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mercoledì, Agosto 17, 2022

Tutte le bufale su Twitter della guerra in Ucraina riprese da giornali e tv

La gran maggioranza di bufale sulla guerra in Ucraina arrivano da Twitter: la nonna che tira giù il drone russo con il barattolo di pomodori; i contadini ucraini che si rubano i mezzi corazzati russi; i gatti che aiutano i cecchini ucraini ad acquisire i bersagli…

Di Francesco Dall’Aglio*

Le bufale della guerra in Ucraina su Twitter

Come sta andando la questione dei 2000 soldati russi accerchiati a Vysokopillya di cui si  parla via Twitter?

Tutte le bufale su twitter della guerra in Ucraina riprese da giornali e tv5

Intanto, come testimonia quest’ultimo tweet , sono diventati 1000, e non sono più accerchiati ma “semi-accerchiati”, qualsiasi cosa voglia dire (presumo accerchiamento tattico, come ha detto Arestovich).

Tutte le bufale su twitter della guerra in Ucraina riprese da giornali e tv2

L’hype si è abbassato di molto. L’ISW, fonte estremamente e a volte quasi parodisticamente pro-ucraina, continua a segnare nelle sue cartine (molto belle, va detto) Vysokopillya come controllata dai russi.

Alcune considerazioni.

La prima è di ordine tattico e, conseguentemente, logico: in tutta la regione di Cherson sotto il suo controllo l’esercito russo schiera più o meno 15000 uomini. Vysokopillya è l’estrema propaggine nord del territorio che controlla.

Che ci fanno 2000/1000 uomini, cioè circa il 10% dell’intera forza di occupazione della regione, là sopra? Gli avamposti, sia da parte russa che ucraina, sono difesi da unità piccole e molto mobili, proprio per evitare situazioni del genere.

Arrivano, segnali all’artiglieria che stanno arrivando, te ne vai, l’artiglieria fa quello che deve fare, poi si vede se torni nelle posizioni che occupavi prima o se sono riusciti a prenderle. Ripeti il giorno dopo, dal lato tuo.

Ci sono villaggi (o quello che ne resta) che cambiano di mano decine di volte. 2000/1000 uomini sarebbero una concentrazione di truppe talmente tanto elevata da costituire un bersaglio perfetto per l’artiglieria ucraina, senza nemmeno bisogno di impegnarsi in operazioni di terra. Ma naturalmente la storia che circola è che la Russia sta impegnando milioni di uomini in Ucraina, quindi 2000 soldati sono nulla e possono tranquillamente stare in un piccolo villaggio di prima linea.

La seconda considerazione è di ordine narrativo. Questa notizia sta circolando esclusivamente su Twitter e su quei media occidentali che hanno stagisti in grado di usarlo.

Nessuna delle fonti che l’ha lanciata e ripresa è basata in Ucraina e questa notizia non circola in Ucraina. I media ucraini non ne parlano, nemmeno quelli in lingua inglese, e il Ministero della Difesa (che, come il suo omologo russo e i suoi omologhi di tutto il mondo, tende sempre a sovrastimare i successi delle proprie truppe) non la nomina nel suo bollettino quotidiano.

Su Telegram non si trova, nemmeno sui canali dei doomer russi (i “doomer” sono quei russi che dicono che va tutto male, che la “operazione speciale” è un disastro e che bisogna mobilitare tutto l’esercito, radere al suolo l’Ucraina e magari usare l’atomica. Paradossalmente ingigantiscono più loro le difficoltà russe di quanto non faccia la stessa propaganda ucraina).

E naturalmente non circola nei canali più obiettivi, sia ucraini che russi.

È una notizia a solo uso e consumo di Twitter. Perché proprio Twitter? Perché è utilizzato principalmente negli USA e in Europa settentrionale, dove (specialmente negli USA) non sempre il pubblico ha un quadro chiaro della situazione ed ha bannato e continua a bannare una quantità enorme di account russi o filo-russi.

Se scrivi una fesseria del genere su Telegram dopo 30 secondi sei preso d’assalto da un’armata di troll: su Twitter sei, bene o male, senza contraddittorio.

Non è un caso che tutte le leggende siano venute fuori da Twitter e da lì si siano trasferite sugli altri media: lo “spettro di Kiev”; la nonna che tira giù il drone russo con il barattolo di pomodori; i contadini ucraini che si rubano i mezzi corazzati russi; i gatti che aiutano i cecchini ucraini ad acquisire i bersagli; i 40 generali russi morti; il ragazzino che dalla sua cameretta col drone che gli hanno regalato per il compleanno blocca l’avanzata russa su Kiev; e la new entry, il 19enne che ha abbattuto 9 aerei russi dall’inizio del conflitto ma il cui nome, ovviamente, non si può fare per la sua sicurezza.

E, nota bene, nessuna di esse è mai venuta da account basati in Ucraina. Neanche una.

Quindi nessun problema per i russi a Cherson? Assolutamente no. Un’offensiva ucraina ci sarà e sarà sicuramente da quelle parti: perché è un territorio favorevole alle avanzate (se l’artiglieria non ti trova subito), perché è la regione più avanzata, e quindi più isolata e logisticamente complessa, dei territori in mano russa, perché, come detto sopra, non ci sono moltissime truppe a difesa, e perché l’esercito ucraino ha un disperato bisogno di una vittoria sostanziosa, per il morale e per convincere l’Occidente a continuare e magari aumentare il sostegno in un momento in cui pare che stia venendo meno.

Ci sono notizie certe di spostamenti di unità ucraine nella regione e i combattimenti, e naturalmente i duelli d’artiglieria, sono continui da settimane, con i due schieramenti che “saggiano” tenuta e qualità dei reparti che si trovano di fronte.

All’inizio della settimana, inoltre, ci sono stati bombardamenti sul ponte Antovovskij, alla periferia nord di Cherson, che è uno snodo logistico fondamentale per i russi.

Distruggerlo avrebbe significato obbligare l’esercito russo a trasferire uomini e materiale solo sul ponte di Nova Khakovka, rendendo il tutto molto più lento, difficoltoso e soprattutto pericoloso, essendo la città sotto tiro dei missili ucraini come si è visto qualche giorno fa.

Il ponte Antovovskij è stato colpito ripetutamente (si dice anche con gli HIMARS, cosa probabile) ma resta in piedi e funziona a pieno regime: l’antiaerea russa pare sia riuscita a prendere le misure degli HIMARS e gli attacchi al ponte non si sono ripetuti, segno che o sono stati effettivamente rintuzzati o ci si è resi conto che colpito in quel modo non crolla (e infatti un ponte non lo fai crollare colpendone il top ma i piloni, e anche lì non è cosa da poco. Dite quello che volete, ma l’URSS le infrastrutture le sapeva fare).

Ad ogni modo, è un altro segnale della volontà ucraina di tentare una controffensiva proprio in quella regione. Naturalmente, come lo so io lo sa anche il comando russo. Qualcosa, da quelle parti, succederà: staremo a vedere cosa. Certo non lo sapremo da Twitter.

 

Francesco Dall’Aglio ricercatore dell’Istituto di Studi Storici dell’Accademia delle Scienze  di Sofia (Bulgaria).

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