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venerdì 3 Settembre 2021
AgoràIl seme della follia: da John Carpenter a Giorgia Meloni

Il seme della follia: da John Carpenter a Giorgia Meloni

Quando sei a un bar e ti ritrovi a parlare di politica con una signora in perfetto stile Giorgia Meloni, finalmente dopo anni capisci il vero significato del capolavoro di John Carpenter, Il Seme della Follia.

Il Seme della Follia: non temere la Meloni in sé ma la Meloni in te.

Per la seconda volta in poche settimane mi ritrovo a parlare di politica al bar con dei perfetti sconosciuti.

Subito dopo aver accennato di essere “una persone di sinistra”, la signora dietro di me, in perfetto stile Giorgia Meloni sonounadonna-sonounamamma-sonocristiana-sonoitaliana, esordisce urlando: Ci tolgono la libertàè una dittatura comunista quella a cui stiamo assistendo.

Draghi in versione Kim Jong Un mi attraversa la testa per un fugace istante.

Provo a controbattere cercando di spiegare il mio punto di vista ma la signora è un fiume in piena e a stento riesco a blaterare qualcosa.

A un certo punto mi pare di sentire la voce della Meloni sovrapporsi a quella della signora. La “celebre” filastrocca della leader di FdI mi ritorna risuona nella testa: “la Sea Watch deve essere sequestrata, l’equipaggio arrestato, gli immigrati rimpatriati subito e la nave affondata.”

Non ci provo nemmeno a replicare quando arriva agli immigrati. La butto sulla coerenza, cercando di spiegare che per un lavoratore dipendente essere di sinistra dovrebbe essere basico, senza entrare in discorsi troppo complessi, temendo di esser bollato immediatamente come un radical chic.

Interviene il titolare del bar che non ammette repliche: Voi dipendenti oggi avete troppo, noi titolari invece troppo poco…

A quel punto ho l’illuminazione, come una novella Bernadette, e che capisco che non posso che essere uno dei personaggi del film Il Seme della Follia di John Carpenter.

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Il capolavoro di John Carpenter: Il Seme della Follia

La generazione anni ’80 ricorderà sicuramente il film di uno dei maestri dell’horror, dove l’investigatore privato John Trent, interpretato da Sam Neill, si mette sulle tracce dello scrittore scomparso Sutter Cane.

Hobb’s End è la cittadina dove l’autore di libri horror sembra essersi rifugiato, una cittadina dove è difficile distinguere la finzione dalla realtà, dove la borderline che separa la follia dalla ragione sembra non esistere più e le persone sembrano essere governate dall’irrazionalità più assoluta.

La cosa non vi suona paurosamente familiare?

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Sutter Cane

Fenomeno popolare o profeta folle della carta stampata? Tutto il film ruota intorno allo scrittore misterioso, all’effetto che i suoi libri hanno sui lettori, inducendoli alla follia e alla violenza.

Quale è l’obiettivo di Cane? Ovvio, fare in modo che la maggior parte della popolazione legga i suoi libri e creda alla sua visione della realtà, cosi da creare la realtà stessa.

Cosa succederebbe se i pazzi diventassero la maggioranza? chiede Linda, interpretata da Julie Carmen, al protagonista Trent.

Succederebbe quello che è successo a me oggi al bar mi viene da rispondere, persone confuse che vedono i fantasmi del comunismo e che si aggrappano alle parole scriteriate di una certa politica che deve avere indubbiamente letto tutti i libri di Sutter Cane.

Leggendo Sutter Cane

 

Come uscire da Hobb’s End?

Come è possibile che la maggioranza di un paese creda vere idee che rappresentano il peggio del pensiero e del animo umano? Quale è il processo che governa la nostra mente in materia di discernimento verso ciò che è giusto o sbagliato?

Ciò che paralizza e lascia indifeso il mondo occidentale è il non saper più distinguere il vero dal falso, il bene incontrovertibile dal male accertato, asseriva Aleksandr Isaevič Solženicyn, che di sicuro troppo comunista non era.

Come dargli torto? La psicologia cognitiva ci insegna che sono le nostre emozioni e le nostre idee pregresse ad elaborare ogni nuova informazione dando vita al processo cognitivo.

Quindi un’idea o un concetto attecchiscono in noi nel momento in cui trovano un seme per germogliare, probabilmente quello della follia.

Non è più una questione di essere di destra o di sinistra ma di saper distinguere il vero dal falso e credere che esista o meno una realtà oggettiva, altrimenti siamo ad Hobb’s End, dove tutto non è ciò che sembra e la follia ha preso il sopravvento.

Nel finale del film il malvagio Cane raggiunge il suo scopo, i suoi libri vengono letti da più di un miliardo di persone, l’opera di convincimento è completa, il mondo è in mano ai folli.

Come uscire da Hobb’s End quindi? Con un moto d’orgoglio prima di uscire dal bar affronto la signora.

Provo a spiegarle che l’idea originale del comunismo non era quella di una dittatura e che Marx pensava al governo centrale come ad una istituzione temporanea, che sarebbe dovuta sparire quando il potere proletario avrebbe avuto modo di agire liberamente e riorganizzare i rapporti di proprietà e produzione.

Mi osserva basita, per un attimo credo di aver visto l’uscita dalla cittadina maledetta, ma solo allora mi rendo conto che la signora teneva accanto sul bancone una copia di un giornale: Libero.

Il finale di questa storia temo non sarà diverso da quello del film del buon Carpenter.

Da John Carpenter a Giorgia Meloni il seme della follia2

 

 

 


Marco Daniel O Dowd
Amante della musica e musicista, ha da poco pubblicato il suo primo EP “Satie Beyond Time” con i“Radio Frequencies”. Laureatosi in “Storia, scienze e tecniche della musica e dello spettacolo” ha collaborato con alcune fanzine musicali tra cui “Beautiful Freaks”

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