Caivano, la ricetta Meloni: preti, comparse e poliziotti

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La risposta del Governo dopo l’agghiacciante stupro al ‘Parco Verde‘ di Caivano, in provincia di Napoli, è stata in primis con la passeggiata della premier Meloni accompagnata dal parroco Maurizio Patriciello e da una claque di iscritti a Fratelli d’Italia; poi, ieri mattina all’alba, è scattata una vasta operazione di carabinieri, polizia e Guardia di Finanza nel quartiere, e nelle località limitrofe.

Un controllo straordinario ad ‘Alto Impatto‘ svolto in contemporanea da oltre 400 operatori delle diverse forze dell’ordine che hanno eseguito perquisizioni e identificazioni di persone e veicoli sospetti. Mettendo insieme il tutto, emerge il quadro di una messa in scena simile a quei filmati nordcoreani in cui i fedelissimi di Kim jong-un si lanciano in mare vestiti per omaggiarlo.

Caivano, la ricetta Meloni

Di Marta Collot*

Preti, comparse e polizia: questa è la ricetta di un governo di fascisti per rispondere al degrado delle periferie italiane?

A Caivano, come al Sud Italia e alle periferie di tutte le nostre metropoli, servono reindustrializzazione e lavori pagati dignitosamente, servizi per i bambini e i soggetti fragili, unica arma per togliere il terreno sotto i piedi alla barbarie e al governo delle mafie.

Se Meloni fa sul serio, si impegni su questi obiettivi, rinunci al percorso dell’autonomia differenziata, avvii una seria ridiscussione dei fondi del Pnrr, promuova la bonifica e la manutenzione dei territori devastati dalla ricerca del profitto e dall’incuria, ristabilisca il reddito di cittadinanza e approvi il salario minimo.

Il retaggio patriarcale e la violenza maschile contro le donne non spariranno di certo dall’oggi al domani, ma le ricette ottocentesche che servono per dare un’immagine operativa del governo attraverso azioni spot sono storicamente parte del problema e non la soluzione: spentisi i riflettori dell’attenzione mediatica, i territori e le donne che li abitano hanno bisogno di strumenti di autonomia reale con cui poter lottare per la propria emancipazione, non di governi che hanno fatto operazioni di facciata nel segno del pugno di ferro.

* Marta Collot portavoce di Potere al Popolo\Unione Popolare

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