Criptovalute di Stato: come Washington ricicla il futuro della finanza globale

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La messa a sistema delle criptovalute negli USA rafforza dollaro e debito federale. Stable coin, Fed, deep state e grandi capitali convergono in un nuovo capitalismo digitale che assorbe liquidità speculativa e capitali criminali, rendendo il sistema più governabile ma estremamente instabile.

La ulteriore enorme riattivazione del sistema finanziario USA, attraverso la nuova messa a sistema delle monete virtuali

– Franco Bartolomei

La rete monetaria virtuale del sistema Bitcoin, tessuta tra finanza speculativa e capitali delle grandi criminalità internazionali, utilizzata e monitorata dai servizi informativi americani e sionisti, ha contribuito, dopo il crack del 2007/2009, a sostenere in misura notevole la tenuta della centralità del dollaro e la sostenibilità del debito USA, orientando sul sistema monetario virtuale gli eccessi di liquidità generati dalla Fed e dal sistema bancario multinazionale a copertura del disastro del sistema finanziario americano del 2007/2009. Contemporaneamente, anche i riciclaggi e i proventi giganteschi del grande sistema criminale globale, con cui la CIA ha sempre tessuto rapporti geopolitici, hanno trovato in questo circuito uno spazio privilegiato.

La presidenza Trump, oggi, attraverso la regolarizzazione, regolamentazione e armonizzazione del sistema delle più recenti monete virtuali “stabilizzate” (stable coins), con riferimenti di valore oggettivi (garantite e convertibili in parità da dollari o bond federali), realizzata dal Genius Act e dal Clarity Act, sta portando la circolazione monetaria virtuale a divenire, in accordo con il deep state americano, la Fed, i grandi fondi di investimento e le grandi banche, il nuovo capitalismo digitale, il nuovo propulsore globale riconosciuto e molto più governabile dell’intero sistema finanziario americano. Il tutto mantenendone i caratteri di non censurabilità, di velocità di scambio, di segretezza relativa attraverso il sistema a pseudonimi, e garantendo la sua forza espansiva e speculativa grazie alla facilità di conversione in valuta al di fuori delle strettoie del sistema Swift.

Una nuova forza traente formidabile, in grado di sostenere ulteriormente la centralità e la valutazione del dollaro e, con essa, la sostenibilità del debito USA; riattivando la riproducibilità dei margini tendenziali di crescita illimitata dell’intero sistema borsistico occidentale e puntando a rafforzare definitivamente il profitto finanziario come nuova modalità centrale del processo di accumulazione capitalistica.

Risorgimento Socialista ha analizzato le vicende della presidenza Trump e il significato reale del suo percorso, apparentemente folle, per giungere oggi a una riflessione più compiuta sull’incidenza del nuovo fattore rappresentato dall’utilizzazione della circolazione virtuale di monete telematiche nel tentativo di realizzare un nuovo equilibrio, rischiosissimo, del sistema finanziario che sostiene il dollaro e il deficit USA.

Già nelle tesi congressuali di sei mesi fa accennavano a questa interconnessione mafiosa e criminale tra finanza speculativa, rialimentata dalla liquidità immessa nel mercato in conseguenza delle misure adottate dalla Fed contro la bolla subprime del 2008, e il capitale immenso di natura mafiosa e criminale, frutto del commercio pesante clandestino e non tracciabile – grazie al mercato virtuale dei bitcoin – di armi, droga, opere d’arte, organi e sesso, che trova nel Bitcoin il proprio campo di espressione e applicazione nei due profili chiave della transazione commerciale e dell’amplificazione di valore dei capitali investiti.

Ora, dopo il Genius Act di luglio e dopo la prima stesura del Clarity Act, su cui le due finanze si sono accordate, riunificando dietro Trump il deep state USA dopo aver inquadrato il ruolo di Musk e del suo nuovo mondo tech di ultima generazione, alla luce di una lettura logica dei file Epstein, tutto appare molto più chiaro.

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