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mercoledì 11 Maggio 2022
LifestyleMilano Fashion week 2022: l’onda green investe le passerelle

Milano Fashion week 2022: l’onda green investe le passerelle

Dall’atteso ritorno dei big della fashion industry, al grande ingresso dei brand che promuovono la sostenibilità: a pochi giorni dalla Milano fashion week 2022 si respira aria di cambiamento, inclusività, fluidità di genere, consapevolezza.

Milano fashion week 2022

È ora di tornare a spiegare le ali in direzione di nuove ripartenze per la moda italiana e nella rampante città in cui serpeggiano dinamiche passerelle, si respira a pieni polmoni il fermento per la settimana della moda prevista dal 22 al 28 febbraio.

L’indaffarata e intransigente Milano è pronta ad ospitare un fittissimo calendario di imperdibili eventi, preannunciando l’attesissimo ritorno sulle passerelle di virtuosi brand del calibro di Bottega Veneta, Diesel, Gucci, Trussardi e Plein Sport.

Con 65 sfilate fisiche e 6 digitali la kermesse è pronta ad incantare gli animi di tutti i fashion addicted e, soprattutto, a riconfermare il ruolo emblematico che la Milano da bere riveste in qualità di una delle capitali della moda nel mondo.

Proprio per consentire la condivisione di sfilate e presentazioni a livello macroscopico, anche per questa stagione sarà possibile seguire l’evento su milanofashionweek.cameramoda.it, la piattaforma digitale messa a disposizione da CNMI e, in Piazza San Babila a Milano, le sfilate verranno proiettate in diretta streaming su maxischermo.

Soffia un vento green tra le passerelle

Ma quale vento di novità da cuore Green soffierà sulle dinamiche passerelle della Fashion week 2022?

A cavalcare l’onda propiziatoria per la moda sostenibile, che vede nel 2022 l’anno di svolta per la promulgazione della tanto anelata legislazione verde, sono 5 orgogliosi brand che promuovono una produzione rispettosa dell’ambiente: BENNU, Acidalatte, DassùYAmoroso, Vernisse e Raree Show, che hanno aderito alla quinta edizione del progetto “Designer for the Planet“.

Quali sono le caratteristiche distintive di questi brand, ognuno votato ad un incarico di sostenibilità?

BENNU, un simbolo di rinascita

La missione di BENNU, in particolare, è quella di recuperare i capi sartoriali da deadstock  al fine di proteggere il futuro, riducendo l’inquinamento causato dalla nuova produzione.

Ogni capo viene rivisitato, trasformato in un pezzo unico ed esclusivo, reinterpretato con maestria sartoriale.

Ogni nuova creazione sancisce l’inizio di una nuova vita e viene tagliata e cucita nella forma della speranza di un mondo più attento e rispettoso.

In una filosofia dicotomica con la frenesia spasmodica del fast fashion, BENNU adotta un approccio slow, con collezioni esclusive caratterizzate da un numero contenuto di capi, unitamente ad un controllo e selezione della filiera per garantire il rispetto dell’ambiente e dei lavoratori coinvolti.

Abbraccia un genere fluido e mutevole, un universo contemporaneo che si plasma in funzione di diversi contesti ed epoche, in cui chiunque possa sentirsi parte attiva del cambiamento, senza vincoli di genere, sdoganando le restrizioni legate alla taglia, liberandosi dalle categorizzazioni imposte dagli stereotipi.

Una rinascita dunque, di cui è proprio il nome a farsi portavoce: BENNU è infatti un uccello della mitologia egizia consacrato al dio Ra, che simboleggia appunto la rinascita e successivamente identificato nella cultura classica con la fenice che risorge dalle proprie ceneri, concetto chiave del brand.

Lo spirito infantile di purezza ispira le creazioni di Acidalatte

Made in Milan è invece il progetto pensato da Eva Fiorucci e Carolina Ferrari che con Acidalatte hanno voluto dar vita a capi e accessori interamente realizzati a mano con abiti e tessuti riciclati e ad hoc.

