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giovedì, Luglio 7, 2022

La lotta di Cuba contro l’emergenza climatica

Il paese ha toccato con mano i disastri che l’aumento delle temperature può provocare, motivo per il quale, da decenni, Cuba è in prima linea nella lotta contro il riscaldamento globale.

Cuba contro l’emergenza climatica

“È necessario segnalare che le società dei consumi sono le principali responsabili dell’atroce distruzione dell’ambiente. Esse sono nate dalle antiche metropoli coloniali e dalle politicheimperiali che, a loro volta, hanno generato l’arretratezza e la povertà che oggi colpiscono l’immensa maggioranza dell’umanità.”

Con queste parole Fidel Castro accusò i paesi più ricchi al Vertice della Terra, tenutosi a Rio De Janeiro nel 1992, di essere i principali responsabili della catastrofe ambientale.

I dati, a distanza di trent’anni, supportano ancora le parole di Fidel: Cuba ad esempio nel 2014 è stata responsabile dello 0,1% delle emissioni totali di CO2, mentre invece le emissioni USA nello stesso periodo sono state pari al 15%.

A livello globale è inequivocabile la disuguaglianza nelle emissioni di gas climalteranti. Eppure, nonostante contribuisca in maniera minima all’aumento di CO2 nell’atmosfera, Cuba è uno dei paesi maggiormente colpiti dagli effetti del climate change. In circa 60 anni si è assistito ad un aumento della temperatura dell’arcipelago cubano pari a 0.9°C.

Abel Centella, direttore scientifico dell’Istituto di Meteorologia dell’Havana, ha stimato che entro il 2100 le coste cubane rischiano di essere sommerse di quasi un metro a causa dell’innalzamento dei mari.

A questo problema devono essere aggiunti i rischi derivanti dallasalinizzazione e i conseguenti danni all’agricoltura, già gravemente colpita dalla diminuzione del 10% della piovosità media annua rispetto al periodo 1931-1972.

Ma in realtà già oggi l’isola si ritrova a dover fare i conti con i sempre più frequenti eventi estremi: dal 2001 ad oggi è stata colpita da nove uragani che hanno provocato morti e danni economici incalcolabili.

Negli ultimi anni sono in netto aumento anche i fenomeni di siccità mentre l’aumento del deficit di umidità sta impattando negativamente sulla coltivazione del tabacco, diminuendone notevolmente i rendimenti.

Ad amplificare i danni è anche il bloqueo americano. L’embargo, oltre ad impedire l’arrivo di beni essenziali e medicine sull’isola, limita anche l’accesso alle tecnologie necessarie percombattere i problemi ambientali.

Tutto ciò ha portato il paese a toccare con mano i disastri che l’aumento delle temperature può provocare, motivo per il quale, da ormai alcuni decenni, Cuba è in prima linea nella lotta contro il riscaldamento globale.

La Nueva Constitución e il cambiamento climatico

La sfida del cambiamento climatico è stata recepita innanzitutto dal punto di vista politico-giuridico, elemento tutt’altro che scontato. Infatti, contrariamente ai paesi occidentali, dove dilaga scetticismo e negazionismo nell’approccio al problema, la presa di posizione di Cuba, non essendo stata in alcun modo ostacolata dall’azione lobbista delle multinazionali, è stata sin da subito chiara e netta.

Ecco perché, a seguito della riforma della costituzione del2019, il tema del cambiamento climatico è entrato a far parte della carta fondamentale del paese:

“La Repubblica di Cuba promuove la protezione e la conservazione dell’ambiente e la lottaal cambiamento climatico, che minaccia la sopravvivenza della specie umana, sulla base delriconoscimento di responsabilità comuni, ma differenziate; l’istituzione di un ordineeconomico internazionale giusto ed equo e l’eradicazione di modelli irrazionali di produzionee di consumo.”(articolo 16, Capitolo III, Costituzione di Cuba)

Attualmente nel mondo sono solo dieci le nazioni le cui costituzioni fanno diretto riferimento al clima o al cambiamento climatico.Con l’inserimento della lettera f dell’articolo 16 si è voluto affermare un modello di sviluppo totalmente alternativo a quello dominante nei paesi capitalisti, un paradigma fondato sul rispetto del mondo biotico e abiotico.

