Una donna ha accusato Matteo Richetti di molestie sessuali su Fanpage, senza mai fare il suo nome: il senatore di Azione nega tutto e dice che da un anno ha problemi di stalking.
Le accuse contro Matteo Richetti
Il caso è esploso prepotente giovedì quando il senatore Matteo Richetti – ex PD, oggi presidente del partito Azione, di cui Carlo Calenda è il fondatore – è finito nella bufera per le accuse di presunte molestie sessuali sollevate da Fanpage che ha pubblicato un video di una donna che racconta di avere subito abusi più volte da parte di un politico, senza nominarlo, ma dal quale attraverso immagini di conversazioni online oscurate solo parzialmente, era possibile ricondurre a Ricchetti.
Azione ha emesso un comunicato stampa che conferma di fatto che si alludesse a Richetti nel video, ma respingendo nettamente ogni accusa nei suoi confronti:
“Da un anno il senatore Richetti ha denunciato alla magistratura e alla polizia postale attività di stalking e minacce riconducibili a una donna già nota alle forze dell’ordine. Attraverso messaggi contraffatti, finti account social e telefonate, la persona in questione sta molestando da mesi il senatore e la sua famiglia. Tutto il materiale è in mano alla magistratura”, si legge nel comunicato.
Nel video di Fanpage si vede una donna dal volto oscurato che racconta di avere incontrato due volte il senatore nel suo ufficio al Senato nel novembre del 2021. In entrambi i casi, spiega la donna, gli incontri erano stati fissati per ragioni di lavoro.
Durante il primo incontro il senatore avrebbe fatto diverse allusioni sessuali, per poi continuare anche in alcuni messaggi inviati al telefono. “Dove pensi possa dare un sensato contributo?“, gli avrebbe chiesto la donna. “Sotto di me oppure sopra, se preferisci”, avrebbe risposto Richetti. Durante un secondo incontro, avvenuto pochi giorni dopo, il senatore avrebbe chiuso a chiave la porta del proprio ufficio e molestato fisicamente la donna.
Successivamente la donna avrebbe provato a interrompere ogni rapporto col senatore, che le avrebbe risposto con messaggi minacciosi. “Smettila a fare la perfettina. Se non volevi che ci provavo non ti mettevi la gonna che era un chiaro segnale”, le avrebbe scritto: “Con questi movimenti femministi del cazzo vi siete tutte montate la testa”. A fine dicembre la casa della donna è stata perquisita dalla polizia: in quell’occasione un dirigente della polizia le avrebbe detto che a ordinare la perquisizione sarebbe stato il senatore che l’aveva molestata.
La ricostruzione della vicenda fornita dal partito di Calenda è molto diversa. Secondo alcuni documenti visionati da Adnkronos, il 29 novembre 2021 Richetti denunciò alla polizia postale che da giorni stava ricevendo insulti sui suoi profili social e sul suo numero privato da una donna sconosciuta
Il 13 settembre 2022, due giorni prima dell’uscita del video e dell’articolo su Fanpage, Richetti aveva presentato un’altra denuncia alla polizia postale nella quale spiegava che “da mesi sono a conoscenza dell’esistenza di un dossier diffamatorio a mio carico recapitato all’indirizzo di numerose redazioni e testate giornalistiche”.
Dunque la tesi di Richetti è che da circa un anno una donna sta cercando di infangare la sua immagine pubblica e la sua carriera.
Carlo Calenda, ha pubblicamente difeso Richetti scrivendo su Twitter che “nessuno lo ha mai denunciato, viceversa la persona in questione è stata denunciata un anno fa per stalking e minacce anche alla famiglia di Matteo”.
Accuse molestie in Senato: la versione del direttore di Fanpage a Non è l’Arena
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