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giovedì 19 Maggio 2022
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“O il condizionatore o la pace”: il frame che ci porta in guerra come al macello

Come ai bambini si faceva disegnare l’arcobaleno e si apponeva sotto la scritta “Andrà tutto bene” mentre dai balconi si intonava l’inno d’Italia, così si parla di abbassare di un paio di gradi il condizionatore.

di Laura RU*

O il condizionatore o la pace

La cornice semantica (frame) con cui si stanno manipolando le coscienze può essere grosso modo riassunta così: “La Russia, paese autoritario e imperialista, ha invaso la pacifica e democratica Ucraina che si sta eroicamente difendendo e necessita di ogni aiuto possibile per resistere al barbarico invasore”.

Una volta imposto questo “frame” di riferimento possono poi essere veicolati contenuti e narrazioni di ogni genere, non importa che siano veritiere, è sufficiente che rinforzino il frame stesso, esso stesso frutto di un’aberrazione in quanto situa l’inizio del conflitto il 24 febbraio 2022 escludendo tutto ciò che è avvenuto prima di questa data.

Per riempire di contenuti il frame si fa ricorso al ricatto emotivo, quindi immagini e storie di bambini feriti e mutilati, donne stuprate, fosse comuni, cadaveri abbandonati ecc. Un crescendo di orrore che è funzionale alla giustificazione di decisioni che sono palesemente in conflitto con la costituzione italiana come l’invio di armi e munizioni all’Ucraina, la soppressione della libertà di espressione e di informazione, la legittimazione di organizzazioni neo-naziste ucraine, ecc.

La retorica del potere si fa via via sempre più bellicista e interventista, si passa dal risibile “o il condizionatore o la pace” per mobilitare le anime belle che si illudono di difendere la pace sudando, al rifiuto di importare gas russo e progressivamente all’imposizione di un’economia di guerra che completerà il lavoro di distruzione del tessuto produttivo, economico e sociale del paese (il nostro).

Ci stanno portando in guerra come si conduce una mandria al macello, nello stesso modo in cui ci raccontavano che con due settimane di lockdown si sconfiggeva il terribile virus, e che poi saremmo stati tutti liberi, sani e felici.

Come ai bambini si faceva disegnare l’arcobaleno e si apponeva sotto la scritta “Andrà tutto bene” mentre dai balconi si intonava l’inno d’Italia, così si parla di abbassare di un paio di gradi il condizionatore. Dopo due anni di pandemia, coprifuoco, repressione, menzogne, ricatti, sospensione dei diritti più basilari, il bilancio è drammatico. Quello della guerra sarà infinitamente peggiore.

L'antifascismo postmoderno: la guerra è pace

* https://t.me/LauraRuHK

 

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