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venerdì 3 Settembre 2021
AgoràIl rito del "Buongiornissimo" e il totem della "pulizia contatti"

Il rito del “Buongiornissimo” e il totem della “pulizia contatti”

Pandemia o meno, il rito del “Buongiornissimo” e della “Pulizia contatti” sui social è entrato a far parte stabilmente del nostro cupo orizzonte.

Il rito del Buongiornissimo!

L’ultimo anno di pandemia ha inevitabilmente impattato anche nelle quotidiane dinamiche dei social, introducendo nuove categorie, tormentoni e meme, figli del clima generale. Tra vaccini, lockdown, zone clorate e negazionismi vari, il materiale non manca mai.

Ma nonostante tutto ciò, ormai possiamo dare per assodati alcuni fenomeni comunicativi  resistenti al tempo, alle mode, agli sconvolgimenti della storia: pandemia o meno il rito del Buongiornissimo, caffè? e in primavera della Pulizia contatti, soprattutto sulla casa madre Facebook, è entrato a far parte stabilmente delle dinamiche che caratterizzano il linguaggio usato sui social. Chiunque ha almeno un esecutore fra i propri contati virtuali.

Il rito del "Buongiornissimo" e il totem della "pulizia contatti"

L’estetica del Buongiornissimo

Ogni giorno migliaia di utenti sono pronti a postare sui social una quantità abnorme di copia-incolla di bufale, dati sballati sul covid, notizie di reazioni allergiche ai vaccini degne della nascita di un supereroe della Marvel, fino ai classici santini di Padre Pio, foto glitterate con font pacchiani ed immagini in bassa risoluzione piene zeppe di cuori, cani stilizzati, onnipresenti gatti (gatti ovunque!) e sticker sorridenti.

Ma chi sono queste persone? In passato pagine pioneristiche che trattavano l’argomento  come La piaga dei cinquantenni sul web o Il proliferare di immagini di merda sulle bacheca dei quarantenni, davano un risultato immediato: adulti fra i 40 ed i 60 anni, i cosiddetti boomer, con uso assiduo dei social ma contemporaneamente scarsa dimestichezza nelle dinamiche. In ogni caso è un fenomeno trasversale. Chiunque, facendo mente locale, ha fra i propri amici virtuali qualche contatto che ogni giorno delizia il mondo con la sua dose di perle dal web.

Difficile stabilirne dunque un target sociale specifico. C’è l’esponente medio della working class, la donna di mezza età con bassa scolarizzazione, il maschio alpha, il prototipo di elettore che vede di buon occhio il ritorno di Salvini al governo e quello convinto che ci sia un grande complotto mondiale per inserire microchip sottopelle per controllarci; ma anche il pensionato ex sindacalista, la libera professionista, l’esercente, il laureato all’Università della strada. Un melting pot identitario che ha, tuttavia, un denominatore comune basato su una forma più o meno latente di analfabetismo funzionale.

Ma la pietra angolare di questa dottrina social, il fondamento, è, naturalmente, il buongiornissimo, un vero e proprio mantra lanciato ogni mattina con tutte le sue varianti, accompagnato da immagini di tazze, tazzine, scodelle fumanti, decorate, stilizzate; con le variazioni che prevedono l’inserimento di immagini rassicuranti, (neonati, cani, gatti…sempre loro, maledetti!) fino al buongiorno provocante con immagini che dovrebbero essere seducenti, generalmente in bianco e nero, ma che non si discostano dal pecoreccio patinato.

Ma il buongiornissimo caffè, non è solo il rito virtuale di una una bevanda, ma bensì la sintesi della socialità, dell’incontro. Il caffè virtuale, che su Facebook diventa kaffè in una fantozziana ricerca di giovanilismo, è il richiamo per commentare una foto, per tentare un approccio romantico in chat. Un rituale da bar, proiettato compulsivamente sui social network, ancor più poi in questi lunghi periodi di reclusioni forzate.

Il rito del "Buongiornissimo" e il totem della "pulizia contatti"

Gli altri totem: le persone falze

Un altro totem del linguaggio dei social di questi anni riguarda l’ossessione di molti utenti per le persone false, o perzone falze nella più comune e abusata traslitterazione parodistica. Il fenomeno deriva dal retaggio della televisione contemporanea, figlia dell’estetica Mediaset, delineata da reality e format pomeridiani in cui fra tronisti, concorrenti del Grande Fratello o naufraghi, in cui, all’eterna domanda sulle qualità di un concorrente, la risposta dell’interessato è sempre stata la medesima: Io sono me stesso. Non sono una persona falsa.

Intere carriere TV, ospitate, serate nei privé dei locali, grazie a un curriculum vitae contenente una sola riga: Io sono me stesso. Non sono una persona falsa.

Il rito del "Buongiornissimo" e il totem della "pulizia contatti"

Questa verità non verità, come può esserci qualcosa di vero in una messinscena televisiva, è diventata però verità interiorizzata da migliaia e migliaia di persone che ne hanno fatto uno dei valori basilari.

Quindi queste persone non sono volgari, aggressive, ignoranti. No, sono persone vere, non sono false. La mitezza è divenuta caratteristica di cui diffidare. Dei falsi, per l’appunto. Anzi, dei falzi.

Purtroppo, come sempre, c’è un però. Uscendo dall’aspetto comico della vicenda, fatalmente si sconfina nel grottesco, passando per il qualunquismo e finendo nel populismo, nell’indignazione un tanto al kg. Si comincia da: “Il 97% di voi non ci condividerà sulla propria bacheca perché siamo diversi”, per poi passare allo “Scrivi amen e condividi se sei indignato”, fino all’esultare perché un barcone carico di immigrati è affondato nel Mediterraneo. Per quanto a una mente più o meno normale possa sembrare azzardato, è invece quello che avviene nella maggior parte dei casi.

Dunque c’è un legame tra il buongiornissimo caffè e le forme di intolleranza più estreme presenti nella società?

Il rito del "Buongiornissimo" e il totem della "pulizia contatti"

La degna conclusione: pulizia contatti

La primavera è arrivata, il tempo ancora incerto, i dati sulla pandemi sono tutt’alto che rassicuranti ma nulla potrà fermare l’abituale annuncio della pulizia contatti, ovvero l’eliminazione dalle amicizie Facebook.

Si tratta di un vero e proprio anatema che volteggia sopra la testa degli account che, a detta del tagliatore, compaiono solo per criticare o non compaiono mai, fanno solo numero; oppure che non hanno foto profilo. Ma in definitiva non apprezzano sufficientemente i post proposti. La pulizia contatti rispolvera il Robespierre interiore e, come in un improvvisato tribunale del popolo, gli utenti vengono sezionati rapidamente uno ad uno, senza possibilità di difesa e giudicati.

È una gran fatica ma che merita di essere celebrata a fine giornata con un bicchiere di vino, un selfie e una citazione di Alda Merini.

Il rito del "Buongiornissimo" e il totem della "pulizia contatti"

 

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Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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