Non è patriarcato, è “lollobrigidato”

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Con la tipica giravolta del “dibattito pubblico” al tempo della comunicazione social, sotto la costante pressione delle breaking news, in questo delirio di anglicismi non casuali, si è passati dal confronto acceso sul patriarcato, dopo la tragica vicenda di Giulia Cecchettin, a quella farsesca del ministro Lollobrigida che fa fermare un treno per motivi “personali”, apoteosi del parvenu avvezzo al “lei non sa chi sono io”.

Dal patriarcato al lollobrigidato

Di Paolo Desogus*

Quando dico che non mi convince l’uso esteso che si fa del termine patriarcato mi vengono in mente anche i comportamenti di Lollobrigida o di Giambruno, cioè due figure che esprimono un modello radicalmente diverso.

Il patriarca è una figura d’ordine, che istituisce un rapporto gerarchico che rimanda a una serie di vincoli morali rivestiti di trascendenza, ma che nella realtà sono solo espressione di ipocrisia e di violenza contro chi viola la sua legge: non solo le donne, ma anche i figli che non i riflettono i suoi valori. Il patriarca è infatti una figura sanzionatrice, una figura dell’interdizione.

Non credo affatto che il patriarcato sia minimamente egemone in Italia e in Occidente. Non lo è più da tanto, seppure persista in forme residuali. Questo termine è però oggi usato per identificare in modo vario la violenza di genere del maschio contro le donne.

È un termine che, con questo uso, identifica un sintomo (la violenza di genere esiste e spero che nessuno si permetta più di ricavare dalle mie parole pensieri opposti), ma non spiega le cause. Il suo impiego somiglia a quello che si fa con la parola “fascismo”, usata in modo generico indipendentemente dal suo significato storico.

Al posto di patriarcato propongo allora l’uso del termine lollobrigidato. Il lollobrigido è una figura della violenza svincolata dalla morale, è ipocrita come il patriarca ma lo è solo in modo nichilista, tant’è che in alcuni casi esercita il suo abuso di potere persino con compiacimento.

Il lollobrigido ha del sesso una concezione mercificata. È incapace di vedere l’oggetto del desiderio in modo separato dal proprio sé. Non è una figura dell’interdizione, ma anzi rifiuta la sanzione per sé e per il suo clan, all’interno del quale la sua supremazia è data dai concreti rapporti di forza.

È antiedipico: non ha un padre da ammazzare, ma una madre o una figura femminile a cui avanza richieste di desiderio e di controllo in modo indefinito, sino a minacciare di dare la morte.

Quando Giambruno dice che le donne stuprate se la vanno a cercare, in fondo solidarizza i vari lollobrigidi.

* Per gentile concessione di Paolo Desogus dalla sua pagina Fb

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