mostrato, almeno a parole, più “distensivo” ed è per questo che gli estremisti islamici vanno tenuto al tavolo con l’occidente.

Il discorso ha suscitato non poche polemiche. A rispondere in modo diretto alle parole di Conte sono stati alcuni esponenti di Italia Viva e Forza Italia, che hanno ritenuto il discorso dell’ex premier “irrispettoso delle sofferenze altrui”.

 

Non si è fatta attendere la replica di Conte che in un post su Facebook ha parlato di “rozze polemiche politiche“.

 

Eppure le parole di Conte sembrano in realtà quasi banali nella loro correttezza: il pragmatismo politico impone di dialogare con chi c’è per sperare di ottenere qualche risultato, l’alternativa quale sarbbe, una nuova guerra umanitaria? Fa sorridere poi che le polemiche arrivino da un area che appena qualche mese fa elogiava il modello di sviluppo saudita…

Dialogare coi talebani può forse servire a salvare le vite di quegli afghani che i combattenti islamici prenderanno di mira. Senza considerare che il ritorno al potere dei talebani è anche frutto di accordi con gli americani, (loro si che hanno lasciato alle spalle le illusioni di chi aveva collaborato e ora rischia ritorsioni).

Il dialogo appare come l’unica strada percorribile. Il punto però è un altro: quali sono i soggetti che hanno l’autorità reale per parlare con i nuovi leader insediati a Kabul?

Emirato Islamico dell’Afghanistan atto 2°

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