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Dal 26 ottobre della scorso anno, fiducia ottenuta al Senato, una narrazione accompagna il governo ed è questa: lei è davvero brava (Giorgia Meloni) chi la circonda no. Insomma la sua classe dirigente non è proprio il massimo. A parte che se fosse davvero così non dovremmo stare molto tranquilli ma siamo sicuri che la Giorgia nazionale sia così brava?
Ma davvero Giorgia Meloni è brava?
La prima cosa che andrebbe sottolineata è che i ministri del suo Governo li ha scelti lei. Che li abbia scelti in base al Manuale Cencelli, che li abbia scelti facendo casting alla Uomini e Donne, che li abbia scelti tenendo conto dell’albero genealogico, il suo, non ha importanza.
Sono uomini e donne scelti da Giorgia Meloni. Per cui se non vanno bene la responsabilità è la sua: se ha scelto male e se non li cambia è ancora peggio. Ricordiamo chi in questo momento sta governando l’Italia.
Francesco Lollobrigida
Ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, qualunque cosa significhi, casualmente cognato di Giorgia Meloni quindi categoria “Albero genealogico”.
Dopo aver collezionato una serie di gaffe imbarazzanti, ad esempio che i poveri mangiano meglio dei ricchi, che è in atto una sostituzione etnica, dichiarando successivamente che non è razzista ma solo ignorante, fa fermare un treno in ritardo per scendere e farsi accompagnare dalla sua auto blu ad un imprecisato convegno.
Invece di chiedere scusa e dimettersi un secondo dopo, oppure dimettersi e chiedere scusa, cambia l’ordine degli addendi ma il risultato è lo stesso, con una faccia di bronzo incredibile dichiara testualmente: “Tutti i cittadini possono chiedere di fermare un treno e scendere”. Qualcuno di voi ha mai provato a farlo? Fatelo e dite anche che ve l’ha detto Lollo. Tanto nell’ambiente lo conoscono tutti.
Daniela Santanché
È di questi giorni la decisione del tribunale di Milano di disporre la liquidazione giudiziale della sua Società KiGroup, il piano di salvataggio non è stato ritenuto credibile per cui la conseguenza è il fallimento. La KìGroup in passato è stata amministrata anche da Daniela Santanché e come raccontato dalla trasmissione Report ci sono tutta una serie di situazioni poco chiare nella gestione del gruppo.
Senza entrare nel merito vogliamo sottolineare una cosa: queste situazioni erano note da tempo ed era prevedibile che ci sarebbero stati degli strascichi giudiziari. Era proprio il caso di farla Ministro del Turismo? Ruolo che ti espone anche a livello internazionale?
Per non parlare della sua attività politica che non ha portato nessun risultato degno di nota. La famosa campagna pubblicitaria Open to Meraviglia è stato un inno al trash: immagini girate in Slovenia, il dominio non registrato, le traduzioni sul sito che sembrano scritte da Totò. La città di Camerino diventa Garderobe, Brindisi Toast (boh!). Nonostante tutti questi disastri è ancora comodamente assisa sullo scranno da Ministro.
Matteo Salvini
Leader della Lega Nord, e Ministro dei Trasporti. Sorvoliamo sulla sua attività da Ministro per non infierire, ormai parla solo di Ponte sulla Stretto per collegare una regione che ha una rete ferroviaria ferma al Regno delle Due Sicilie e dove sostanzialmente non funziona una bel niente.
Un paio di settimane fa hanno arrestato il fratello della sua compagna ed il padre della sua compagna, rispettivamente Tommaso e Denis Verdini per corruzione per degli appalti dell’Anas. Anas è competenza di Salvini e lui trova assolutamente normale non riferire in Parlamento su quanto sta accadendo e Giorgia Meloni non ha il minimo imbarazzo per una situazione che in un altra nazione, a caso, sarebbe costata lo scranno a Salvini.
In realtà con una situazione familiare di questo genere non sarebbe mai stato Ministro. L’unica cosa che sta facendo il Governo è depenalizzare l’abuso d’ufficio, unica nazione in Europa, in barba a tutte le convenzioni internazionali firmate dall’Italia. Nella classifica delle nazioni più corrotte al mondo l’Italia è al 41esimo posto su 180. Anche queste sono soddisfazioni.