Connubio perfetto tra innovazione e sensibilità, il brand milanese trae ispirazione dal mondo e dalla natura circostante, mirando al ricongiungimento con uno spirito infantile di purezza, giocando con colori tenui e morbide silhouette dall’anima bambina.

Acida come rappresentazione di un lato più maturo e “sporco”, latte per evocare il candore puerile che si cela nell’animo di tutti noi, vivendo la vita con leggerezza esteriore.

Le caratteristiche del brand in 3 parole secondo le designer? Atemporale, sensibile, friendly.

DassùYAmoroso: libertà di espressione, “I AM WHAT I AM”

La libertà in senso lato è invece lo spirito che guida le scelte di DassùYAmoroso, libertà di osare senza riserbo, valicando limiti ed etichette, affrontando i rigidi dogmi imposti dalla società.

La libertà è il coraggio di saper esprimere sé stessi. Per noi il modo di vestirsi è un modo di comunicare, per questo sperimentiamo su di noi e sulle nostre collezioni per affrontare la società e i limiti che essa ci impone” hanno dichiarato i designer.

Non mancano di certo i richiami all’inclusività: DassùYAmoroso esorta chiunque ad avvalersi della moda per comunicare, per condividere la propria essenza rimanendo fedeli al mantra che urla a gran voce “I AM WHAT I AM”.

Qualità sartoriale e fascino del vintage sono le prerogative di Vernisse

Sospiri di un passato nostalgico si posano su Vernisse, il brand di lusso nato nel 2019 che dà forma a capi esclusivi modellando tessuti vintage e oggetti antichi.

Il connubio tra la qualità sartoriale made in Italy e animo evergreen non può che sfociare in una filosofia volta a tramandare i capi di generazione in generazione, discostandosi dalle mode volubili e mutevoli, esaltando la tradizione.

La sostenibilità e l’economia circolare inoltre, rappresentano i punti cardine che orientano le scelte operate da Vernisse, facendo della qualità un valore da anteporre al consumo ossessivo, sempre nel rispetto delle risorse naturali alla base della produzione.

Questo spirito devoto alla conservazione delle risorse si riflette anche nella scelta di realizzare i capi su ordinazione e di non accumulare scorte, con la missione di ridurre ai minimi termini gli sprechi.

Scegliere attentamente capi etici e conservarli con cura nel tempo non può che rendere la vita di tutti più utile a promuovere la salvaguardia del mondo intero.

Lusso coscienzioso e fluidità di genere…parole d’ordine per Raree Show

Genderless. Un termine che racchiude tutta l’essenza di Raree Show, il marchio che rispecchia alla perfezione l’incalzante fluidità scevra da etichette e convenzioni.

Conscious luxury streetwear. Perché lusso e sostenibilità non devono necessariamente escludersi a vicenda e la moda può rappresentare e divulgare messaggi che facciano confluire l’attenzione sui cambiamenti climatici, sullo sfruttamento eccessivo delle risorse, aiutando l’opinione comune a cambiare prospettiva, guardando ai problemi che affliggono il pianeta con la purezza degli occhi di un bambino, con lenti senza filtri.

La rivisitazione etica della moda prende sempre più piede

L’imminente fashion week sta tenendo sulle spine proprio tutti perché, oltre a farci pregustare le creazioni dei big indiscussi della fashion industry, si mostra attenta e dedicata alla sensibilizzazione circa le tematiche di sostenibilità, all’etica ed economia circolare, alla promozione dei talenti emergenti e alla creazione di nuove opportunità di lavoro nell’industria creativa che contribuiscono a gettare le basi per una rivisitazione consapevole della moda a 360 gradi.

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Ilaria Lazzara
Web Content Writer e traduttrice, collabora stabilmente con società italiane ed estere. Amante dell’ecosostenibilità, è accanita sostenitrice della cosmesi e dell’alimentazione BIO, di pari passo con l’amore immenso che nutre per gli animali.

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