La figlia del fondatore di Emergency, Cecilia Strada, intervistata da un’agenzia di stampa ha commentato le drammatiche vicende dell’Afghanistan.
Cecilia Strada: “Ogni giorno si contano vivi e morti”
Cecilia Strada, la figlia di Gino Strada, il fondatore di Emergency scomparso il 13 agosto scorso, ha così commentato all’Adnkronos le notizie che arrivano da Kabul.
“Per anni con Emergency ho raccontato quello che accadeva in Afghanistan. Per anni, anni e anni ci sono stati ospedali pieni, non c’era più posto ma l’Afghanistan non era sui giornali e non commuoveva. Adesso va benissimo commuoversi ma bisognava pensarci prima. La lezione che dovremmo trarre è muoviamoci quando si è ancora in tempo a salvare le persone, senza aspettare che la situazione sia degenerata”.
“Ho notizie di amici ed ex colleghi che sono lì e che per me sono come fratelli e sorelle. Ogni giorno c’è qualcuno che piange un morto. Ogni giorno c’è la conta di chi è morto, di chi è ancora vivo e di chi non risponde al telefono. Però l’ospedale regge”.

“Io – continua Cecilia Strada – non voglio fare la morale a nessuno ma gli attentati dei talebani e i bombardamenti della coalizione che spianava case e ospedali con dentro i pazienti c’era anche prima”.
“Per anni l’Afghanistan è stato completamente ignorato. Si preferiva o disinteressarsene perché è un Paese lontano oppure raccontare la favola bella di un Afghanistan pacificato, che però non lo era. Un bambino morto è un bambino morto. Lo è ora così come lo era tre anni fa”.
“Quello che forse dobbiamo chiederci – conclude Cecilia strada – è se possiamo provare ad essere più attenti a quello che succede nel mondo quando siamo ancora in tempo per cambiare le cose”.

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