Tale intenzione viene ribadita anche nell’articolo 75, in cui si afferma che “lo Stato protegge l’ambiente ele risorse naturali del paese. Riconosce il suo stretto legame con lo sviluppo sostenibile dell’economia e della società per rendere piùrazionale la vita umana e garantire la sopravvivenza, il benessere e la sicurezza dellegenerazioni presenti e future”.

Le iniziative cubane contro il riscaldamento globale

Tarea Vida è un progetto adottato da Cuba nel 2017 che prevede misure di adattamento emitigazione dei cambiamenti climatici sul breve, medio e lungo periodo. Si tratta di un piano ambizioso basato su 5 azioni strategiche e 11 compiti.

Le azioni strategiche prevedono: il divieto di costruzione di nuove abitazioni in aree costiere minacciate dalle inondazioni; lo sviluppo di differenti concetti costruttivi delle infrastrutture, adattati alle inondazioni costiere per le zone pianeggianti; l’adattamento delle attività agricole ai cambiamenti dell’uso delsuolo e la riduzione delle aree di coltivazione vicino alla costa.

Per far fronte al problema degli uragani e delle inondazioni, il progetto prevede anche di mappare le zone dell’isola piùa rischio per procedere allo spostamento degli abitanti in altre aree. Tra i principali compiti del piano vi sono invece il raggiungimento di un utilizzo efficiente dell’acqua, l’adozione di misure di protezione del suolo e per la conservazione della barriera corallina e la transizione verso energie rinnovabili.

In merito a quest’ultimo punto, Cuba sta attuando una vera e propria rivoluzione energetica con l’obiettivo finale di generare un quarto della propria elettricità da fonti rinnovabili entro la fine del decennio.

Nel corso degli ultimi anni il paese ha ha installato 11 MW di energia eolica e 24 MW di energia solare. Per quanto riguarda le barriere coralline, per sottolineare l’impegno di Cuba nella loro protezione basti pensare che cinque delle 50 più clima-resilienti al mondo si trovano nellesue acque.

Nel corso dei secoli, la colonizzazione dell’isola ha portato alla distruzione di gran parte delle foreste, ma grazie ai piani di riforestazione avviati dopo la rivoluzione sono stati raggiunti risultati importanti: attualmente circa il 31,8% della superficie del paese è ricoperta di foreste, percentuale che solo nel 2010 era pari al 27,6%.

L’obiettivo, di recente ribadito dal presidente Miguel Díaz-Canel, è il raggiungimento del 33% entro il 2030. Gli sforzi fatti da Cuba in campo ambientale sono coerenti con l’attenzione che la Rivoluzione ha sempre dimostrato nella protezione della salute e della vita dei cubani.

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Miguel Diaz Canel

Le misure adottate contro gli uragani ad esempio hanno permesso di ridurre notevolmente il numero di vittime di questi fenomeni. L’uragano Matthew, che nel 2016 causò la morte di 47 persone negli USA e di 546 persone ad Haiti, a Cuba fece solo 4 vittime.

Il paese si sta muovendo anche nel campo dell’ecodiplomazia per favorire lo sviluppo diazioni contro il cambiamento climatico a livello continentale: nel luglio del 2021 ha propostola creazione di un documento ALBA per assumere una posizione comune con gli altri paesimembri sulle questioni ambientali.

Così come nella crisi pandemica, dove l’isola, povera e sotto embargo, è riuscita a produrredue vaccini, Cuba si sta distinguendo anche nella lotta all’emergenza climatica.

Ma il veropunto di forza del paese è lo sviluppo di un modello economico completamente alternativo a quello egemonico capace di mettere al centro il benessere della comunità e non il profitto. Emblematiche a tal proposito sono le parole con cui Miguel Díaz-Canel è intervenuto a fine ottobre al Climate Action Meeting for Humanity, the Planet and Prosperity:

“Le cause non sono più discusse da nessuno. I modellidi consumo irrazionali e sempre piùinsostenibili del capitalismo e l’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali hannodrammaticamente accelerato il pericolo di estinzione della specie umana. Fermare questadissolutezza è della massima urgenza, anche se coloro che la promuovono sembranoignorarla.”

 

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Francesco Riccio
Francesco Riccio
Laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Redattore e web content writer.

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