Vittorio Sgarbi
Sottosegretario di Stato alla Cultura: nel 1996 è stato condannato a 6 mesi e 10 giorni per il reato di falso e truffa ai danni dello Stato, nonostante questo in diversi Governi ha ricoperto il ruolo di sottosegretario, è già questo è molto curioso. Se non bastasse è di queste ore la sua iscrizione nel registro degli indagati per il furto di un quadro dalla casa di una signora. Anche questo per Giorgia è assolutamente normale, quindi non meritevole di un suo intervento, magari chiedendo spiegazioni e facendolo dimettere.
Guido Crosetto
Ministro delle Difesa, e considerato dalla vulgata generale uno di quelli bravi, posato, moderato. Riportiamo di seguito un suo scambio di battute su Twitter di qualche giorno fa: A.H. commenta: “Ministro nel frattempo la informo che Putin ha invaso l’Ucraina ormai da mesi e la guerra è finita. Buon Anno” .
Crosetto risponde: “La informo, coglione, che se alle 11 di sera decido di rilassarmi, lo posso fare senza che uno come lei si permetta di scrivere schifezze così”.
A.H. commenta: “Con tutti i problemi che abbiamo in Italia”, Crosetto risponde: “Cosa faccio nel mio tempo libero di sera, hater di m….sono fatti miei. Si faccia una vita propria”.
A.H. commenta: “Ma fai sul serio? Mamma mia senza parole”. Crosetto risponde: “Ma vada a quel paese cretino”.
Purtroppo è tutto vero ed è quasi imbarazzante riportarlo ma ci permettiamo di informare il dottor Crosetto che se posti sui social fatti della tua vita privata non ti devi sorprendere se le persone li commentano. Per evitarlo basta postare solo fatti istituzionali e le persone commenteranno queste e comunque insultare un cittadino non fa onore nè a lui nè alla carica che ricopre.
Abbiamo anche il deputato che si porta una pistola alla festa di fine anno del collega Delmastro, parte un colpo ed un invitato rimane ferito. Ad oggi non si capisce chi abbia sparato nonostante la presenza di poliziotti, capi scorta e parlamentari nel luogo del delitto. Ma sono ragazzate che possono capitare.
Tutte queste vicende da Repubblica dello Stato di Bananas accadono in un contesto internazionale che dovrebbe preoccupare anche il più distratto dei cittadini, figuriamoci un leader di Governo, ed un contesto nazionale terrificante: l’Ilva rischia di far saltare la Puglia, la povertà in aumento, salari fermi al palo e prezzi che invece galoppano, la rete telefonica Tim venduta ad un fondo speculativo statunitense, la tassazione degli extra profitti delle Banche che è durata meno del Milan in Champions League, il Patto di stabilità che ci farà partire ogni anno da meno 12, 15 miliardi che non si capisce come li troveranno.
In realtà si sa benissimo come li troveranno ma nessuno lo chiede. E la Migliore cosa fa? Parla della Ferragni. Oppure dilemma dei dilemmi sta pensando se candidarsi o meno alle prossime Europee.
Facciamo sommessamente notare che candidarsi alle Europee, sapendo fin da subito che la carica che ricopre è incompatibile con il ruolo di deputato europeo, da queste parti se non è una truffa politica è qualcosa di simile. Non è serio chiedere voti per poi rinunciare al seggio un minuto dopo che sei stato eletto.
Non fa onore al ruolo, è una presa in giro per i cittadini, e poi non ci si deve sorprendere se le persone non vanno a votare. Per inciso giochino che non farà solo Giorgia Meloni ma anche Elly Schlein e Matteo Renzi.
Tornando alla Giorgia nazionale a più di un anno dalla nascita del suo Esecutivo i problemi sono rimasti tali, non c’è un provvedimento che qualifichi questo Governo, sfidiamo chiunque a trovarne uno, le fantomatiche ricette raccontate in campagna elettorale sono rimaste nel cassetto, tipo il blocco navale che oltre ad essere una scemenza dovrebbe far dubitare sulle conoscenze geografiche del suo ideatore, l’unico talento che le possiamo riconoscere è una indiscutibile capacità oratoria aiutata del fatto che nessuno può successivamente smontare le falsità che racconta.
Quindi una donna leader di Governo è sicuramente una novità importante per l’Italia ma onestamente poteva, e doveva, andarci meglio Non pretendevamo una nuova Margherità Hack ma neppure una Giorgia Meloni qualsiasi.

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