21.6 C
Rome
giovedì 19 Maggio 2022
AgoràMichele Santoro: Letta e i tg danno lezioncine morali da catechismo da...

Michele Santoro: Letta e i tg danno lezioncine morali da catechismo da quattro soldi

Michele Santoro: “La condanna dell’invasione è fuori discussione. La solidarietà al popolo aggredito pure, in tutte le forme possibili. Escluso le armi. I partigiani non c’entrano.”

Michele Santoro: Non in mio nome

Io non odio nessuno. Tantomeno chi la pensa diversamente da me. Ma quali sarebbero i miei “pregiudizi ideologici”? Il comunismo? E Putin è un comunista? Non era Hitler?

Cerchiamo di parlare chiaro, di essere espliciti e di non usare le parole come pallottole. Enrico Letta, per esempio, non mi ha ritenuto degno di ricevere una lettera e ha affidato la sua missiva a Corrado Formigli. Un leader non si comporta in questo modo. Poteva usarmi per fugare i dubbi di centinaia di migliaia di persone, invece non ha risposto a nessuna delle obiezioni che avevo mosso.

Ho definito l’invasione un atto imperdonabile di cui Putin porterà per sempre la responsabilità davanti al suo popolo e alla Storia; e mi auguro che un giorno ci sia finalmente un tribunale per giudicare i criminali di guerra, si chiamino Putin o Bush.

Aldo Cazzullo ha scritto sul “Corriere della Sera” che Bush è diverso da Putin perché è stato eletto democraticamente. Quindi né Bush né Hitler potrebbero essere considerati criminali di guerra.

La condanna dell’invasione è fuori discussione. La solidarietà al popolo aggredito pure, in tutte le forme possibili. Escluso le armi. I partigiani non c’entrano. Sono a confronto due nazionalismi, due Stati e due eserciti, che non sono nostri alleati e che non fanno parte dell’Unione Europea. La nostra Costituzione ci vieta di entrare in guerra in queste circostanze; ammesso che la Costituzione conti ancora qualcosa.

Il segretario del PD mi attribuisce la volontà di vedere gli ucraini in ginocchio, di pretenderne la resa e ritiene che io apprezzi il regime di Putin che ammazza i giornalisti, i dissidenti e perseguita i gay. Non capisco da dove tragga questa sua convinzione, da quale dichiarazione, da quale trasmissione che io abbia fatto in oltre quaranta anni di attività.

Mi sarei aspettato da lui qualcosa di più di una lezioncina di morale tratta dal catechismo da quattro soldi al quale si ispirano uniformemente i telegiornali del Servizio Pubblico, un film dell’orrore continuo senza chi, dove, come, quando e perché.

Ci hanno pensato e ci pensano già gli americani a rifornire gli ucraini di armi per resistere. Noi dovremmo impegnare tutti i nostri sforzi per una soluzione diplomatica, costringere Biden a portare Putin al tavolo delle trattative. Cosa intende fare, invece, il PD sulla Guerra, sulla Europa e sulla Rai?

Il riarmo della Germania non lo preoccupa visto che non si parla di esercito europeo? Il Servizio Pubblico dovrebbe affrontare queste domande, produrre notizie e non solo emozioni, scenari futuri e spiegazioni sull’atteggiamento dei popoli che non condividono il nostro modo di vedere le cose: Cina, India, Brasile, Pakistan, Turchia, Sudafrica, Israele. Perché ungheresi e serbi hanno votato per candidati filorussi?

Letta pensa che tutti questi paesi non siano abbastanza democratici, non assomigliano all’Italia dove il suo partito governa senza aver vinto elezioni. Pensa anche che mai come oggi in Rai le voci dissenzienti siano state così “squillanti”.

Invece hanno fatto un deserto, approfittando dell’emergenza, e l’hanno chiamato obiettività. Sono andato in giro come la madonna pellegrina per raccogliere voti contro Berlusconi e sono al potere politici e tecnici meno potenti del Cavaliere ma che non sono diversi da lui. Censurano, favoriscono, emarginano.

In Russia non c’è libertà, è vero; e in Ucraina c’è? Avete sentito una sola voce in contrasto con Zelensky? La risposta per gli ucraini è che sono in guerra, invece i russi no?
Veniamo a Bucha. Non ho mai detto che non ci sono stati massacri e che i morti sono finti.

Ho mostrato un video ufficiale pubblicato sul sito della Polizia Ucraina, con la Milizia Ucraina che entra a Bucha. Non si vedono i morti dell’autostrada né quelli della fossa comune; eppure si levano i droni ed è impossibile che non li abbiano ripresi.

Ho detto che non c’erano? No. Ho chiesto come mai non ce li hanno fatti vedere. Forse si doveva aspettare il momento giusto per montare un nuovo episodio del film dell’orrore, con la sequenza della camera di tortura che non era pronta, e le foto con le facce asiatiche dei soldati russi assassini ancora da stampare.

I crimini di guerra, lo ricordo agli indignati, richiedono documentazione indipendente, prove, circostanze dettagliate; non basta per punire i responsabili dire che “tanto i morti sono morti”.

Per esempio si parla di stupri da settimane. A sentire i tg dovrebbero essere centinaia. “Human Rights Watch” ne ha accertato uno. Provate a chiedere ai vostri amici: “Quanti morti c’erano nella fossa comune di Bucha?” Io ci ho provato. Qualcuno mi ha detto molte decine, qualcuno addirittura centinaia.

Scrive l’inviato di Repubblica, giornale belligerante: “La fossa è aperta e si vedono emergere ammassate le borse che contengono i cadaveri di circa otto persone”. Circa? Michele Serra scrive che “le prove sono evidenti, dunque non possiamo restare a guardare”. Non si pone il problema che forse sono in corso due guerre, una tra gli eserciti e una civile, che si sviluppa con rappresaglie, vendette, fucilazioni, torture, esecuzioni. Non attribuibili a una parte sola.

Che ci fanno uno accanto all’altro un morto con le mani legate e un vecchio con la sua busta di patate? Io non lo so; ma vorrei saperlo. Alcuni di voi, invece, pensano che conosciamo già tutto. Uno scrittore che amo, Paolo Giordano, giudica quelli come me, i pacifisti contrari all’invio di armi, “complessisti”.

Siamo quelli che cercano inutilmente le cause di tanto orrore e si rifugiano dietro l’affermazione: “Qualsiasi guerra produce crimini contro l’umanità. Anzi, la guerra è un crimine contro l’umanità”. Proprio così. Lo stesso Giordano è costretto ad ammettere: “Certo che lo è”. Ma poi ci chiede conto di Bucha. Come la mettiamo noi pacifisti con Bucha? Una domanda che si dovrebbero porre tutti, anche coloro che la rivolgono a noi.

Bucha, il frutto amaro di ogni guerra, per questo va fermata questa follia

Interrogassero la loro coscienza, come noi interroghiamo la nostra, immaginassero le conseguenze dei loro gesti e delle loro parole, l’escalation delle armi e dei morti che coerentemente deriva dalla loro indignazione senza se e senza ma. Vogliono arrivare a Mosca, deporre Putin, usare missili a media gittata, rischiare una risposta con armi nucleari tattiche e decine di milioni di morti? Lo facciano. Ma non in mio nome.

Per ogni cosa che dico e scrivo sento il peso della mia responsabilità personale. Chi vuole più guerra si assuma le sue; cominci a pensare che Putin porta la colpa di questa guerra, ma in tutti questi cadaveri ci sono anche le pallottole che l’Italia ha mandato.

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

 

Leggi anche


Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli