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mercoledì 11 Maggio 2022
AgoràPutin e il piumino da 12.000 euro: una riflessione semiseria

Putin e il piumino da 12.000 euro: una riflessione semiseria

Pur di fronte al dramma della guerra, non si è potuto rinunciare a discutere del piumino da 12.000 euro indossato da Putin nel suo discorso alla nazione. E allora proviamo a fare una riflessione seria (ma non troppo).

Guerra Russia-Ucraina, muoiono militari e civili ma parliamo di Putin fashion victim del suo piumino da 12.000 euro

Poiché Ucraina-Russia è diventato un derby nel quale si deve tifare per l’una o l’altra squadra, dichiaro in esergo che mi schiero contro entrambe. Principalmente perché la guerra mi fa orrore, ma anche per altri motivi.

Non ho alcuna inclinazione per la Russia e per il suo regime, totalitario e illiberale oggi quasi quanto ieri: prima della caduta del Muro ho visto e conosciuto dell’Est Europa e del cosiddetto socialismo reale quanto basta per restarne alquanto spaventato, oggi l’ascesa dei plutocrati (controllata ma, a differenza di quanto accade in Cina, giammai frenata) conferma, anzi accresce, il mio disagio.

Parimenti resto distante dall’Ucraina e dal suo leader improvvisato (forse addirittura “fantoccio”, ma non voglio atteggiarmi a esperto di geopolitica internazionale perché non lo sono, tuttavia il mio pensiero corre ad Anastasio Somoza e a quanto di lui avrebbe detto Roosevelt: “sarà anche un figlio di puttana, ma è il nostro figlio di puttana”), e ciò perché ho seguito negli scorsi anni le vicende dell’oppressione delle popolazioni del Donbass, per quel poco che se ne è parlato in Occidente (se volete, date un’occhiata a quanto scrive il Coordinamento Ucraina Antifascista e soprattutto a quanto scriveva negli anni scorsi, è ovviamente molto di parte ma come dice il proverbio “a brigante, brigante e mezzo”).

Putin e il piumino da 12.000 euro: una riflessione semiseria
Strage di Odessa, 2 maggio 2014

Quanto agli USA, mi trovo costretto a considerarli amici, perché senza il loro intervento Mussolini probabilmente sarebbe morto nel suo letto come Francisco Franco.

Il Caudillo era più giovane di una decina d’anni e spirò nel 1975, quindi è ipotizzabile che la gagliarda complessione del nostro Duce, unita alla nota acquiescenza al potere delle italiche genti, lo avrebbe portato a vivere e governare a lungo, sino ad abdicare in favore del figlio Vittorio ardito aviatore e ispirato cineasta (Romano no, suonava il jazz, è da supporre che il padre lo considerasse un rammollito), il cui nipote Caio Giulio Cesare Mussolini oggi, anziché limitarsi a militare -peraltro con scarso successo elettorale- in Fratelli d’Italia, sarebbe a capo del Paese e mia figlia ne rimirerebbe il ritratto appeso in aula, mentre io sarei costretto a utilizzare il mio tempo libero nelle attività organizzate dall’Opera Nazionale Dopolavoro.

Detto questo, quando un amico, foss’anche il più caro, commette scelleratezze, piuttosto che associarsi si dovrebbe cercare di dissuaderlo.

Putin e il piumino da 12.000 euro: una riflessione semiseria

Se Putin è malvagio e protervo, il piumino di Loro Piana indossato durante il suo discorso alla nazione lo conferma?

Ovviamente no, figuriamoci se i mezzi di informazione possono criminalizzare, o anche solo criticare, il fatto che qualcuno compri un soprabito costoso quanto un’utilitaria, dal momento che i marchi di beni di lusso sono fra i loro maggiori inserzionisti.

Oltretutto leggiamo su ANSA che si tratta di “un parka da 12 mila euro delle sue collezioni passate” (questa precisazione induce a ritenere che il concetto di decenza debba essere sparito dalle nostre menti) e che il presidente Pier Luigi Loro Piana ha dichiarato: “LVMH, il gruppo di cui Loro Piana fa parte, ha da subito preso le distanze. È chiaro da che parte abbiamo deciso di stare. Putin dovrebbe riflettere su ciò che sta facendo vivere al popolo ucraino”.

Putin e il piumino da 12.000 euro: una riflessione semiseria

Allora meglio sviare sul fatto che lo stipendio medio in Russia è l’equivalente di 288 euro al mese e che pertanto a un russo medio occorrerebbero tre anni e mezzo di lavoro per comprarsi il piumino (o parka, se preferite). E questo perché? Ma perché Putin affama il popolo, russo, è ovvio!

(Però, a ben vedere, il nesso fra il possedere beni di lusso e l’allontanarsi dalle istanze popolari forse c’è: se pensiamo a Massimo D’Alema, appare facile il passaggio dalle scarpe da un milione di lire alle privatizzazioni delle aziende statali. O viceversa.)

Putin e il piumino da 12.000 euro: una riflessione semiseria

Infine, sempre Pier Luigi Loro Piana si è detto “imbarazzato” dalla circostanza. Posso comprenderlo, in considerazione del fatturato che gli garantivano i neoricchi russi prima dell’embargo. Tuttavia mi chiedo quali sensazioni, presumibilmente opposte, gli generi il fatto che i suoi esclusivi capi vengano indossati dai Briatori e dai Piersilvi di tutto il mondo.

Le merci di lusso generano ricchezza….

…e quindi posti di lavoro e benessere collettivo, nella visione smithiana dell’imprenditore come “un santo, un apostolo” (cit. geom. Calboni). Ma non è questo il punto. Senza scomodare la teoria del plusvalore, che non si porta più oramai, l’argomento è di tipo morale: come argutamente spiegato da Natalino Balasso, i “magnaschei” non comprano un bene, comprano l’invidia dei poveracci, i quali desiderano quel bene pur consapevoli che non se lo potranno mai permettere. E questo è tutto.

Balasso testimonial Mercedes

 

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A.C. Whistle
Giurista e poeta

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